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Come abbiamo più volte ribadito, l’ACCPI, così come è, non ha ragione di esistere. Un sindacato che non riesce a fare in modo che i propri associati siano pagati regolarmente, e non attraverso escamotage, o che siano costretti a portare uno sponsor per poter correre, oppure ancora che siano trattati come dei delinquenti in libertà vigilata e sottoposti ai costanti controlli talvolta irrispettosi della loro privacy non ha senso che resti in vita.

Di Luca, Santambrogio, Ficarra e … le bizzarre tempistiche dell’ACCPI

Come abbiamo più volte ribadito, l’ACCPI, così come è, non ha ragione di esistere. Un sindacato che non riesce a fare in modo che i propri associati siano pagati regolarmente, e non attraverso escamotage, o che siano costretti a portare uno sponsor per poter correre, oppure ancora che siano trattati come dei delinquenti in libertà vigilata e sottoposti ai costanti controlli talvolta irrispettosi della loro privacy non ha senso che resti in vita.

Non ha senso che il presidente dell’ACCPI, Amedeo Colombo, sieda anche in Lega che ha esigenze opposte rispetto a quelle che possono avere i corridori.

Abbiamo già evidenziato la rapidità che l’ACCPI ha avuto nel decidere di ricorrere alle vie legali nei confronti di Danilo Di Luca, azione poi ripetuta nei confronti di Mauro Santambrogio. In particolare, nei due comunicati si legge che la decisione di ricorrere alle vie legali è giunta “per mandato degli associati”.

La domanda sorge però spontanea: quando gli associati ACCPI hanno dato all’associazione questo mandato? La tempistica del comunicato rende assolutamente inverosimile l’ipotesi che tutti gli associati ACCPI abbiano votato questa iniziativa. Abbiamo poi richiesto all’Ufficio Stampa dell’ACCPI delucidazioni sulla modalità del conferimento di tale mandato, richiesta rimasta, guarda caso, senza risposta.

L’aspetto che rende ancor più curioso il comportamento di questa Associazione è che all’ordine del giorno della prossima Assemblea, in programma a Malè in occasione del Campionato Italiano, ci sia la “Approvazione causa civile contro il programma tv Striscia la Notizia (vedi dichiarazioni del presentatore Ficarra nella puntata andata in onda il 18.04.2013)”

Quindi, per un fatto di aprile l’ACCPI richiede a fine giugno l’approvazione per adire alle vie legali, mentre il giorno dopo la positività di un atleta, gli associati ACCPI danno mandato all’associazione di passare alle vie legali nei confronti di un associato stesso.

Misteri di un’associazione molto più di palazzo che di lotta.{jcomments on}

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