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Prima di fare su armi e bagagli e terminare anticipatamente il suo Giro, Mark Cavendish ha fatto suo l’ultimo arrivo adatto alle sue caratteristiche. A Ravenna il britannico ha avuto la meglio su Appollonio, Petacchi e sul resto del plotone, falcidiato da una caduta ai meno 1500, ma accreditato del tempo del vincitore.

Prima della tappa controllo sempre su internet per capire come sono gli ultimi chilometri. In questo modo è difficile poi avere dei problemi. Sono molto meticoloso ma è il mio mestiere di sprinter che me lo impone – ha detto dopo la vittoria lo sprinter britannico - Abbiamo chiesto aiuto alle altre squadre dei velocisti ma non l'abbiamo ricevuto. Abbiamo dovuto controllare la corsa da soli ma poi alla fine tutti, velocisti e scalatori, erano la davanti a battagliare. Noi siamo rimasti uniti, sono 5 anni che lavoriamo insieme e sappiamo esattamente cosa fare. Sembriamo un reggimento e ci comportiamo come tale.

Cavendish fa bis, saluta tutti e se ne va

Prima di fare su armi e bagagli e terminare anticipatamente il suo Giro, Mark Cavendish ha fatto suo l’ultimo arrivo adatto alle sue caratteristiche. A Ravenna il britannico ha avuto la meglio su Appollonio, Petacchi e sul resto del plotone, falcidiato da una caduta ai meno 1500, ma accreditato del tempo del vincitore.

Prima della tappa controllo sempre su internet per capire come sono gli ultimi chilometri. In questo modo è difficile poi avere dei problemi. Sono molto meticoloso ma è il mio mestiere di sprinter che me lo impone – ha detto dopo la vittoria lo sprinter britannico – Abbiamo chiesto aiuto alle altre squadre dei velocisti ma non l’abbiamo ricevuto. Abbiamo dovuto controllare la corsa da soli ma poi alla fine tutti, velocisti e scalatori, erano la davanti a battagliare. Noi siamo rimasti uniti, sono 5 anni che lavoriamo insieme e sappiamo esattamente cosa fare. Sembriamo un reggimento e ci comportiamo come tale. Come già detto preparo tutto il giorno prima e avevamo un’idea chiara del finale. Con quella curva e la strettoia. Il corridore dell’Androni infatti e arrivato a 50 km/h ed è caduto. Noi lo sapevamo e non abbiamo avuto difficoltà……Ai 1500 metri mi stavano “pilotando”. Ai 500 è stata la volta di Renshaw. Avevo Petacchi a ruota un po’  troppo a suo agio e la cosa mi preoccupava. Ma ai 200 metri dall’arrivo, quando ho accelerato, ho fatto il vuoto che mi ha permesso di cogliere, abbastanza facilmente, la vittoria……Io ci metto un po di giorni a rodarmi. Sono un velocista da pista e non ho molta resistenza. Infatti mi alleno molto sulla resistenza. Sarà una questione legata al mio fisico, anche se in questo Giro, come poche altre volte, avrei potuto vincere da subito. Anche a Parma. Idem per la squadra: di vittoria in vittoria miglioriamo, sia per affiatamento che in fiducia senza dimenticare la disciplina. Ecco forse a Parma non eravamo ancora abbastanza disciplinati……Domani rientro in Inghilterra. ho delle cose da fare e voglio vedere la mia ragazza. Poi inizierà l’allenamento in vista delle prossime gare……Non ho niente da criticare all’organizzazione che non ha messo una tappa per velocisti nell’ultima settimana. Già da qualche anno il Giro è disegnato più per gli scalatori, mentre Tour e Vuelta sono più per velocisti. Trovo che ognuno disegni il suo giro come vuole, io mi limito a vincere le tappe che mi si addicono, siano esse nella prima, seconda o terza settimana”.

Poi gli hanno riportato le critiche Cipollini che sostiene che il britannico è un pò troppo grasso, e lui ha risposto con la stessa grinta che mette in prossimità degli arrivi: “E’ forse meglio essere secondo e magro? Non credo proprio. Non sono superman, correrò tutti i grandi giri e anche il campionato del mondo, mi alleno da gennaio e non posso essere sempre al massimo della forma. Vedo l’aspetto positivo di queste affermazioni di Mario: posso rispondergli con le vittorie”.

Un altro che domani non ripartirà da Spilimbergo è Alessandro Petacchi, che insieme al compagno Hondo lasceranno la compagnia e si dedicheranno alla preparazione dei prossimi appuntamenti:

La mia corsa rosa e’ terminata a Ravenna. Ero venuto al Giro per dare il mio supporto a Scarponi: l’ho fatto volentieri, avendo anche modo di giocarmi le mie possibilita’ di vittoria. Ho ottenuto un successo, ho onorato la corsa in ogni frangente: le prossime tappe non mi avrebbero dato modo di essere utile alla squadra quindi, tenendo conto anche dei tanti impegni che mi attenderanno nel resto della stagione, ho ritenuto opportuno fermarmi. Rientrero’ alle corse al Giro di Slovenia. Per quanto riguarda lo sprint, ho provato a battere Cavendish con la testa, ma le sue gambe sono state eccezionali”.

Nel giorno degli addii delle ruote veloci, la Androni Giocattoli-CIPI sorride soddisfatta, non solo per il quarto posto di giornata di Roberto Ferrari, ma anche e soprattutto perché La Androni Giocattoli-CIPI è l’unica squadra al Giro ad avere piazzato per dieci giorni consecutivi un corridore tra i primi sette classificati.

Record che visto le caratteristiche delle prossime tappe potrebbe essere incrementato grazie ai numerosi scalatori in formazione.

E da domani con l’arrivo ai 2137m del Grossglockner, si comincerà a fare sul serio. Il Giro affronta la prima tappa di una tre giorni di fuoco che comprende la Spilimbergo-Grossglockner domani, la Lienz-Monte Zoncolan sabato e infine la Conegliano-Gardeccia Val di Fassa. Domenica. Quella di domani è una tappa che la maglia rosa ha così definito, pensando anche ai prossimi appuntamenti che lo aspettano:

Domani è l’aperitivo dell’inferno, io credo. Sarà il giorno della verità per molti corridori, spero non per me…… la salita finale l’ho studiata dopo la Freccia Vallone con tutti i compagni. Trovo sia più dura dell’Etna, sarà una giornata molto particolare e potrebbe fare la differenza, anche se penso che la più dura, la più bestiale, sarà quella di Gardeccia, per il chilometraggio, per il dislivello e perché avremo accumulato gli sforzi in Austria e sullo Zoncolan. In ogni caso saranno tutte tappe insidiose……Io comunque terrò una tattica attendista. Spero attacchino gli altri per poter rispondere e vedere cosa succede. Io non muoverò un dito”.

Non solo attendista, ma anche prudente, commentando le quote bassissime accreditategli dai bookmaker ha aggiunto: “Credo sia normale che la gente pensi solo a me come vincitore, vista la tappa dell’Etna e la mia fama. Però ci sono tanti colleghi che temo e che possono mettermi in difficoltà. Ho solo un minuto e venti di vantaggio, non è tanto per essere a metà del Giro d’Italia”.

Prima di concludere, pur avendo già la testa rivolta a quello che potrà accadere domani e nei prossimi giorni, non bisogna dimenticare chi oggi è stato in fuga per 168km e ha visto sfumare le possibilità di giocarsi la tappa quando mancavano solo 11km al termine.

Stiamo parlando del polacco Golas, dell’olandese Clement, dello spagnolo Minguez Ayala e dell’italiano Ricci Bitti, quattro cavalieri in cerca di fortuna, con un dato statistico che gli accomunava, nessuno dei quattro aveva mai vinto una gara da professionista.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo

1)    Mark Cavendish (Gbr, HTC – High Road) in 4h17’25’’

2)    Daniele Appollonio (Ita, Team – Sky)

3)    Alessandro Petacchi (Ita, Lampre – ISD)

4)    Roberto Ferrari (Ita, Androni – CIPI)

5)    Gerald Ciolek (Ger, Quick Step)

6)    Fabio Sabatini (Ita, Liquigas)

7)    Manuel Belletti (Ita, Colnago – CSF)

8)    Mirko Selvaggi (Ita, Vacansoleil)

9)    Mark Renshaw (Aus, HTC – High Road)

10) Manuel A. Cardoso (Por, Radioshake)

Classifica Generale

1) Alberto Contador (Spa, Saxo Bank – Sungard) in 40h37’51’’

2) Kanstantin Sivtsov (Blr, HTC – High Road) a 59’’

3) Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 1’21’’

4) Christophe Le Mevel (Fra, Garmin – Cervelo) a 1’28’’

5) Michele Scarponi (Ita, Lampre – ISD) a 1’28’

6) David Arroyo (Spa, Movistar) a 1’37’’

7) Roman Kreuziger (Cec, Astana) a 1’41’’

8) Josè Serpa (Col, Androni – CIPI) a 1’47’’

9) Dario Cataldo (Ita, Quick Step) a 2’21’’

10) Matteo Carrara (Ita, Vacansoleil) s.t.

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