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Mi Claudio Santi, candidato alla Presidenza della Federazione Ciclistica Italiana: ecco perché propongo l'amnistia sportiva. Parto da lontano. Nel 1985 correvo per la Giacobazzi, squadra eccezionale con ds Pino Roncucci, prima ds di Cassani, poi ds di Pantani. E ovviamente, di tanti altri talenti e "campioncini". Vinsi 11 gare fra cui Valli Aretine, Cuoio e Pelli, prologo Giro d'Italia, ultima tappa del Giro di Campania, secondo ai campionati italiani. Passai professionista, in sei mesi conobbi un mondo intriso di doping e di stipendi non rispettati. Mandai tutti a quel paese, mi sposai e aiutato da mio fratello Luigi e da mia mamma, continuai l'attività di oste del mio povero papà morto due anni prima.

Claudio Santi:”Ecco perchè voglio l’amnistia sportiva”

Mi Claudio Santi, candidato alla Presidenza della Federazione Ciclistica Italiana: ecco perché propongo l’amnistia sportiva. Parto da lontano. Nel 1985 correvo per la Giacobazzi, squadra eccezionale con ds Pino Roncucci, prima ds di Cassani, poi ds di Pantani. E ovviamente, di tanti altri talenti e “campioncini”. Vinsi 11 gare fra cui Valli Aretine, Cuoio e Pelli, prologo Giro d’Italia, ultima tappa del Giro di Campania, secondo ai campionati italiani. Passai professionista, in sei mesi conobbi un mondo intriso di doping e di stipendi non rispettati. Mandai tutti a quel paese, mi sposai e aiutato da mio fratello Luigi e da mia mamma, continuai l’attività di oste del mio povero papà morto due anni prima.

Quindi non sono io a dovermi ne volermi salvare. Mah … ragazzi cerchiamo di capirci, dal 1996, al mio rientro nel ciclismo, sostengo che il doping è sistematico. Le squadre avevano i frigo sui camion per mantenere fresca l’epo e non solo. Già molti anni prima si diceva che il record dell’ora fu battuto da un amico degli amici con l’autoemotrasfusione. Conconi fu il responsabile medico della FCI per sistemare i nostri atleti per i confronti internazionali. Ferrari diceva che quello che non veniva trovato non era doping, ed era la mentalità diffusa e dei più, quasi di tutti.

 

La scienza aveva superato nell’utilizzare i farmaci di gran lunga il metodo di controllo della Federazione. Poi caccia aperta e si salvi chi può, come nella rivoluzione francese tutti a favore della ghigliottina e tutti uno alla volta con la testa sotto la lama. Alcuni vogliono dimostrare che il doping è il male assoluto e beccare nomi eccellenti per dimostrare che l’acqua calda è calda, altri offrono protezione e vincono l’elezione per poi diventare accusatore e giustiziere contro chi gli ha dato fiducia. Bene, se dobbiamo rinnovare il ciclismo, da dove “partiamo”? Dalla bellezza del ciclismo, spero. Dalle tante cose che ci insegna, dalla concorrenza leale nelle competizioni con gli amici. Alla conoscenza del nostro fisico per il suo miglior utilizzo. Al divertimento e socializzazione dei nostri figli. E alla salute di tutti. Da maggior cultura quindi, chiamatela conoscenza, delle cose e del passato. Dagli errori fatti, dalla non nostalgia dei tempi seppur nella bellezza dei ricordi. Ma per cambiare, nella nostra famiglia, da dove “partiamo”?

Sapendo tutte queste cose del recente, attuale, passato; avendo perseguito da una parte e aizzato offrendo protezione e poi tradito dall’altra, il nostro figlio più illustre, cosa facciamo? mettiamoci d’accordo ragazzi. Io propongo che da padre di famiglia si capisca tutti che la bellezza del ciclismo non è un titolo nel quotidiano rosa, ne in mensili, ne in giornali locali, che pure ci fanno piacere ma che nessuno ricorda più di tanto. Il bello del ciclismo è condividerlo nelle strade, fuoristrada, in pista. Ragazze e ragazzi che si sfidano e si abbracciano, appassionati che attraversano luoghi e paesaggi, che superano le difficoltà conquistando la vetta dei monti e si avvicinano al cielo vedendo il mondo attorno dal vivo per merito delle proprie gambe e non di un motore. I risultati sono importanti, la bellezza indispensabile. Ma i giornalisti, gli addetti ai lavori erano davvero convinti e non sostenitori del sistema doping per vendere campioni e maglie pubblicitarie? non scherziamo. Io propongo da padre di famiglia, di cercare di fare uno sforzo con i nostri figli, un atto impopolare ma importante. Non di punirli continuamente con frustate a sangue, per farci dire le cose che ben sappiamo. Ma di ragionarci, parlargli, spiegargli e perdonarli. La bellezza, comunque sono sempre solo le ragazze e i ragazzi che corrono in bicicletta. Per questo chiedo di fermarci con lo stillicidio, per questo propongo l’AMNISTIA SPORTIVA. Per fare nuove regole insieme ai nostri ragazzi, insieme a tutti i rappresentanti del mio amato e praticato ciclismo. E cosi, dopo aver pur con i nostri difetti, vissuto momenti meravigliosi nelle imprese dei nostri figli nel passato, ricominciamo di nuovo per il futuro. Solo così possiamo dire veramente, senza se e senza ma, senza ipocrisia e senza vendette, PARTIAMO e questa volta, il ciclismo lo salviamo. Candidiamoci in tanti, da delegati, grandi elettori, consiglieri e presidenti. Questa volta andiamo fino all’arrivo, che sarà per tutti noi, la ripartenza.

IMPORTANTE – ATTENZIONE: le assemblee iniziano fra due settimane, nel silenzio più totale della Federazione, che si limita a dare informazioni senza fare promozione di assemblee e democrazia, già il 23 chiudono i primi termini di candidature,INFORMATEVI IN QUESTO DIFFICILE CONTESTO, INDISPENSABILE ATTIVARSI PER CAMBIARE: http://www.federciclismo.it/chi_siamo/elettorale/assemblea_13/index.asp

LA NOSTRA COMUNITÀ’ FACEBOOK: http://www.facebook.com/ciclismopartiamo

Claudio Santi

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