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Come già ampiamente detto, ieri gli “Stati Generali” della Federciclismo hanno deciso che il prossimo consiglio Federale approverà norme ancora più severe per i corridori coinvolti in casi di doping.

Da anni, nel mondo, si dibatte sull’efficacia delle pene più severe per ridurre i numeri di reati. I dati dimostrano però che non c’è nessuna influenza, laddove è prevista la pena capitale i reati sono in certi casi addirittura superiori che dalle altre parti.

Infatti, nessun criminale è spaventato dalla possibile pena per ciò che commette, anzi, è una sua convinzione quella di non essere scoperto. Il rapinatore, compie la rapina con la convinzione di non essere scoperto e godersi così il frutto della sua azione criminosa.

Allo stesso modo, i ciclisti che si dopano lo fanno con la convinzione/speranza di non essere scoperti, farla franca, vincere e godersi fama e guadagni.

Ciclismo-doping: Meglio pene più severe o certezza di scoprire tutti quelli che barano ?

Come già ampiamente detto, ieri gli “Stati Generali” della Federciclismo hanno deciso che il prossimo consiglio Federale approverà norme ancora più severe per i corridori coinvolti in casi di doping.

Da anni, nel mondo, si dibatte sull’efficacia delle pene più severe per ridurre i numeri di reati. I dati dimostrano però che non c’è nessuna influenza, laddove è prevista la pena capitale i reati sono in certi casi addirittura superiori che dalle altre parti.

Infatti, nessun criminale è spaventato dalla possibile pena per ciò che commette, anzi, è una sua convinzione quella di non essere scoperto. Il rapinatore, compie la rapina con la convinzione di non essere scoperto e godersi così il frutto della sua azione criminosa.

Allo stesso modo, i ciclisti che si dopano lo fanno con la convinzione/speranza di non essere scoperti, farla franca, vincere e godersi fama e guadagni.

Innumerevoli volte abbiamo sentito corridori, direttori sportivi o addetti ai lavori lanciare, sottovoce e a quattrocchi, sospetti (talvolta certezze) su diversi ciclisti, molti dei quali, negli anni e nonostante le “chiacchiere” dell’ambiente, non sono mai stati coinvolti in qualsivoglia vicenda di doping.

Più che inasprire le pene per chi viene scoperto, azione inutile come abbiamo detto prima, sarebbe fondamentale andare ad aumentare ancora di più l’affidabilità dei controlli. Nessuno andrebbe a compiere un reato sicuro di essere scoperto.

Nessuno lo dice, ma ogni qualvolta uno sportivo viene coinvolto in un’inchiesta della magistratura in vero sconfitto è l’antidoping, incapace di rilevare l’uso di quelle sostanze.

Nello specifico della vicenda Lampre: o i controlli non sono efficaci, oppure questa inchiesta è una bufala. Infatti, corridori accusati di avere messo in atto pratiche dopanti non sono risultati positivi ai numerosi controlli né sono stati segnalati dal “passaporto biologico”.

Non ha quindi senso accanirsi sui “positivi”, quando è probabile che siano presenti in gruppo corridori che hanno svolto lo stesso tipo di pratiche, ma che sono stati più fortunati (o furbi) a non essere scoperti.

Ancora una volta, trionfano pressapochismo, ipocrisia e masochismo.

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