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Qualche giorno dopo di noi, anche Angelo Zomegnan, ex patron del Giro e acuto osservatore del mondo del pedale, ha lanciato un grido d’allarme per provare a salvare l’emorragia di telespettatori che sta purtroppo coinvolgendo il ciclismo. I dati di Strade Bianche e Tirreno sono drammatici e gli investimenti, non solo economici, messi in campo dalla Rai non stanno raccogliendo il favore del pubblico.

Andrea Berton, commentatore di Eurosport, attraverso Twitter ha risposto a Zomegnan scrivendo:”La tv è vecchia, nessuna idea nuova. Su youtube ho rivisto corse degli anni Settanta. Beh erano persino meglio.” Il bravo Andrea, all’interno del limite dei 140 caratteri di Twitter, ha espresso il pensiero di tanti appassionati di ciclismo.

Zomegnan nell’intervento sul suo blog ha chiamato a raccolta tutte le intelligenze del ciclismo televisivo, lanciando un appello ad Aldo Grasso, noto critico del Corriere della Sera, affinché sappia dare qualche consiglio a chi è incaricato di allestire una produzione accattivante per il pubblico. Aldo Grasso ha sempre definito il Bulbarellisimo come “inutile e dannoso”.

Crisi Auditel, Zomegnan:”Esposti al ridicolo nei confronti del mondo normale”, Berton:”La TV è vecchia”

Qualche giorno dopo di noi, anche Angelo Zomegnan, ex patron del Giro e acuto osservatore del mondo del pedale, ha lanciato un grido d’allarme per provare a salvare l’emorragia di telespettatori che sta purtroppo coinvolgendo il ciclismo. I dati di Strade Bianche e Tirreno sono drammatici e gli investimenti, non solo economici, messi in campo dalla Rai non stanno raccogliendo il favore del pubblico.

Andrea Berton, commentatore di Eurosport, attraverso Twitter ha risposto a Zomegnan scrivendo:”La tv è vecchia, nessuna idea nuova. Su youtube ho rivisto corse degli anni Settanta. Beh erano persino meglio.” Il bravo Andrea, all’interno del limite dei 140 caratteri di Twitter, ha espresso il pensiero di tanti appassionati di ciclismo.

Zomegnan nell’intervento sul suo blog ha chiamato a raccolta tutte le intelligenze del ciclismo televisivo, lanciando un appello ad Aldo Grasso, noto critico del Corriere della Sera, affinché sappia dare qualche consiglio a chi è incaricato di allestire una produzione accattivante per il pubblico. Aldo Grasso ha sempre definito il Bulbarellisimo come “inutile e dannoso”.

 

Tutto nella vita è soggetto ad una verifica da parte di altri: il negoziante giornalmente ha la sua verifica nell’incasso, il direttore di un giornale nelle vendite, il conduttore e gli autori di qualsiasi programma Tv vengono giudicati dall’Auditel, persino noi al mattino la prima cosa che facciamo è guardare i dati di accesso del giorno prima e su quelli facciamo una riflessione. Nel “bulbarellismo” (ci perdoni Aldo Grasso per la citazione) l’Auditel non conta nulla, quel modo di fare ciclismo non piace e continua a prendere schiaffi e anziché essere da stimolo per raddrizzare la mira, si prosegue su quella strada. Il massimo del masochismo.

Come ha giustamente scritto Andrea Berton nel sui Tweet, a chi produce ciclismo in TV mancano le idee. Lo stile di una trasmissione ciclistica è esattamente quella degli anni ottanta,  bisognerebbe però considerare che il mondo (ed in particolare la TV) negli ultimi 10-15 anni è totalmente cambiato.

Chiariamo sin da subito, che la nostra non è una crociata contro il ciclismo in TV, ben venga e più ce n’è e meglio è, la nostra è una riflessione su questo modo di fare ciclismo in TV.

Ad esempio,  lo scorso Fiandre ha proposto delle novità molto apprezzate dal popolo del ciclismo, come ad esempio l’inserimento di microcamere sulle ammiraglie e la trasmissione delle comunicazioni radio tra squadre e corridori.  Invece, la novità del Fiandre è rimasta tale senza che né Rai né France 2 abbiano saputo coglierla e proporla anche nelle tappe dei Grandi Giri. Questa non è l’unica novità che la Rai potrebbe proporre, in una parola potremmo dire che RaiSport è vecchia.

In occasione dell’ultima telecronaca di Bulbarelli, Aldo Grasso ha scritto:”Il fatto è che dietro la bella notizia se ne na­sconde una assai tragica: Auro Gold Bulbarelli è stato nomina­to vicedirettore di Raisport. In base a quali meriti non è dato sapere, perché se stiamo alla qualità delle sue telecronache qualcosa non torna. Pare che Auro Gold goda delle simpatie della Lega di Um­berto Bossi, un partito che si è sempre opposto alla lottizza­zione. Smessi i panni pleonastici del telecronista, Auro Gold metterà la sua ovvietà al servizio del Servizio pubbli­co. Evviva!”

Vuoi vedere che anche questa volta Aldo Grasso ci ha azzeccato …

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