FATTI E MISFATTI

A Varese bocciati Minervino e Lucia Trevisan, Di Rocco perde 4 a 0 e per lui il futuro è nerissimo

Bocciati Mario Minervino e Lucia Trevisan e quattro delegati su quattro all'assemblea di Levico saranno antidirocchiani. Questo in estrema sintesi ciò che è accaduto nell’assemblea provinciale di Varese, attesa da molti quale test importante in vista della prossime elezioni federali del mese di gennaio.

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Colpi bassi in campagna elettorale, il revisore dei conti al fianco di Di Rocco

Che questa sia una campagna elettore in cui vale tutto, compresi i colpi bassi, lo si è capito dopo l’assai poco misterioso ritiro della candidatura di Barabra Guarischi con modalità molto simili a quelle che nel 2009 portarono al ritiro della candidatura di Paolo Slongo, ma ciò che andremo a raccontare oggi valica i confini del ciclismo e per questo assume una gravità, se possibile, ancora superiore.

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Anche a Brescia non passa la linea di Di Rocco, Pozzani è presidente provinciale

Anche a Brescia non è passata la linea Di Rocco, netta la sconfitta in termini di delegati (solo 2 su 9 sarebbero dirocchiani) e sconfitta pure per quanto concerne il Presidente Provinciale.  Al di là dell’incarico, infatti, la corsa per diventare presidente provinciale di Brescia era particolarmente attesa poiché in lizza c’era Gianni Pozzani, ex consigliere federale e tutt’altro che amico di Renato Di Rocco e proprio quest’ultimo pare che confidasse molto nella sconfitta di Pozzani per l’elevato valore simbolico della partita, dal momento che Gianni Pozzani non ha mai nascosto la sua vicinanza al gruppo lombardo in netta contrapposizione con la politica dirocchiana.

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Dopo Lucca, Milano e Bergamo, Di Rocco perde anche Verona e Pisa

Chi è in queste ore vicino a Renato Di Rocco lo descrive come un uomo stanco e preoccupato. Se all’esterno lascia infatti trasparire una sicurezza spavalda, sembrerebbe realmente impensierito da come stanno andando le assemblee provinciali.

Dopo aver subito una battuta d’arresto a Lucca, sede della società che organizzerà i Mondiali, dove ha subito un netto due a zero, e anche a Pisa non è riuscito ad inserire delegati riconducibili a lui. Anche in Lombardia non ha certamente brillato, a Milano c’è un solo delegato riconducibile probabilmente a lui, così come a Bergamo. In veneto, ad esempio a Verona, i due candidati dirocchiani non sono passati e con tutta probabilità la stessa sorte toccherà a Vicenza e in parte a Padova.

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Caso Valle d’Aosta, Di Rocco:”E’ normale che il Presidente uscente abbia qualche vantaggio”

Anche nella piccola Valle d’Aosta la battaglia politica per il rinnovo delle cariche federali si sta facendo sempre più infuocata. Da una parte Natale Dodaro, da otto anni alla guida del Comitato e dirocchiano di ferro, dall’altra Antonio Carlo Franco.  I due duellanti non se le mandano certo a dire, e proprio Franco ha contestato il fatto che sul sito istituzionale del Comitato sia presente il programma del presidente uscente, Natale Dodaro che risponde che sarà pubblicato anche il programma di Franco se quest’ultimo ne farà richiesta. Tutto risolto ? No.

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Di Rocco sminuisce i suoi avversari, ma viene bocciato da molte assemblee provinciali

Ad annunciarlo è stato Claudio Santi, prima attraverso facebook e poi con una mail, Di Rocco, intervenuto all’assemblea di Milano, avrebbe detto di essere costretto a candidarsi per la “pochezza degli avversari”, accusati di “avere appetiti di soldi”. Santi, da candidato, ha giustamente scritto a tutti i Presidenti Regionali affinché impediscano il ripetersi di simili episodi, con Di Rocco che utilizza un’assemblea di tutti per fare , senza contraddittorio, la propria campagna elettorale denigrando gli avversari.

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Quorum più lontano per Di Rocco, possibile la candidatura di Daniela Isetti

Quella per le elezioni federali del 2013 è sicuramente una delle campagne elettorali più incerte di sempre. Questo, oltre che per la presenza di altri candidati, probabilmente altri quattro, e per il fatto che Di Rocco, essendo reduce da due mandati, qualora decidesse di candidarsi dovrebbe ottenere almeno il 50% al primo turno e almeno il 55% al ballottaggio.

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Elezioni federali: sarà una battaglia incerta fino all’ultimo, ma Di Rocco si candiderà ?

Con la disputa delle prime assemblee provinciali, ci si avvicina spediti all’appuntamento elettorale del prossimo gennaio. E’ assolutamente prematuro però parlare di sondaggi e di percentuali, ciò che si evince dai primi risultati assembleari e dall’analisi delle candidature a delegati all’assemblea si può intuire che la battaglia elettorale sarà intensa ed incerta fino all’ultimo.

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Di Rocco scarica Duci e offre la Struttura Tecnica a (almeno) quattro persone

Nonostante, almeno ufficialmente, solo Claudio Santi abbia manifestato l’intenzione di candidarsi alla presidenza federale e stia incontrando pubblicamente società e tesserati, anche Renato Di Rocco, che al momento non ha ancora sciolto le riserve sulla sua candidatura, starebbe tirando le fila per la squadra da candidare. I vice presidenti che Di Rocco vorrebbe in squadra con lui sono GianPietro Forcolin, Carlo Roscini e un lombardo (voci insistenti parlano del fedelissimo Cordiano Dagnoni),

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Caso Armstrong, Angelo Gaudenzi:”Il ciclismo è in un regime di polizia”

Confermo che nel mondo del ciclismo molti sono gli IPOCRITI, IMPOSTORI e QUAQUARAQUA'. Persone capaci di incantare i serpenti e più sono INCAPACI nello svolgere le loro abituali professioni o presunte tali , più godono di credibilità fino al punto di fare opinione. Per quanto riguarda il caso ARMSTRONG ricordo a te e a chi mi conosce da vicino che ho sempre sostenuto,  a gran voce, l'opinione personale che Lance NON avrebbe dovuto avere la licenza per correre.

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