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Giovanni Giolitti diceva: “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”,  come abbiamo più volte evidenziato, questa frase si adatta benissimo alla Federazione Ciclistica dove troppe volte ci sono figli e figliastri. Proprio ieri a Cittiglio è andata in scena una cronocoppie con al via, addirittura, la campionessa del mondo Giorgia Bronzini e alcune atlete azzurre di primo piano.

Nulla di particolarmente strano se non che questa gara è stata inserita nel calendario regionale della Lombardia come “Pedalata Ecologica”.

Più o meno ciò che è stato fatto l’anno scorso a Borgomanero quando la cronocoppie, che aveva al via anche il Campione del Mondo Thor Hushovd, non figurava nei calendari professionistici. All’epoca tanto il CCP, quanto il Comitato Piemontese puntò l’indice contro questa gara, e l’ACCPI si attivò per andare a recuperare ciò che non era stato pagato, azione non andata a buon fine poiché l’organizzazione era curata da una società non affiliata alla Federazione Ciclistica Italiana.

Cittiglio: autorizzati per una pedalata ecologica fanno cronometro agonistica.

Giovanni Giolitti diceva: “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”,  come abbiamo più volte evidenziato, questa frase si adatta benissimo alla Federazione Ciclistica dove troppe volte ci sono figli e figliastri. Proprio ieri a Cittiglio è andata in scena una cronocoppie con al via, addirittura, la campionessa del mondo Giorgia Bronzini e alcune atlete azzurre di primo piano.

Nulla di particolarmente strano se non che questa gara è stata inserita nel calendario regionale della Lombardia come “Pedalata Ecologica”.

Più o meno ciò che è stato fatto l’anno scorso a Borgomanero quando la cronocoppie, che aveva al via anche il Campione del Mondo Thor Hushovd, non figurava nei calendari professionistici. All’epoca tanto il CCP, quanto il Comitato Piemontese puntò l’indice contro questa gara, e l’ACCPI si attivò per andare a recuperare ciò che non era stato pagato, azione non andata a buon fine poiché l’organizzazione era curata da una società non affiliata alla Federazione Ciclistica Italiana.

 

Torniamo però alla gara di Cittiglio e andiamo a capire come sono andate le cose. Innanzitutto dobbiamo specificare che di gara si è trattata, dal momento che è stata stilata una classifica e le prime tre coppie sono state premiate sul podio, in modo del tutto analogo a quanto accaduto lo scorso anno a Borgomanero.

Al di là della premiazione, questa gara era in difetto ben prima di iniziare, infatti, il Regolamento Tecnico dell’attività amatoriale, all’articolo 99, specifica che nelle pedalate ecologica:” E’ vietato in ogni caso iscrivere o ammettere più di tre corridori professionisti ad una manifestazione iscritta nel calendario cicloturistico.

Inutile dire che di professioniste al via ce n’erano una ventina, quindi decisamente di più delle tre previste dal regolamento.

Il regolamento, specifica che la velocità media delle Pedalate Ecologiche, debba essere non superiore ai 15 Km/h. La media della coppia vincitrice di questa gara è stata di 38,540 Km/h.

Appare quindi chiaro che quella andata in scena a Cittiglio non era affatto una pedalata ecologica, ma una gara a tutti gli effetti. Perché allora la Cycling Sport Promotion ha deciso di inserirla in calendario come “pedalata ecologica” ? Non lo sappiamo con precisione, ma ci limitiamo ad evidenziare che la tassa gara di una pedalata ecologica non è neppure confrontabile con quella di una gara donne elite, che per una pedalata ecologica non è designata alcuna giuria e non vi sono quindi obblighi organizzativi.

La cosa più curiosa è però che l’organizzatore e quello stesso Mario Minervino che nella sua veste di componente della struttura tecnica, fa (giustamente) le pulci agli altri organizzatori. Il maniacale presenzialismo del presidente della Cycling Sport Promotion ha fatto si che, anche in questo caso in cui le regole non sono state rispettate, sia stato ritratto sorridente in numerose fotografie accanto alle vincitrici della gara mascherata da pedalata ecologica.

Mario Minervino non è nuovo a questo tipo di azioni: l’anno scorso, infatti, organizzò il campionato italiano giornalisti senza l’approvazione federale e all’epoca ci dichiarò:” E’ vero, la gara di Domenica non è approvata dalla Federazione, ma solo perché non è rientra in nessuna casistica regolamentare. Non è una pedalata ecologica, perché sono previste classifiche…” Un anno fa non aveva operato correttamente, in quanto avrebbe potuto mettere la gara in calendario come “Campionato Italiano arti e mestieri”, ma almeno disse il vero evidenziando che in una pedalata ecologica non ci può essere una classifica.

Un ente serio come la Federazione, dovrebbe prendere provvedimento nei confronti di chi ha organizzato e di chi ha preso parte a questa gara, invece con tutta probabilità tutto finirà in cavalleria, esattamente come l’anno scorso, esattamente come a Borgomanero, esattamente come a Trento ed in tutte quelle corse in cui le regole possono essere utilizzare per scopi igienici.

Alla gara era presente anche Renato Di Rocco, da qualche tempo sempre più presente alle gare lombarde, in particolare della provincia di Varese.  Cosa sarebbe accaduto se Minervino non fosse un uomo fidato del Presidente?

Vogliamo concludere con il finale dell’articolo dell’anno scorso scritto alla vigilia della corsa organizzata da Minervino:” Ci lanciamo, anche qui, in una previsione: Renato Di Rocco premierà felice, infischiandosene che la gara sia o meno approvata dalla Federazione e, una volta rientrato a Roma, si dimenticherà tutto, compreso la necessità di mettere mano alle norme, così, di anno in anno, avremo sempre lo stesso problema che diventerà una tradizione, come quella che tanti nel ciclismo adorano.”.

Previsione azzeccata e, anche quest’anno, tradizione rispettata.

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