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Tante volte abbiamo letto sul web delle vere e proprie bufale,  tra le categorie più gettonate sicuramente quella relativa alla morte dei vip. Di tanto in tanto, con cadenza periodica, sul web si alternano le notizie di personaggi famosi che, secondo la rete, sarebbero morti, salvo poi vederli misteriosamente resuscitare e capire che era tutta una bufala.

Senza arrivare a questi eccessi, anche il mondo del ciclismo ha avuto la sua bufala, per fortuna in modo contenuto, con l’unico effetto di causare tra il popolo della rete incredibili attacchi di "ridarola"

Lo scorso 5 gennaio, sul neonato sito Cycling Time esce la notizia che Nicolas Roche sarebbe stato escluso dal Tour de France a causa del suo inglese, giudicato dall’organizzazione troppo scadente e sgrammaticato. Silvia Tomasoni, che ha redatto l’articolo, non si è limitata a fare copia-incolla della notizia presa altrove, l’ha approfondita e l’ha argomentata.

A questo articolo si sono sprecati i commenti, tra le vittime illustri anche Luca Scinto, e l’autrice si è ritrovata ad argomentare le ragioni che avrebbero spinto l’organizzazione del Tour de France ad escludere Roche per il suo traballante inglese.

Ci credo perchè l’ho letto su internet …

Tante volte abbiamo letto sul web delle vere e proprie bufale,  tra le categorie più gettonate sicuramente quella relativa alla morte dei vip. Di tanto in tanto, con cadenza periodica, sul web si alternano le notizie di personaggi famosi che, secondo la rete, sarebbero morti, salvo poi vederli misteriosamente resuscitare e capire che era tutta una bufala.

Senza arrivare a questi eccessi, anche il mondo del ciclismo ha avuto la sua bufala, per fortuna in modo contenuto, con l’unico effetto di causare tra il popolo della rete incredibili attacchi di “ridarola”

Lo scorso 5 gennaio, sul neonato sito Cycling Time esce la notizia che Nicolas Roche sarebbe stato escluso dal Tour de France a causa del suo inglese, giudicato dall’organizzazione troppo scadente e sgrammaticato. Silvia Tomasoni, che ha redatto l’articolo, non si è limitata a fare copia-incolla della notizia presa altrove, l’ha approfondita e l’ha argomentata.

A questo articolo si sono sprecati i commenti, tra le vittime illustri anche Luca Scinto, e l’autrice si è ritrovata ad argomentare le ragioni che avrebbero spinto l’organizzazione del Tour de France ad escludere Roche per il suo traballante inglese.

 

Peccato che questa notizia sia nata da www.cyclismas.com , sito con sottotitolo “Una diversa riflessione sul ciclismo ed il commento di una allegra banda di disadattati”, una sorta di  web-mai dire Gol del pedale.

Nonostante una fonte non particolarmente autorevole, l’infondatezza della notizia è stata appurata dopo qualche ora e solo dopo che lo stesso Roche sul suo profilo Twitter aveva manifestato il suo disappunto per la presa in giro ricevuta.

Quelli di CyclingTime non sono però gli unici ad aver preso un abbaglio, il 28 dicembre scorso è uscita la notizia del ridimensionamento della Vuelta Espana da 21 a 14 tappe. Pronta la reazione di Michele Acquarone, direttore di Rcs, che sul suo Twitter annuncia di aver chiesto spiegazioni ufficiali all’UCI. Peccato che il 28 dicembre sia l’equivalente spagnolo del nostro primo d’aprile. Non osiamo immaginare la faccia dei dirigenti UCI alla ricezione della lettera scritta in risposta ad un “pesce d’aprile”.

Questa non vuole essere una criminalizzazione di nessuno, perché un errore, anche clamoroso, può captare a tutti, però forse quando non si è certi di una notizia basterebbe scriverla senza toni enfatici e al condizionale.

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