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Scrivere questo articolo ci rattrista perché, ci ripetiamo, consideriamo Luca Scinto il miglior Direttore Sportivo italiano e il progetto “giallofluo” sicuramente uno dei più nteressanti, ma il caso Santambrogio non può non farci fare alcune riflessioni.

Caso Santambrogio: basta con l’ipocrisia e l’indignazione tardiva

Scrivere questo articolo ci rattrista perché, ci ripetiamo, consideriamo Luca Scinto il miglior Direttore Sportivo italiano e il progetto “giallofluo” sicuramente uno dei più nteressanti, ma il caso Santambrogio non può non farci fare alcune riflessioni.

 

Il primo spunto parte proprio dalle argomentazioni utilizzate da Scinto per commentare il caso Di Luca, tutto ciò che il DS toscano ha detto per evidenziare la propria estraneità al caso non vale per Santambrogio. Il comasco non è infatti stato imposto da nessuno sponsor ed è stato scelto deliberatamente dalla squadra e lo stesso Scinto è sempre stato al suo fianco, emblematiche le parole del “pitone” dopo il successo di Santambrogio a Larciano “questo Santambrogio al Giro ci farà divertire”.

Crediamo che sia ormai finito il tempo delle indignazioni postume, quante volte abbiamo visto DS e TM al fianco del corridore quando vinceva e poi abbiamo letto comunicati di fuoco quando questo veniva trovato positivo. Basta con l’ipocrisia.

E’ ora che tutte le squadre seguano l’esempio che è arrivato da Gianni Savio e dall’Androni e che a suo tempo fu di Giorgio Squinzi e del gruppo Mapei. Tutti dicano stop ai preparatori personali, tutta la preparazione del team passi dallo staff della squadra che rende conto direttamente ai tecnici e al management.

Solo così, come accaduto quest’anno a Reda della Androni – Venezuela, la squadra può intervenire prima che i controlli antidoping evidenzino una positività e fare così una lotta al doping concreta e preventiva anziché ipocrita e tardiva.

Non vogliamo dare la croce addosso a Scinto più di quanto non stia già avvenendo, ma come ha dichiarato lo stesso Acquarone e come tutti noi sappiamo, da tempo in gruppo si guardava con sospetto ai progressi compiuti da quel corridore che in un solo anno si è trasformato da passista veloce in scalatore di alta montagna.

Dato che Scinto di ciclismo ne capisce non poco, sarebbe stato sufficiente qualche piccolo controllo interno per appurare quello che abbiamo scoperto oggi ed evitare di fare la figura dello scemo che cade dal pero.

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