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Che fine ha fatto il bilancio federale del 2012 ? E’ quello che alcuni tesserati alla FCI i sono chiesti non trovandolo ancora pubblicato sul sito della FCI. Tradizionalmente il bilancio, dopo gli adempimenti del CONI, veniva restituito alla Federazione nel mese di settembre e ad ottobre, al massimo, veniva pubblicato nell’apposita area del sito e reso pubblico a tutti gli affiliati. Quest’anno il bilancio non è ancora stato pubblicato e nessuno è in grado di sapere come stiano i conti della Federazione.

Che fine ha fatto il bilancio federale del 2012 ?

Che fine ha fatto il bilancio federale del 2012 ? E’ quello che alcuni tesserati alla FCI i sono chiesti non trovandolo ancora pubblicato sul sito della FCI. Tradizionalmente il bilancio, dopo gli adempimenti del CONI, veniva restituito alla Federazione nel mese di settembre e ad ottobre, al massimo, veniva pubblicato nell’apposita area del sito e reso pubblico a tutti gli affiliati. Quest’anno il bilancio non è ancora stato pubblicato e nessuno è in grado di sapere come stiano i conti della Federazione.

 

Non sappiamo cosa ci sia alla base di questo ritardo, ma non si può negare che qualcosa non torni. Non sappiamo se ci sia qualche problema con il CONI, se sia invece un ordine del presidente Di Rocco o se si tratti di una semplice dimenticanza.    

Certo che Di Rocco, abilissimo ad enfatizzare la trasparenza in ambito elettorale, non è altrettanto trasparente per quanto concerne la normale attività del Consiglio. Sotto la sua presidenza è stato eliminata la trascrizione integrale dei Consigli e non è mai stato fatto quel passo verso la trasmissione in streaming delle riunioni del C.F. che in questo modo consentirebbe a tutti gli affiliati di assistere ai lavori, senza delegare in bianco ad un gruppo di Consiglieri che spesso si dimenticano degli interessi della collettività.

Qualcuno ipotizza che la scarsa trasparenza del Consiglio consenta ai Consiglieri di chiamarsi a turno fuori dalle decisioni prese in Consiglio senza che il tesserato possa sapere quale è stata in quella sede la posizione del Consigliere stesso.

Ricordiamo che molti consiglieri hanno scoperto che la FCI possedeva la società organizzatrice dei Mondiali solo dopo l’inchiesta nostra e de “Il Secolo” e che, solo dopo le polemiche, Di Rocco ha riferito di avere comunicato la cosa al Consiglio senza mai però fare votare il provvedimento.

La colpa non è però di Di Rocco, il suo modus operandi sappiamo da anni essere questo, la colpa è di tutti coloro che si disinteressano dell’attività federale delegando in bianco a lui.

Addirittura gli affiliati nell’Assemblea di Bologna hanno addirittura approvato una modifica statutaria che prevede che  il presidente possa adottare una delibera presidenziale se ciò che propone è contenuto nel suo programma elettorale. Di fatto, una modifica che ha annullato il ruolo dei consiglieri che senza probabilmente capirci nulla l’hanno avallata e fatta votare in assemblea.

La colpa di tutto questo non è del Presidente è anche dei consiglieri che non utilizzano i loro poteri e soprattutto è di chi è affiliato alla FCI, ma si disinteressa alla vita federale dimenticandosi che il bene “ciclismo” è anche suo.

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