FATTI E MISFATTI

Francini:”Sono il primo opinionista che viene squalificato”

Caro Direttore,

ti ringrazio per l’articolo che hai voluto dedicarmi ieri sul tuo sito. Da te vengo a sapere di essere stato squalificato per 6 mesi (sino al 8 marzo 2013) per aver scritto che la sentenza della Caf sul caso <Europeo Derny 2011> era “scandalosa, vergognosa ed illegittima”: così avevo scritto sul tuo sito Ciclismo-online, su tua richiesta in qualità di opinionista.

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Scrive che la sentenza è “vergognosa”, altri 6 mesi di squalifica a Francini

Angelo Francini è stato squalificato dalla Commissione Disciplinare per altri 6 mesi, dopo i 3 già scontati. Il Direttore di Organizzazione bergamasco potrà tornare ad operare in seno alla FCI dal 8 marzo 2013.

Francini è stato squalificato per un articolo apparso sul nostro sito nel quale evidenziava, regolamenti alla mano, che la sentenza della CAF che revocava un provvedimento della giuria per fatti di corsa era “vergognosa”.

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Dopo 8 anni al fianco di Di Rocco, Daniela Isetti scopre che “il ciclismo è da rifondare”

Crediamo che la campagna elettorale per la corsa al rinnovo delle cariche federali sia, se possibile, ancora più vomitevole che quella per le elezioni politiche del prossimo marzo. Come abbiamo già scritto, ci sembra solo una grande corsa alla poltrona e che i problemi del ciclismo siano, ancora una volta, fattore secondario.

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Elezioni: se l’alternativa a Di Rocco è l’anti dirocchismo, “erredierre” ha già vinto

Se da un lato è perfettamente chiaro cosa sa fare e cosa non sa fare Renato Di Rocco, ci piacerebbe sapere quali sono le proposte a lui contrapposte. Ci piacerebbe che la fazione a lui avversa lo dimenticasse,  che non parlasse di lui in ogni occasione pubblica. Ci piacerebbe assistere ad un’analisi seria, ad un dibattito che sappia produrre proposte oltre che critiche all’attuale governo ciclistico.

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Giudici, dopo l’ultimo diktat di Roscini, Biancalani lascia la guida della categoria

Rodolfo Biancalani si è dimesso da presidente dei Commissari di Gara italiani, e questa volta pare proprio che le dimissioni siano irrevocabili. Alla base della decisione, ancora una volta, il presidente del Comitato Regionale Umbro Carlo Roscini, ma andiamo con ordine.

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Giudici e designazioni: sempre meno le corse e sempre di più i commissari

Sempre più commissari di gara si lamentano delle designazioni ricevute, ritenute insufficienti dal punto di vista numerico o di scarsa qualità. Siamo così stati incuriositi da queste numerose lamentele e abbiamo deciso di volerci vedere più chiaro e di andare a passare in rassegna tutte le designazioni (escluse le sostituzioni) per capire se le lamentele dei commissari sono pretestuose o se avessero fondamento.

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Non paghi la multa e sei umbro, niente paura ci pensa Di Rocco !

Le delibere presidenziali dovrebbero essere quello strumento d’urgenza con il quale il Presidente si sostituisce al Consiglio Federale che ha successivamente il compito di ratificare quanto deliberato. Onestamente, mai avremmo pensato che attraverso una delibera presidenziale fosse possibile annullare una sanzione inflitta dal Giudice Sportivo Regionale. Andiamo con ordine: nell’agosto del 2011 la società umbra Ruota Libera viene sanzionata dal Giudice Sportivo per assenza alla riunione tecnica.

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Ci risiamo, a San Rocco di Guastalla due moto in volata con i corridori !

Anche se è da un po’ che non ci occupiamo di moto nei finali di corsa, non significa che le regole siano cambiate. Torniamo ad occuparci di questo argomento sollecitati da un caso che potremmo definire "estremo” accaduto a San Rocco di Guastalla.

I visitatori più attenti ricorderanno che questo bel paese della bassa emiliana era già balzato agli “onori” delle nostre cronache nel lontano 2007, quando l’addetto di radio informazioni, Alfonso Gualdi, si trovò proprio nel mezzo della volata. Richiamato dalla giuria, rispose che quella posizione gli garantiva di trasmettere in diretta il nome del vincitore.

Bene, oggi si è ripetuto, ma quest’anno le cose sono andate ancora peggio. Oltre all’indebita posizione del motociclista di radio informazioni, in questa edizione del trofeo San Rocco, c’era pure il commissario in moto, Diego Fortini.

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Angelo Gaudenzi:”in corsa c’è poco rispetto per noi operatori”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Carissimo direttore, chi scrive è un addetto ai lavori. Seguo per la mia professione da molti anni il ciclismo, come operatore in qualità di responsabile di alcune trasmissioni sportive che fanno capo alla mia organizzazione.

In questi giorni sono impegnato nelle riprese al Giro della Valle d’Aosta, gara internazionale per corridori Under 23. Quest’anno, per il primo anno, in questa corsa le vetture tecniche (giuria e direzione gara) sono condotte da autisti non occasionali, autisti cioè che alle gare ciclistiche guidano abitualmente questo tipo di vetture.  Purtroppo, per quanto si è visto in corsa non ho notato molta differenza tra gli autisti, per così dire “occasionali” e questi “abituali”.

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Pellizotti, nonostante l’imbarazzo di Di Rocco, è meritatamente Campione d’Italia !

Franco Pellizotti è il nuovo campione italiano Elite. Siamo certi che al “Delfino di Bibione” poco importa di essere stato premiato dall’assessore della provincia di Trento Tiziano Mellarini e non da Renato Di Rocco, ciò che più conta è che Pellizotti sia tornato più forte di prima. Il corridore della Androni, a proposito complimenti ancora a Gianni Savio, ha accettato in silenzio una squalifica di due anni,  che ai più è apparsa assurda, ha lavorato sodo e oggi è tornato ad alzare le braccia.

Archiviata la squalifica e tornato al successo, ora a Pellizotti non resta che togliersi di dosso il becero moralismo di chi sembra quasi invocare la pena di morte (sportiva) per i corridori che sono stati squalificati per doping o passaporto biologico.  Noi diciamo basta ! Renato Di Rocco, fedele al suo tradizionale politicaly correct in funzione CONI, ha dichiarato al taccuino di Ciro Scognamiglio della Gazzetta, che avrebbe provato imbarazzo per una eventuale vittoria di un ex squalificato. Questa del doping sembra che per Di Rocco sia una vera e propria persecuzione. Chissà se il Presidente di notte si sogna siringhe, pillole o dosi di Epo oppure se questi sono solamente dei suoi incubi diurni.

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