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Il crollo del numero delle gare è ormai una cosa certa e ogni anno, immancabile come una festa comandata, lo dimostriamo direttamente dai numeri che, anno dopo anno, sono sempre più impietosi. Nonostante questo crollo ormai praticamente irreversibile, questo “lungimirante” Consiglio Federale, dopo aver vietato le premiazioni nei Giovanissimi, ha fatto di più andando a mettere altri paletti agli organizzatori. Infatti, la delibera numero 46 del 12 ottobre 2011 del Consiglio di Presidenza stabilisce che “Nelle gare a tappe è obbligatoria una frazione a cronometro".

Questa norma è stata portata alla ribalta proprio oggi, infatti, il Giro del Friuli (gara Internazionale), in programma dal 2 al 6 maggio, ha chiesto al Consiglio Federale una deroga a questa norma, deroga che non è arrivata e quindi questa importante corsa, al momento, così com’è, non può essere approvata.

Questa regola è molto ben mimetizzata nel sito federale e non è stata pubblicata ad integrazione delle norme attuative, ma è consultabile esclusivamente sfogliando “Il Mondo del Ciclismo” del 18 ottobre.

Dalla FCI stop al Giro del Friuli: tutte le gare a tappe devono avere una cronometro

Il crollo del numero delle gare è ormai una cosa certa e ogni anno, immancabile come una festa comandata, lo dimostriamo direttamente dai numeri che, anno dopo anno, sono sempre più impietosi. Nonostante questo crollo ormai praticamente irreversibile, questo “lungimirante” Consiglio Federale, dopo aver vietato le premiazioni nei Giovanissimi, ha fatto di più andando a mettere altri paletti agli organizzatori. Infatti, la delibera numero 46 del 12 ottobre 2011 del Consiglio di Presidenza stabilisce che “Nelle gare a tappe è obbligatoria una frazione a cronometro”.

Questa norma è stata portata alla ribalta proprio oggi, infatti, il Giro del Friuli (gara Internazionale), in programma dal 2 al 6 maggio, ha chiesto al Consiglio Federale una deroga a questa norma, deroga che non è arrivata e quindi questa importante corsa, al momento, così com’è, non può essere approvata.

Questa regola è molto ben mimetizzata nel sito federale e non è stata pubblicata ad integrazione delle norme attuative, ma è consultabile esclusivamente sfogliando “Il Mondo del Ciclismo” del 18 ottobre.

Sulle norme attuative, infatti, si può leggere:” Nelle gare a tappe nazionali è auspicabile sia prevista una tappa/semitappa a cronometro.”. Non è possibile quindi andare a contraddire questo principio senza andare a correggere il testo delle norme attuative. Perchè chiunque, ancora oggi, che consulti le norme attuative leggerà che la cronometro è “auspicata” e non è assolutamente obbligatoria.

L’organizzatore della gara, Giovanni Cappanera, come ha dichiarato al sito www.ciclismoweb.net è in difficoltà perché non può effettuare un prologo il primo di maggio, giorno della verifica licenze, perché le squadre sono impegnate in altre gare, non può modificare il Giro poiché ha già preso accordi con i Comuni e non può neppure allungarlo di un giorno perché significherebbe dover aumentare le spese, cosa tutt’altro che fattibile in un periodo come questo.

Proprio in questi giorni si sta correndo la gara a tappe “Toscana terra di ciclismo” che non prevede neanche una frazione a cronometro e la norma non pone deroghe.

La sovranità degli organizzatori deve essere “sacra” perché, secondo lo stesso principio si arriverà ad imporre un arrivo in volata oppure un arrivo in salita.

Anche oggi la Federazione non ha voluto far mancare la sua perla quotidiana: e poi si chiedono perchè la gente ce l’ha con loro …

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