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Claudio Santi ha sciolto le riserve attraverso facebook ufficializzando questa sera la sua candidatura alla Presidenza della Federazione Ciclistica Italiana prossima al rinnovo delle cariche elettive. Leggiamo insieme la sua lettera:

Claudio Santi su facebook:”Mi candido alla presidenza della Federazione, chi vuole si candidi con me”

Claudio Santi ha sciolto le riserve attraverso facebook ufficializzando questa sera la sua candidatura alla Presidenza della Federazione Ciclistica Italiana prossima al rinnovo delle cariche elettive. Leggiamo insieme la sua lettera:

Care amiche e amici del ciclismo, partiamo!

Voglio per tempo dare l’esempio ed avere il coraggio di ufficializzare la mia decisione, di candidarmi alla Presidenza della Federazione Cicli

stica Italiana. Lo faccio pur sapendo che le difficoltà di votazione contenute nello statuto, nel regolamento organico e in varie disposizioni sono talmente e appositamente complicate da limitare la possibilità di espressione a un numero limitatissimo di persone, esperti nella gestione del potere e non del ciclismo in generale. 

Mi candido sperando che lo facciano in tanti, da Presidente o in vari ruoli, in modo che creino un dibattito parlando in piedi, uno alla volta, nelle sale dove ora si parla sottovoce passandosi i bigliettini. Spero che riescano a prendere la parola tutti nell’assemblea, dove ora tutto è già deciso. Assemblea ove si pronunciano le parole come, regolamento, dovere e esperienza per camuffare una gestione del potere e non una vera, leale, onesta rappresentanza del ciclismo.

E’ un dovere nei confronti del bambino che ero quando correvo, del dirigente che ero quando da direttore del settore professionistico avevo presidenti di commissioni eccezionali che la pensavano diversamente dal presidente della Federazione e sono rimasti ugualmente. Un dovere nei confronti dell’uomo che ero, imperfetto ma regolarmente eletto, Vice Presidente Europeo nel 2005 e costretto a dimettermi con ricatti e minacce nel 2006. Mi prometto e prometto a tutti, anzi l’ho già dimostrato subito dopo quel tempo, che non desidero vendette di nessun tipo. Ho accompagnato io Renato all’UEC e ho chiesto alle altre federazioni di votarlo. Sosterremo comunque una sua candidatura a UCI e CONI, perché il ciclismo Italiano abbia un nostro stimato rappresentante. Però non scriverò di certo, qualora fossi eletto, una lettera di allontanamento per quelli che la pensano diversamente, non convocherò atleti e non giudicherò di persona tesserati senza rispettare o modificare regole e ruoli. 

Mi candido perché vorrei che si affrontassero i problemi con serietà, non dire che non ci sono o che si possono “proteggere, nascondere”come avveniva per il doping e ora forcaioli senza nemmeno il rispetto perdono per chi ha pagato e per chi ancora deve essere giudicato. 

Con diversi amici abbiamo creato una comunità facebook per il rinnovamento della nostra Federazione che in pochi giorni ha avuto 500 “mi piace” di esperti, ragazze e ragazzi, addetti ai lavori e sportivi. Ci piace perché ci da la possibilità, senza “aiutini” ricompensati, di dare la possibilità a ognuno di esprimersi, di fare una proposta, di dare una loro opinione senza trame e senza tresche, senza sinonimi ne anonimi ma con nome e cognome. Desideriamo che i giovani di media età dirigano; che gli anziani siano benvoluti e rispettati e che trasmettano la loro straordinaria capacità, esperienza ed affetto senza gestire il potere; che bambini, ragazze e ragazzi, uomini e donne corrano in strada, pista, fuoristrada ad ogni età e sesso.

Non vogliamo certo ritorni al passato, se non per i ricordi di ognuno, ma nessuna nostalgia dei tempi, nessuna convinzione che il ciclismo praticato da pochi, quasi tutti nella stessa disciplina e dello stesso sesso fosse migliore. Non abbiamo nostalgia delle guerre politiche dell’ultimo ventennio di cui anche se non sono mai stato consigliere federale, come funzionario ho fatto parte, anche se tecnicamente e non politicamente. Desideriamo riorganizzare quella nazionale come avevamo fatto con la contestatissima nomina a Commissario Tecnico di Franco Ballerini, mio fraterno amico con cui ho condiviso Mondiali e Olimpiadi, quale capo delegazione delle nazionali strada dal 2001 al 2004. Con le gioie di Zolder e Atene, con i dolori di Lisbona, Hamilton e Verona. 

Mi candido perché mi chiedono di partire e perché me lo ha chiesto Pino Roncucci, il mio ex direttore sportivo e subito dopo del più grande campione di sempre, Marco Pantani. Pino è una persona che è nel profondo del mio cuore, un meraviglioso uomo dolce ed esperto. Ho promesso a lui a e alla mamma di Pantani, Tonina, il mio massimo impegno per la serenità della memoria di un bravo e forte ragazzo come lui e per migliorare il ciclismo con un impegno di crescita che inizi dai ragazzini. Desideriamo che le società dei ragazzini siano vivai di boccioli meravigliosi, che siano la nostra fonte, di energia, entusiasmo e vita e non già considerati, campioni del futuro e poco dopo, illusi del passato.

Affronteremo con serietà il problema dell’impatto futuro con il traffico sulle strade, rinnoveremo l’accordo che ci permise con il ministero di regolare una situazione di totale abusivismo per le radio informazioni con il ministero di poste e telecomunicazioni nel 2001, stessa epoca in cui si ottenne l’inserimento del diritto del ciclismo di avere un inizio e fine corsa nel codice della strada. Studieremo e ci impegneremo per fare accordi con le amministrazioni civiche per regolamentare la convivenza dell’impatto con l’aumento sconsiderato dei mezzi e la bellezza dell’utilizzo e delle gare in bicicletta.

Ma che siamo noi a rappresentare o altri vogliamo che ai Mondiali ci vadano meno accompagnatori e dirigenti che corridori e che i nostri atleti siano presenti a tutte le età e specialità. Vogliamo un amnistia sportiva che perdoni i peccati e che ci faccia ripartire con il passaporto biologico senza essere inseguiti ne perseguiti, consapevoli dei nostri errori ma con affetto per i nostri corridori. Siamo contro l’utilizzo delle medicine ma anche del potere. Un salto in avanti culturale di entrambi, ci farebbe piacere. Chiediamo chiarezza sul modo di amministrare la Federazione da parte del CONI. Vogliamo trasparenza e verità su eventuali reali ammanchi e sulla funzione di tecnici amministratori e politici rappresentanti.

Cari amici, io desidero che si candidino altri, ragazze e ragazzi più giovani, con cui ci sia il piacere del confronto sugli argomenti, che abbiano idea di come si corre in bicicletta, di come si rispettino le regole di civiltà, senza utilizzo del potere, con il rispetto delle regole, che però permettano a tutti le stesse opportunità. Vorrei vincere o perdere in un ampio dibattito di confronto, dove si fosse in ogni modo la si pensi, si fosse invitati dai Comitati Regionali e Provinciali alle stesse condizioni. Dove si fosse ascoltati e poi, si o no, votati. Mi piacerebbe che il partecipare sia più importante che il vincere, che venga comunque lasciato un segno per quello che e come si dice e non per il risultato, ottenuto con pizzini e bigliettini.

Mi piacerebbe affrontare le sfide future del ciclismo Italiano, insieme ai giovani e agli attuali, con le province che fra poco saranno diverse, con i metodi di possibile risparmio e maggiore efficienza tramite i nuovi metodi di comunicazione; con il cambiamento dei media e le nuove opportunità di visibilità di siti e TV, di canali specializzati e dedicati. Con il dialogo con le amministrazioni per il recupero e mantenimento dei velodromi attuali, con l’esigenza di uno nuovo per grandi eventi, con annessa una nuova struttura centrale con sede federale. Pensando a Firenze, la città dei Mondiali. Mi piacerebbe parlare della vecchia amata pista, ascoltare la dinamicità delle giovani specialità di mountain bike e BMX, cercare di fermare l’emorragia delle diminuzioni di gare e giovani corridori del ciclismo su strada.

Mi piacerebbe impegnarmi per i ragazzi del nord, del centro e del sud, nel quale sono stato responsabile dal 1997 al 2000 con emozioni e soddisfazioni indimenticabili. Con gare e rappresentative interregionali al Giro della Lunigiana, al Trofeo Buffoni e al Trofeo Paganessi alla guida di una strepitosa rappresentativa di tutte le regioni che hanno portato ai successi di Buccero e non solo. Con la soddisfazione di riaprire il velodromo di Barletta, di veder funzionare quelli di Noto e di Palermo. 

C’è bisogno che ci impegniamo per il futuro degli attuali corridori, creando opportunità all’interno del ciclismo, con squadre future professionistiche serie e dilettantistiche da vivai che non avranno più facilmente giovani pensionati viste le varie riforme nell’argomento. C’è bisogno di ridare dignità ai professionisti molto spesso illusi e non retribuiti, umiliati e cacciati. Dobbiamo dare dignità e riconoscere la straordinaria bellezza e il prestigio del ciclismo femminile con le meraviglie del ciclismo in rosa. C’è bisogno di affiliare società per la pratica del ciclismo e non per il potere elettorale. C’è bisogno di persone volonterose e coraggiose, che abbiano di tutti rispetto ma non paura, che abbiano dignità e amore per il nostro sport. C’è bisogno di gente che la pensa diversamente, il cui riassunto sia una proposta programma a favore di tutti. Per noi l’obiettivo non è solo vincere, ma è importante è partecipare per far riflettere e pensare. Sarà comunque un grande risultato per il quale vale la pena di impegnarci. Mi candido, perché c’è bisogno anche di noi, Partiamo.

Un forte abbraccio, da chi a 13 anni guardava le montagne e le saliva in bicicletta rimanendo senza saliva per salire in cielo e che pensava di vedere da lassù, il mondo bello, per intero. 

Vostro, Claudio Santi

Claudio Santi
Vice Presidente Unione Internazionale Velodromi
Vice Presidente Unione Europea del Ciclismo 2005 – 2006
Responsabile del Sud F.C.I. dal 1997 al 2000
Direttore Settore Professionismo F.C.I. dal 2001 al 2005
Capo Delegazione Squadre Nazionali Strada Lisbona 2001, Zolder 2002,
Hamilton 2003, Atene 2004
Capo Delegazione Olimpiadi di Atene 2004
Direttore di: Mondiali Juniores pista 2000; tre Campionati Europei pista 2001, 2004, 2005;
sei prove di Coppa del Mondo pista Fiorenzuola 1997\1999, Torino 2000, Mexico City 2000\2001, Pordenone 2001; ventisei 6 giorni internazionali: Fiorenzuola, Cremona, Torino, Aguascalientes

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