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Qualche giorno fa è stata pubblicata la foto di quella che dovrebbe essere la maglia di campione italiano che dovrebbe indossare Giovanni Visconti nella sua nuova avventura alla Movistar. Abbiamo volutamente utilizzato il condizionale poiché non è detto che il corridore siciliano la possa indossare perché la Federazione Ciclistica Italiana ha preannunciato battaglia. Come già era avvenuto per Pippo Pozzato, le polemiche non mancano: c’è chi dice che è una bella maglia, chi che non rappresenta l’Italia ecc. . Noi crediamo che il problema debba essere portato sul piano normativo e non su quello della logica (spesso illogica) o del gusto.

Il regolamento stabilisce che la maglia di campione italiano debba essere tricolore e la scritta pubblicitaria, conforme ai regolamenti UCI, debba essere inserita nello spazio bianco del tricolore.

Quella di Visconti alla Movistar non è una maglia tricolore, poiché i colori che la compongono sono quattro, quindi secondo le regole italiane è una maglia irregolare. Molto più irregolare di quella di Pozzato, dal momento che era composta dai tre colori, bianco rosso e verde, seppur con il disegno del Cremlino.

Che piaccia o no, il tricolore di Visconti non è regolare

Qualche giorno fa è stata pubblicata la foto di quella che dovrebbe essere la maglia di campione italiano che dovrebbe indossare Giovanni Visconti nella sua nuova avventura alla Movistar. Abbiamo volutamente utilizzato il condizionale poiché non è detto che il corridore siciliano la possa indossare perché la Federazione Ciclistica Italiana ha preannunciato battaglia. Come già era avvenuto per Pippo Pozzato, le polemiche non mancano: c’è chi dice che è una bella maglia, chi che non rappresenta l’Italia ecc. . Noi crediamo che il problema debba essere portato sul piano normativo e non su quello della logica (spesso illogica) o del gusto.

Il regolamento stabilisce che la maglia di campione italiano debba essere tricolore e la scritta pubblicitaria, conforme ai regolamenti UCI, debba essere inserita nello spazio bianco del tricolore.

Quella di Visconti alla Movistar non è una maglia tricolore, poiché i colori che la compongono sono quattro, quindi secondo le regole italiane è una maglia irregolare. Molto più irregolare di quella di Pozzato, dal momento che era composta dai tre colori, bianco rosso e verde, seppur con il disegno del Cremlino.

Se a Visconti fosse consentito di indossare questa maglia, in futuro ci potremmo aspettare una striscia tricolore sempre più piccola fino a confondersi con i bordini delle maniche tipici degli ex campioni. Probabilmente non si arriverà mai a questo eccesso, però questa estremizzazione serve a fare comprendere quanto serva una regola chiara, precisa e soprattutto rispettata.

Chissà perché tutti questi giochini cromatici avvengono solo con le maglie di campione nazionale e non con quella di campione del Mondo ? La risposta è semplice, perché l’UCI sulla sua maglia è severissima, mentre le Federazioni Nazionali (vedi il caso Pozzato) sono molto, ma molto più morbide. Non solo, quando un vincitore scende dal podio l’UCI consegna un opuscolo nel quale è spiegato, a prova di imbecille, come deve essere la maglia di campione del Mondo con tanto di gradazioni dei colori. In Italia tutto questo non avviene e così ci si affida alla memoria, alla conoscenza delle regole (scritte male) e al buon senso.

Non ci resta che attendere quindi l’inizio della stagione per sapere se Giovanni Visconti potrà indossare la maglia quadricolore oppure se la Federazione italiana riuscirà a fare rispettare una norma, scritta male, ma pur sempre una norma.

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