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In ogni ambito della vita è indispensabile avere degli obiettivi, impegnarsi a fondo per raggiungerli e non lasciarsi distrarre da altre cose. Capita però che in Emilia Romagna, regione, ciclisticamente parlando, zeppa di problemi, ci sia chi ha del tempo da perdere in iniziative dal dubbio scopo.

Proprio il questi giorni, il Presidente del Comitato Provinciale di Reggio Emilia avrebbe inviato a mezzo mail alle società della sua provincia un modulo per aderire al neonato Comitato “Amici Onesti per un ciclismo pulito.

In questo modulo le società possono chiedere alla Federazione di:

-       Radiare i corridori positivi al controllo antidoping

-       Radiare, laddove responsabili, direttori e ai medici sportivi e pure ai meccanici

-       Fare in modo che il corridore, qualora sia l’unico colpevole, risarcisca economicamente la sua  società.

Da Parma e Reggio Emilia una bizzarra raccolta firme

In ogni ambito della vita è indispensabile avere degli obiettivi, impegnarsi a fondo per raggiungerli e non lasciarsi distrarre da altre cose. Capita però che in Emilia Romagna, regione, ciclisticamente parlando, zeppa di problemi, ci sia chi ha del tempo da perdere in iniziative dal dubbio scopo.

Proprio il questi giorni, il Presidente del Comitato Provinciale di Reggio Emilia avrebbe inviato a mezzo mail alle società della sua provincia un modulo per aderire al neonato Comitato “Amici Onesti per un ciclismo pulito.

In questo modulo le società possono chiedere alla Federazione di:

–       Radiare i corridori positivi al controllo antidoping

–       Radiare, laddove responsabili, direttori e ai medici sportivi e pure ai meccanici

–       Fare in modo che il corridore, qualora sia l’unico colpevole, risarcisca economicamente la sua  società.

Mentre viene costituito questo Comitato, non si capisce bene se interno o esterno alla Federazione, sono numerose le gare che non vengono più disputate in Emilia Romagna e in particolare nella provincia di Reggio Emilia (Papà Cervi e Reggiolo Baiso, su tutte).

Chi ha messo in atto questa sorta di raccolta firme ha però sbagliato una cosa: la richiesta non va inoltrata alla Federazione, ma al CONI che, infatti, è l’unico competente per vicende legate al doping.

Facendo richiesta al CONI, come sarebbe corretto, questo comitato avrebbe potuto/dovuto chiedere uniformità di trattamento tra tutti gli sport, in questo caso non si sarebbe dovuto parlare di “corridori”, ma di “sportivi”.

In questo modo, pur convinti che questa attività distragga il Comitato Provinciale dai suoi veri compiti e obiettivi, la forma sarebbe stata più rispettata.

Dato che si parla di “Comitato Provinciale di Reggio Emilia – Amici Onesti per il Ciclismo” ci verrebbe quasi da pensare che questa iniziativa sia presente in tutte le province italiche, ma, dato che non è così ci sorge il dubbio che la dicitura “Comitato Provinciale di Reggio Emilia” riferita agli Amici Onesti per il Ciclismo sia stata inserita con lo scopo di dare per un lettore poco attento una forma di ufficialità (dato che sarebbe stata inviata dal Presidente Provinciale FCI) andando a condizionare una possibile adesione.

Renato Di Rocco è tradizionalmente maldisposto verso questo tipo di iniziative, chissà in questo caso cosa dirà visto che la richiesta-protesta nasce proprio dall’interno della Federazione …

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