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Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Direttore,

in relazione all’articolo “Brixia e Padania verso un’unica corsa”, datato 27 aprile e senza firma, come responsabile della comunicazione del “Giro di Padania”, mi corre l’obbligo di inviarLe  alcune precisazioni che lei certamente vorrà accogliere e pubblicare con la medesima visibilità dell’articolo in oggetto.

Intanto della “notizia” che starebbe, secondo l’articolista, “tenendo banco” nell’ambiente ciclistico, cioè la fusione tra due gare pure così diverse tra loro, non si trova traccia che sul Suo sito internet. E fin qui, nulla da eccepire: una notizia è una notizia, specialmente se si è i primi a diffonderla.

Dal Giro di Padania:”Restano da pagare solo poche migliaia di euro, l’edizione 2012 si farà !”

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Direttore,

in relazione all’articolo “Brixia e Padania verso un’unica corsa”, datato 27 aprile e senza firma, come responsabile della comunicazione del “Giro di Padania”, mi corre l’obbligo di inviarLe  alcune precisazioni che lei certamente vorrà accogliere e pubblicare con la medesima visibilità dell’articolo in oggetto.

Intanto della “notizia” che starebbe, secondo l’articolista, “tenendo banco” nell’ambiente ciclistico, cioè la fusione tra due gare pure così diverse tra loro, non si trova traccia che sul Suo sito internet. E fin qui, nulla da eccepire: una notizia è una notizia, specialmente se si è i primi a diffonderla.

Il fatto è però che la notizia è destituita di ogni fondamento: i responsabili delle due gare non si erano mai neppure conosciuti fino a quando non hanno appreso dal Suo sito del “gemellaggio” che li vedrebbe protagonisti. Di buono, l’articolo, ha dunque prodotto che i dirigenti si sono sentiti al telefono per sentire se, per caso, l’uno non avesse intenzione di “gemellarsi” con l’altro, all’insaputa del secondo “gemello”.

 

Tralasciando il fatto che l’affermazione “la situazione non è buona” in riferimento alla ASD Monviso Venezia, società ideatrice ed organizzatrice del Giro di Padania e titolare di ogni diritto esclusivo sul logo e sulla manifestazione, è considerata dalla dirigenza della Monviso Venezia gravemente lesiva della reputazione della associazione, dei suoi membri, nonché della manifestazione “Giro di Padania”, che ha il privilegio di avere rapporti con sponsor di primo livello e tutti e ciascuno indissolubilmente legati alla prima, riuscita edizione del GdP. L’incauto riferimento, poi, a “la serie di problemi” cui articolista fa riferimento potrebbero essere cagione di un danno di immagine che potrebbe indurre la Monviso Venezia Asd a tutelarsi nelle opportune sedi. Quanto poi al riferimento, addirittura, al “momento non troppo positivo che sta vivendo la Lega Nord”, esso è assolutamente fuori luogo in quanto le sorti della Asd Monviso Venezia e del Giro di Padania, nella prima e nella imminente seconda edizione, non sono in alcun modo accostabili al Movimento Lega Nord. La disinformazione dell’articolista, certo perdonabile e derubricabile a “svista”, sarebbe stata evitata soltanto se avesse chiesto informazioni in merito proprio al responsabile di codesta testata, Matteo Romano, che, per avere prestato la sua preziosa opera per il “Giro di Padania 2011”, dovrebbe conoscere quanto chi in questo momento sta scrivendo lo status dell’Asd Monviso Venezia, che peraltro ha tra le sue attività, oltre alla cicloturistica annuale, alla organizzazione di altre manifestazioni sportive spesso anche collegate al sociale ed all’ecosostenibilità –  è anche una squadra di ciclisti elite – under 21 che ha offerto ad un cospicuo numero di giovani ciclisti la possibilità di far parte di un team che fa della serietà la propria bandiera.

L’anonimo articolista afferma poi  che “Il Giro di Padania (…)non ha una vera e propria struttura organizzativa”: ma come potrebbe essere anche soltanto verosimile che la Monviso – Venezia sia “composta da quattro persone” se, come è communis opinio, indiscussa anche da parte di detrattori, si prepara alla seconda prova di una manifestazione complessa, una macchina che ha impiegato i migliori imprenditori di ciascun settore, con sponsor e partner di primissimo piano (un aneddoto per tutti, Autostrade per l’Italia, che mai prima del GdP si era impegnata in un evento legato al  ciclismo, quest’anno è sponsor del Giro d’Italia).  Dulcis in fundo, l’ignoto articolista (che non si è preso la briga, prima di fare affermazioni tanto gravi, di contattare questo ufficio o l’ufficio amministrativo dove il bilancio è a disposizione di tutti) fa riferimento ad un “insoluto” con la società partner “Binda”, lasciando immaginare che il GdP e, per esso, la Asd Monviso Venezia, abbia una situazione debitoria nei confronti di qualcuno. Secondo accordi siglati con la Asd Binda, la Monviso Venezia dovrà retribuire i volontari della Binda – motociclisti ed hostess (?) – non appena gli ultimi due sponsor secondo le scadenze prefissate, onoreranno gli impegni. Si tratta, per essere definitivamente chiari, di poche migliaia di euro in un bilancio certificato da revisori dei conti che si aggira intorno al milione di euro, senza contare l’indotto (alberghi, ristoranti, carburanti, tipografie, grafici, quotidiani, emittenti radiofoniche e mezzi di informazione vari etc). La specchiata contabilità della Monviso Venezia Asd (che addirittura recupera vecchie “classiche” che non si corrono più da anni) dovrebbe costituire un vanto per chi sostiene di amare il ciclismo come chi l’ha fondata, Michelino Davico, che può essere considerato, sì, una “primadonna”, come afferma l’articolo, ma solo per il fatto che i media talvolta, usano guardare il dito piuttosto che la luna, come anche in questo caso, invece che occuparsi del ciclismo, si occupano di chi lo promuove.

Ringraziando per i complimenti al nostro Giro ma soprattutto per l’ospitalità, porgiamo cordiali saluti con l’auspicio di vedervi nella sala stampa del GdP 2012.

L’Ufficio Stampa

Per non tediare  i nostri lettori con un articolo eccessivamente lungo, la risposta a questo intervento la daremo nella giornata di lunedì.

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