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Gianni Savio - "uscito con tutti gli onori dal Tribunale di Massa", come scrive Claudio Ghisalberti sulla Gazzetta dello Sport - è rientrato a Cesenatico per concludere il raduno collegiale della Androni Giocattoli. Dalla cittadina cesenate, il Team Manager torinese ha voluto precisare quanto segue: "Quando l'Ufficio di Procura del Coni ha disposto il mio deferimento al Tribunale Nazionale Antidoping, dissi che avrei dimostrato di non aver mai commesso il reato che mi veniva imputato. E così è stato! Infatti, il 15/12/2011, il Giudice del Tribunale di Massa ha disposto la mia assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste. Le calunniose accuse rivoltemi dall'ex corridore Luca De Angeli sono così state giudicate totalmente infondate. Il deferimento emesso dall'Ufficio di Procura Antidoping del Coni, in data 13/12/2011 - più di due anni dopo l'audizione da me sostenuta il 16/04/2009 e due giorni prima del processo di Massa - era basato sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico Ministero.

Dal ritiro della Androni, parla Gianni Savio

Gianni Savio – “uscito con tutti gli onori dal Tribunale di Massa”, come scrive Claudio Ghisalberti sulla Gazzetta dello Sport – è rientrato a Cesenatico per concludere il raduno collegiale della Androni Giocattoli. Dalla cittadina cesenate, il Team Manager torinese ha voluto precisare quanto segue: “Quando l’Ufficio di Procura del Coni ha disposto il mio deferimento al Tribunale Nazionale Antidoping, dissi che avrei dimostrato di non aver mai commesso il reato che mi veniva imputato. E così è stato! Infatti, il 15/12/2011, il Giudice del Tribunale di Massa ha disposto la mia assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste. Le calunniose accuse rivoltemi dall’ex corridore Luca De Angeli sono così state giudicate totalmente infondate. Il deferimento emesso dall’Ufficio di Procura Antidoping del Coni, in data 13/12/2011 – più di due anni dopo l’audizione da me sostenuta il 16/04/2009 e due giorni prima del processo di Massa – era basato sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico Ministero. Ma, né il Pubblico Ministero, né l’Ufficio di Procura del Coni erano a conoscenza della documentazione da me presentata al Giudice per dimostrare la totale inattendibilità dei miei accusatori e la loro reiterata falsa testimonianza resa sotto giuramento. Documentazione da me raccolta attraverso lunghe e accurate indagini, grazie alla quale il Giudice ha emesso sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.”

 

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