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10 anni fa' avevo detto che era l'utilizzo di farmaci da non prendere se non per curare malattie, era un sistema applicato, da combattere con autocritica e proposte innovative. Rieducazione culturale al rispetto del gioco e della vita e perdono per gli incoscienti. Come nella rivoluzione francese invece, tutti d'accordo per tagliare teste, nessuna autocritica. E la soluzione? pene più severe. La storia insegna nell'alcool, nelle droghe, negli omicidi che la presa di coscienza e il ragionamento hanno grandi risultati, le pene e il proibizionismo sono incentivi. E il mio amato ciclismo è nel baratro e nella vergogna, con i colpevoli che si riuniscono per decidere come trovare i colpevoli. I dirigenti eletti per risolvere, impegnati a condannare. E alcuni (quasi tutti) giornalisti specializzati nel ciclismo, non ricordano quando la passata Federazione non ha permesso il passaggio al professionismo a Ricco' e non ha portato alle Olimpiadi Rebellin? ma non vedevano e non sapevano, nemmeno immaginavano, anzi credevano. Non credo, come vorrebbero far credere, che siano stupiti e spero che siano bugiardi, altrimenti sarebbero stupidi e per fare il loro mestiere, quello di informare gli altri, sarebbe pure peggio.

Claudio Santi:”La vita insegna che le pene più severe non servono a nulla”

10 anni fa’ avevo detto che era l’utilizzo di farmaci da non prendere se non per curare malattie, era un sistema applicato, da combattere con autocritica e proposte innovative. Rieducazione culturale al rispetto del gioco e della vita e perdono per gli incoscienti. Come nella rivoluzione francese invece, tutti d’accordo per tagliare teste, nessuna autocritica. E la soluzione? pene più severe. La storia insegna nell’alcool, nelle droghe, negli omicidi che la presa di coscienza e il ragionamento hanno grandi risultati, le pene e il proibizionismo sono incentivi. E il mio amato ciclismo è nel baratro e nella vergogna, con i colpevoli che si riuniscono per decidere come trovare i colpevoli. I dirigenti eletti per risolvere, impegnati a condannare. E alcuni (quasi tutti) giornalisti specializzati nel ciclismo, non ricordano quando la passata Federazione non ha permesso il passaggio al professionismo a Ricco’ e non ha portato alle Olimpiadi Rebellin? ma non vedevano e non sapevano, nemmeno immaginavano, anzi credevano. Non credo, come vorrebbero far credere, che siano stupiti e spero che siano bugiardi, altrimenti sarebbero stupidi e per fare il loro mestiere, quello di informare gli altri, sarebbe pure peggio.

Ma il ciclismo è un altra cosa, la libertà, la conquista, l’emozione, la velocità del proprio corpo come motore, la scalata delle montagne, il viaggio attraverso la penetrazione dell’aria, il confronto con gli amici che solo per alcuni momenti sono avversari di gioco. La competizione, la concorrenza, la sfida, il racconto.

IL CICLISMO E’ UN’ALTRA COSA, SPIEGATELO E GIOCATE CON NOI DEL VELODROMO DI FIORENZUOLA, CHE NON CONOSCIAMO SCANDALI, CHE CI DIVERTIAMO CON PASSIONE PER IL NOSTRO SPORT, ORGANIZZANDO SFIDE SPORTIVE E SERATE DI AMICIZIA. CON RAGAZZE E RAGAZZI DI CINQUANTA NAZIONI DEL MONDO CHE SI RICORDANO SI ESSERE STATI A GIOCARE CON NOI IN QUESTI 15 ANNI. E NOI CI RICORDIAMO DI LORO, SEMPRE CON UN SORRISO, SEMPRE CON AFFETTO, W IL CICLISMO

Claudio Santi.

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