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Lo scorso 26 dicembre a Cava Manara, in provincia di Pavia, si sono disputate alcune gare inserite nel calendario regionale del Ciclocross. Nulla di particolarmente strano, se non che l’organizzatore della gara, con il bene placito del Comitato Lombardo, ricordiamo retto solamente dal presidente Resnati dopo la caduta del Consiglio Direttivo, ha fatto firmare agli atleti iscritti una sorta di liberatoria con la quale gli stessi rinunciavano ai premi previsti dai Regolamenti Federali.

Un brutto, anzi bruttissimo, precedente che va a mettere ancora più in difficoltà il ciclocross italiano. Il Comitato Lombardo, per aiutare la società organizzatrice, avrebbe potuto erogare un contributo pari al totale del montepremi senza andare a penalizzare la parte più debole del movimento ciclocrossistico: gli atleti.

In questo caso, l’iter di rinuncia non è stato corretto: l’organizzatore avrebbe infatti dovuto pagare i premi ai corridori e successivamente questi avrebbero potuto restituire le spettanze all’organizzatore. Da quel che ci risulta, l’organizzatore ha fatto firmare agli atleti una liberatoria addirittura prima della corsa.

Ciclocross: a Cava Manara organizzatore e Comitato Lombardo cancellano i premi

Lo scorso 26 dicembre a Cava Manara, in provincia di Pavia, si sono disputate alcune gare inserite nel calendario regionale del Ciclocross. Nulla di particolarmente strano, se non che l’organizzatore della gara, con il bene placito del Comitato Lombardo, ricordiamo retto solamente dal presidente Resnati dopo la caduta del Consiglio Direttivo, ha fatto firmare agli atleti iscritti una sorta di liberatoria con la quale gli stessi rinunciavano ai premi previsti dai Regolamenti Federali.

Un brutto, anzi bruttissimo, precedente che va a mettere ancora più in difficoltà il ciclocross italiano. Il Comitato Lombardo, per aiutare la società organizzatrice, avrebbe potuto erogare un contributo pari al totale del montepremi senza andare a penalizzare la parte più debole del movimento ciclocrossistico: gli atleti.

In questo caso, l’iter di rinuncia non è stato corretto: l’organizzatore avrebbe infatti dovuto pagare i premi ai corridori e successivamente questi avrebbero potuto restituire le spettanze all’organizzatore. Da quel che ci risulta, l’organizzatore ha fatto firmare agli atleti una liberatoria addirittura prima della corsa.

Non si tratta di una semplice violazione dei regolamenti, si tratta di una grande mancanza di rispetto verso chi ha deciso di trascorrere la giornata di Santo Stefano in mezzo al fango del ciclocross. Comprendiamo che non si pratichi questa disciplina inseguendo lauti guadagni, ma un corridore dovrebbe essere libero di scegliere se rinunciare ai premi o meno, senza sentirsi obbligato da un’assurda richiesta di un organizzatore forse poco preparato avallata da un Comitato allo sbando più totale.

Ora staremo a vedere quali saranno i provvedimenti a riguardo, un atto dovuto dovrebbe essere la denuncia alla Procura Federale, tuttavia da indiscrezioni pare che il Comitato Lombardo voglia soprassedere chiudendo entrambi gli occhi.

Insomma, chi aveva ancora dei dubbi sulla posizione di Luigi Resnati dopo l’atto di sfiducia del suo consiglio, crediamo che se li sia definitivamente chiariti.

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