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Dopo la proposta di GianCarlo Brocci, patron del GiroBio, di farsi finanziare parte dell’organizzazione attraverso contributi di 5.000 € dalle squadre partecipanti, dal veneto Remo CordiolI è arrivata un’altra proposta choc. Procediamo con ordine.

Cordioli peggio di Brocci: per correre bisogna tesserarsi (pagando 50€) per la società organizzatrice

Dopo la proposta di GianCarlo Brocci, patron del GiroBio, di farsi finanziare parte dell’organizzazione attraverso contributi di 5.000 € dalle squadre partecipanti, dal veneto Remo CordiolI è arrivata un’altra proposta choc. Procediamo con ordine.

Qualche tempo fa è stata fondata una società, una normalissima ASD, codice FCI 03V3040, la ASD DS JUNIORES presieduta da Remo Cordioli che ha la pretesa, mai riconosciuta in forma ufficiale, di raggruppare tutti i Direttori Sportivi della categoria Juniores di Veneto, Trentino e Friuli.

Il nome (DS Juniores) non deve trarre in inganno, poiché ciascuno può chiamare la sua ASD come meglio crede, questa è una società sportiva, senza tesserati, come ce ne sono tante. Società che domenica prossima ha organizzato una gara per Juniores e, proprio ieri, alle 30 società iscritte ha scritto una mail con oggetto “Comunicato Importantissimo”.

La società organizzatrice ha comunicato che:” per partecipare alla manifestazione i direttori sportivi delle società iscritte dovranno essere iscritti all’ASD DS JUNIORES (chi non fosse già iscritto deve effettuare l’iscrizione prima delle operazioni di accreditamento degli atleti con il pagamento della quota di euro 50,00)”

Quando l’abbiamo letto non volevamo crederci. Un soggetto fonda una società sportiva, la chiama DS JUNIORES e ha la pretesa di rappresentare tutti i DS Juniores del triveneto non essendo riconosciuto in nessun modo dalla FCI, decide di organizzare una gara e, una volta raccolte le iscrizioni, preclude la partecipazione a quelle società i cui DS non fanno parte di questa fantomatica associazione.

Ora, le Lega Ciclismo è riconosciuta dalla FCI,  Lampre e Liquigas non ne fanno parte, eppure possono fare attività in Italia.

Se il principio proposto da Cordioli dovesse passare, dato che questa società è esattamente uguale a tutte le altre, ciascuna società organizzatrice potrebbe andare ad obbligare chi vuole partecipare ad una sua gara a prendere (pagando) la sua tessera.

L’aspetto più drammatico della vicenda è che Cordioli è anche membro della Struttura Tecnica Nazionale e come tale dovrebbe avere ben chiaro ciò che si può e ciò che non si può fare. Invece, nonostante il suo importante incarico istituzionale, si inventa questi escamotage per portare, con il ricatto legato alla partecipazione, 1.500 € nelle casse della società di cui lui è presidente a discapito dei Direttori Sportivi.

Non sappiamo come si concluderà questa vicenda, ma crediamo che da parte della FCI serva una presa di posizione chiara e netta. Ci aspettiamo che Daniela Isetti, vicepresidente vicario della FCI eletta in quota tecnici, intervenga per ottenere il rispetto del regolamento. Staremo a vedere se avranno la forza di farlo, oppure se anche qui prevarrà il principio che chi vota dalla parte “giusta” può fare tutto ciò che vuole.

Vi terremo aggiornati.

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