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La storia del Giro insegna che il primo arrivo in salita della corsa rosa, di solito non indica il vincitore del Giro, ma sicuramente fa uscire allo scoperto quelli che per vari motivi non lo potranno vincere.

L’arrivo odierno a Montevergine di Mercogliano era il primo arrivo in salita, ma non è stato così indicativo come forse ci si aspettava.

La tappa in linea più corta dell’edizione 2011 è stata vinta dal belga della Quick Step Bart De Clercq, capace di resistere per un’inezia al rientrante gruppo dei migliori pilotato sulla linea del traguardo da Michele Scarponi.

Gruppo comprendente tutti i bei nomi presenti al Giro. Tutti tranne due big, votati alla causa dei rispettivi capitani. Carlos Sastre arrivato a 21” dal vincitore, mentre per veder arrivare Danilo Di Luca si è dovuto attendere 1’34”.

De Clercq, ripreso due metri dopo l’arrivo, vince la settima tappa. Secondo Scarponi, terzo Kreuziger.

La storia del Giro insegna che il primo arrivo in salita della corsa rosa, di solito non indica il vincitore del Giro, ma sicuramente fa uscire allo scoperto quelli che per vari motivi non lo potranno vincere.

L’arrivo odierno a Montevergine di Mercogliano era il primo arrivo in salita, ma non è stato così indicativo come forse ci si aspettava.

La tappa in linea più corta dell’edizione 2011 è stata vinta dal belga della Quick Step Bart De Clercq, capace di resistere per un’inezia al rientrante gruppo dei migliori pilotato sulla linea del traguardo da Michele Scarponi.

Gruppo comprendente tutti i bei nomi presenti al Giro. Tutti tranne due big, votati alla causa dei rispettivi capitani. Carlos Sastre arrivato a 21” dal vincitore, mentre per veder arrivare Danilo Di Luca si è dovuto attendere 1’34”.

La vittoria del belga sul marchigiano si è avuta al termine di una tappa caratterizzata da alcune fughe, anche di discreto interesse.

I primi a tentare la sorte sono stati: Berard e Canuti raggiunti poco dopo da Vorganov e Pineau quindi Visconti, Pasamontes, Bak, Selvaggi, Betancourt e Cherel e successivamente ridotti a 5, con il Campione Italiano in compagnia di Montaguti, Canuti, Pineau e Bak.

Il gruppo inseguitore, ha controllato non facendo mai lievitare il distacco e preparato la battaglia che prontamente è arrivata sui 17km dell’erta finale.

Prima della salita finale è stato il GPM di Serra della Strada ad alzare la temperatura in gruppo con alcuni tentativi isolati di portarsi sulle avanguardie. Mentre Canuti provava la soluzione di forza, passando solo al GPM ma cadendo in discesa, venendo quindi raggiunto dai compagni di fuga.

In questa fase della gara l’unico dei tentativi di ricongiungimento ad avere successo è stato quello di Hoogerland, che dopo un inseguimento solitario lungo una ventina di km è stato anche capace di animare i primi km della salita verso il traguardo, sgretolando l’ormai stanco gruppetto di fuggitivi. L’unico capace di tenerle testa anzi di rilanciare l’azione è stato Bak, prima che il gruppo dei migliori riportasse per poco tutti alla ragione.

Permettendo però al belga De Clercq di anticipare tutti con uno scatto ai meno 5 e capace di resistere fino ad un centimetro dopo l’arrivo al gruppo che rimontava.

Il mio obiettivo al Giro era di vincere una tappa, ho anche la Maglia verde, per ora va molto bene così…..Giornata speciale, ho iniziato ad attaccare ai -8 km all’arrivo e non pensavo sarei riuscito a farcela. Ho sofferto gli ultimi due km, come primo anno da professionista, è fantastico vincere una tappa in un grande giro……Ho cominciato a correre in bici a 22 anni, per questo sono passato pro “tardi” solo a 25 anni… ma sto crescendo molto in fretta direi……da ragazzo facevo atletica, corsa a piedi in particolare. Ma dopo tanti infortuni ho smesso, ho continuato a studiare scienze motorie a Gand. Pedalavo nel week end e ho iniziato a fare le corse per divertimento. Non pensavo potesse diventare una professione…… Le richieste del team per questa frazione erano di attaccare se ce la sentivamo. Le velocità erano basse quindi mi sono detto “perché no?”. Secondo me i ciclisti passano troppo tempo a controllarsi, c’è troppa tattica: bisognerebbe attaccare di più! – poi ha rivolto un pensiero a quanto successo lunedì – Non ci conoscevamo, abitavamo a 30 km di distanza. Gli ho parlato a Torino, giusto un attimo. Che tristezza quello che e successo”

In chiave Maglia Rosa la tappa odierna ha detto poco, con l’unico e piccolo avanzamento in classifica, grazie agli abbuoni, di Michele Scarponi, che ha scavalcato Nibali e che lo colloca in prima posizione nella classifica avulsa che considera solo i pretendenti alla vittoria finale.


Il rammarico per aver non aver vinto c’è ma, piuttosto che pensare se sono partito al momento giusto o no, preferisco soffermarmi sul fatto che ho guadagnato 12″ di abbuono sugli avversari: su una salita pedalabile come quella di Montevergine, direi che è un buon bottino – ha spiegato Scarponi – Posso quindi dire che oggi ho collocato un bel tassello del mosaico che ho in mente e questo è stato possibile grazie al lavoro fantastico dei miei compagni di squadra”.
Soddisfatto anche il ds Maini: “
Certamente archiviamo la tappa di oggi consci di aver guadagnato 12″, non pochi in un arrivo in salita nel quale 29 corridori sono stati accreditati dello stesso tempo. Michele ha ottenuto tutto questo senza spendere troppe energie e senza esaurire i compagni di squadra. La vittoria avrebbe dato ancora più morale, ma siamo molto contenti anche così”.

Soddisfatta anche la Maglia Rosa Pieter Weening: “Tappa breve se si attaccava dall’inizio non si arrivava da nessuna parte, parimenti il chilometraggio basso mi ha messo al riparo da attacchi e imboscate. Il gruppo è stato tranquillo fino all’ultimo km che è stato particolarmente duro perché chi ti superava all’interno in curva ti costringeva a frenare e ti scappava avanti. Ma sono riuscito a superare questo attimo di “nervosismo” del plotone. In fondo erano tutti un provati nel finale … Rispetto a mercoledì, il finale era molto diverso non penso si possano paragonare le due cose. In Belgio si dice che non si possono paragonare uova e mele……Mi piacerebbe tenere la Maglia Rosa, onestamente i big mi aiutano perché hanno tutti paura di perdere secondi e nessuno attacca: le settimane successive sono tremende, quindi potrei riuscire a mantenerla anche dopo l’Etna……Per me il Giro vale quanto il Tour e la Vuelta. So che altri considerano di più  la corsa francese ma per me non ci sono differenze. Sempre di un grande giro si tratta”

Mario Prato

Ordine d’Arrivo:

1)    Bart De Clercq (Bel, Omega Pharma) in 2h54’47’’.

2)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – ISD)

3)    Roman Kreuziger (Cec, Astana)

4)    Stefano Garzelli (Ita, Acqua & Sapone)

5)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas)

6)    Joaquin Rodriguez (Spa, Katusha)

7)    Josè Rujano (Ven, Androni – CIPI)

8)    Dario Cataldo (Ita, Quick Step)

9)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank)

10) Christophe Le Mevel (Fra, Garmin – Cervelo)

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