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Una maglia etica da assegnare al corridore che, vincendo i traguardi volanti, sa che verrà sottoposto al controllo antidoping affermando così di essere pulito. Anche se non ci piacciono quelli che per farsi belli infangano gli altri parlando di doping, potrebbe anche essere una bella idea quella coniata dall’Associazione Veterani dello Sport e patrocinata dal Ministero della Salute che ha fatto il suo debutto al Giro della Valle d’Aosta.

Clamoroso, ma vero: nessun controllo antidoping per la tanto sbandierata “maglia etica”

Una maglia etica da assegnare al corridore che, vincendo i traguardi volanti, sa che verrà sottoposto al controllo antidoping affermando così di essere pulito. Anche se non ci piacciono quelli che per farsi belli infangano gli altri parlando di doping, potrebbe anche essere una bella idea quella coniata dall’Associazione Veterani dello Sport e patrocinata dal Ministero della Salute che ha fatto il suo debutto al Giro della Valle d’Aosta.

 

Peccato che tutto questo sia solamente fumo e di arrosto ce ne sia stato, almeno al Valle d’Aosta, molto poco. Già, perché il vincitore della “maglia etica” non ha disputato nessuno dei controlli antidoping sbandierati dall’associazione. Ovviamente, non per una volontà di Chianese, ma perché all’UCI della maglia etica non importa assolutamente nulla.

“I controlli antidoping costano e non capiamo perché dobbiamo controllare a nostre spese un corridore indicato da voi, se volete la maglia etica pagate voi i controlli” questo ciò che hanno detto i controllori dell’UCI rispedendo al mittente la proposta. Così, tutte le belle parole autoreferenziali dette dagli inventori della maglia etica cadono nel nulla. “Ho vissuto un momento non privo di emozione, sono convinto che il segnale della maglia etica vada raccolto anche dal ciclismo professionistico” ha dichiarato l’ex ministro Balduzzi dopo la premiazione. Chissà se qualcuno avrà il coraggio di dirgli che il bel progetto si è infranto prima ancora di iniziare ?

A nostro avviso tutti i corridori del gruppo, fino a prova contraria, sono puliti. Non crediamo che un gruppo di persone possa, attraverso una qualsiasi iniziativa e solo per mettersi in mostra, dare il bollino di pulito all’uno o all’altro.

Una domanda ci sorge spontanea, dato che si è saputo al primo giorno che non si sarebbero effettuati i controlli al vincitore dei Traguardi Volanti, perché l’associazione Veterani dello Sport ha continuato questa pantomima ? Non sarebbe stato più corretto fare cadere nel nulla l’iniziativa, magari programmando per il futuro controlli a carico dell’associazione stessa, anziché continuare a millantare cose non reali ? Forse si, ma si sa che anche nel ciclismo, come nella vita, non è importante ciò che è, ma solo ciò che sembra.

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