FATTI E MISFATTI

Angelo Francini:”Anche al Lunigiana, i giudici hanno stravolto regole e logica”

Carissimo Direttore,

mi riferisco a quanto da te pubblicato in merito a ciò che si è verificato al Giro della Lunigiana ove per la “terza volta” (Giro d’Italia tappa Crostis – Brixiatour tappa crono Brescia) è stato applicata in Italia la norma stabilita dall’articolo 1.2.130 del Regolamento UCI (entrato in vigore il 01/02/2011).

Sono certo che qualcuno non si troverà con queste mie note, nascondendosi dietro al finto problema della sicurezza, ma ciò che conta dovrebbe essere la certezza delle responsabilità se vogliamo far crescere anche la “VERA SICUREZZA”.

Vorrei sottolineare alcuni punti:

1°  nessun regolamento stabilisce che l’annullamento di una gara iniziata sia competenza esclusiva del Collegio dei Commissari;

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Brixia Tour: i giudici perdonano l’organizzatore, per loro la sicurezza dipende sempre da altri …

La prova a cronometro del Brixia Tour è stata sospesa per carenza di sicurezza, la Giuria presente a questa manifestazione, con un comunicato ai limiti del patetico, ha provato a farci capire che per la sicurezza può bastare il solo impegno o che l'assenza di sicurezza dipenda solamente da fattori esterni.  Prima di avventurarci in ogni commento leggiamo il comunicato

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Giudici Lombardia: E’ Alberto Maffi il nuovo Presidente

E’ ufficiale: il nuovo presidente dei Commissari della Lombardia è il varesino Alberto Maffi. Sicuramente, il  compito del neo presidente sarà estremamante difficile, poiché questa categoria arriva da anni di mala gestione. Da anni, fare il commissario in Lombardia non è più un compito di grande responsabilità da svolgere con professionalità, ma è un compito da svolgere come hobby, senza obbligo di aggiornamento, senza l’obbligo di conoscere le norme per filo e per segno, senza che l’applicazione delle regole sia un must.

Ultimamente, pare che ad essere designati fossero sempre gli stessi commissari e che le gare non venissero assegnate in base alle capacità dei singoli giudici, ma solamente in base a simpatie o fattori extra ciclistici.

Molti giudici che erano stati messi in naftalina da Osvaldo Nardini sono stati rispolverati da Giorgio Cavalletti che li ha poi portati in auge preferendoli a tanti commissari, forse meno “yes man”, ma sicuramente più capaci.

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Ancora errori dei Giudici, Saxo ancora avvantaggiata: incapacità, sudditanza psicologica o malafede?

L’UCI ha deciso di cambiare la divisa della Giuria presente al Giro, in particolare del Presidente Thierry Diederen “Bidèron” del quale abbiamo una foto in esclusiva che pubblichiamo. Scherzi a parte, se qualcuno aveva dei dubbi, nella frazione odierna ci ha pensato il presidente di giuria “Bidèron” a fare capire chi è il vero presidente di giuria di questo Giro d’Italia: Biarne Rijs. Oltre a non aver fatto disputare la discesa del Crostis, come da richiesta di Biarne Rijs, la gestione della tappa di oggi è stata a dir poco lacunosa. Nel lungo tratto di avvicinamento all’ascesa finale, l’unica ammiraglia alle spalle del gruppo della maglia rosa era proprio l’ammiraglia della Saxo, neppure il Presidente di Giuria era presente. Ci sono voluti alcuni chilometri affinchè la Giuria e le altre ammiraglie giungessero alle spalle del gruppo principale. Rijs ha detto che è stato fatto passare dalla giuria, ma allora ci chiediamo: perché era presente solo la Saxo e non la Giuria ? Perché non era presente il cambio ruote ? Perché non erano presente le altre ammiraglie ?

Tante domande, forse una sola risposta: sudditanza psicologica nei confronti della squadra del più forte.

Se è vero che non si è fatto il Crostis perché non sarebbe stata garantita la regolarità sportiva (le ammiraglie non potevano salire), per lunghi tratti le ammiraglie viaggiavano a parecchi minuti e sullo Zoncolan i meccanici sono dovuti salire in moto.

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Contador cambia la bici e i Giudici non la controllano nemmeno

La tappa di ieri che si è conclusa in cima all’Etna, ha visto Alberto Contador cambiare bicicletta proprio prima di affrontare l’erta finale. Sicuramente, visto il rischio che il talento iberico si è preso sostituendo il mezzo meccanico (unico big a compiere questa operazione), c’è da credere che abbia avuto un discreto vantaggio, altrimenti non ne sarebbe valsa la pena.

Tutto ciò è assolutamente legittimo, ciò che però è inspiegabile, almeno secondo logica, è che i Commissari di gara non controllino né prima della partenza né dopo l’arrivo le biciclette utilizzate.

Non stiamo parlando solo di "bici a motore", ma anche e soprattutto di biciclette dal peso inferiore a quanto stabilito dalla norma. Considerando che solitamente le biciclette sono solitamente leggere, non è remota la possibilità che, quelle per la salita, possano scendere al di sotto del minimo, regolamentare più o meno come avveniva alle Scott della Saunier Duval dove veniva applicato un piccolo peso per fare in modo che la bicicletta risultasse regolamentare.

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Antonelli:”Nel MTB i Giudici non scarichino ad altri le loro responsabilità”

Che nelle gare di Mountain Bike, la responsabilità della sicurezza del percorso fosse attribuita al presidente di giuria, lo si poteva scoprire per tempo senza attendere, per l’ennesima volta, di essere sollecitati dalla tragica fine di un atleta.

Personalmente non trovo affatto strano che un presidente di giuria possa essere caricato di questa responsabilità. La stessa che già appartiene a centinaia di direttori di corsa e presidenti di società.

Ma, al tempo stesso, posso convenire che la norma potrebbe essere cambiata. Una cosa però servirebbe: una maggiore prudenza per evitare improvvisazioni e incongruenze.

Sappiamo che tale responsabilità è affidata al presidente di Giuria perché in queste gare manca una figura come quella del direttore di corsa (o figura similare). Ma che, a quanto pare, per ragioni di costi organizzativi, a questi presidenti non è  poi concesso di agire per tempo affinché possano rendersi effettivamente conto delle condizioni del percorso e quindi di ciò che eventualmente andrebbe modificato.

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Quando il campione può permettersi di “insultare” il Giudice

Domenica scorsa a Nalles si è tenuta una gara internazionale di MTB. Il campione italiano, Marco Aurelio Fontana è stato costretto dal Presidente di Giuria, il francese Joël Coufourier, a correre con un’anonima T-Shirt, poiché la sua maglia di Campione Nazionale è stata giudicata irregolare.

L’esperto commissario Francese, stimolato dai colleghi italiani, ha applicato il regolamento alla lettera, infatti, il Regolamento Tecnico, all’articolo 67, stabilisce che la pubblicità posso essere inserita solo sulla parte bianca. “La maglia di campione italiano è tricolore per tutte le categorie e le specialità. La pubblicità della società sportiva può apparire sulla fascia bianca, (anche sul retro) in un rettangolo di cm 10 di altezza, sulle bande laterali con altezza massima delle lettere di cm 9, sui quarti di manica su una sola linea con altezza massima di cm 5. Può apporsi una sola volta il marchio o la griffe del fabbricante nella misura di 25 cm. quadrati.”

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Giudici e responsabilità : a Roma “copiano” l’idea del C.R. Piemonte

Torniamo nuovamente sulla gara di Downhill di Agnona, dove ha perso la vita l’amatore valdostano Marco Borra. Come abbiamo già evidenziato, le norme italiane del fuoristrada pongono il Presidente di Giuria nella condizione di Responsabile della sicurezza del percorso.

Già tempo fa, la commissione nazionale commissari di gara aveva manifestato alla Struttura Tecnica competente l’intenzione di fare in modo che l’organizzatore, prima della gara, firmasse un foglio con il quale comunicava ai commissari che il percorso era in totale sicurezza, scaricando di fatto il presidente di giuria da ogni eventuale responsabilità.

Questa proposta è stata bocciata a livello nazionale, poiché ritenuta eccessiva, ma il Comitato Regionale del Piemonte ha invece immediatamente adottato questa idea, predisponendo un apposito modulo e inviandolo a tutti i presidenti di giuria del fuoristrada.

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il C.R. Piemonte vicino alle società: previsti tre giudici per i Giovanissimi

La categoria Giovanissimi è una categoria ludica, nella quale, a nostro avviso, non si dovrebbero fare classifiche e non si dovrebbe neppure mandare la giuria: i piccoli corridori dovrebbero correre per puro divertimento senza la minima pressione del risultato.

Nonostante questo, la politica Federale non è sufficientemente chiara, da un lato si stigmatizza il risultato, dall’altra si conferma la presenza delle giurie, riducendo però il numero di commissari da 3 o 4 del 2010, a 2 soli commissari.

Con soli due commissari il controllo della corsa è assolutamente precario, soprattutto in quelle gare ricche di partenti. Così facendo, il Consiglio Federale ha posto i commissari nella condizione di essere responsabili del controllo della gara, ma di non essere in grado di garantirlo.

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Downhill-Borgosesia: Marchegiano in campo al fianco di giudici e organizzatore

Oggi, vogliamo tornare sulla gara di Downhill di Agnona (Borgosesia), nella quale ha perso la vita l’amatore valdostano Marco Borra.

Nel primo articolo non ci siamo volutamente addentrati nella dinamica dell’incidente, ma abbiamo voluto concentrarci sulle norme che sembrano voler scaricare tutte le colpe sul Presidente di Giuria. Come abbiamo specificato, questa ci sembra una vera e propria assurdità.

Sulla vicenda ha voluto intervenire il Presidente del Comitato Regionale del Pimeonte, Rocco Marchegiano, che ha inoltre risposto a chi, come il Responsabile della Struttura Tecnica Downhill, PierPaolo Marani, aveva lanciato accuse sull’organizzatore colpevole, secondo lui, di avere predisposto un percorso troppo pericoloso.

Leggiamo insieme il suo intervento che ospitiamo volentieri.

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