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Il ciclismo è uno sport principe nel farsi male da solo o, peggio ancora, nel non difendersi dagli attacchi esterni.  Ciò che sta accadendo in questi giorni a Pippo Pozzato ha dell’incredibile. Il corridore veneto non è indagato penalmente, almeno così riferisce il suo legale Pierfilippo Capello, non è mai risultato positivo ai numerosi controlli antidoping a cui è stato sottoposto, ma nonostante questo rischia di dire addio alle Olimpiadi di Londra. La sua colpa è quella di avere frequentato il dottor Michele Ferrari nel periodo compreso tra il 2005 e il 2009.

Caso-Pozzato:Nessuna indagine, nessun doping, ma rischia le Olimpiadi

Il ciclismo è uno sport principe nel farsi male da solo o, peggio ancora, nel non difendersi dagli attacchi esterni.  Ciò che sta accadendo in questi giorni a Pippo Pozzato ha dell’incredibile. Il corridore veneto non è indagato penalmente, almeno così riferisce il suo legale Pierfilippo Capello, non è mai risultato positivo ai numerosi controlli antidoping a cui è stato sottoposto, ma nonostante questo rischia di dire addio alle Olimpiadi di Londra. La sua colpa è quella di avere frequentato il dottor Michele Ferrari nel periodo compreso tra il 2005 e il 2009.

Il Dottor Ferrari, squalificato a vita dal CONI, è però tutt’oggi un medico abilitato dall’ordine provinciale di Ferrara, ma non può essere, per decisione dello stesso CONI, frequentato da tesserati. Questa prescrizione, ai limiti della legalità, ciascun cittadino è infatti libero di farsi seguire dal medico che desidera e in questo caso Pozzato è un cittadino, prima di essere un tesserato, e Ferrari per lo Stato italiano è un medico, pone Pozzato nella condizione di essere squalificabile pur non essendo né indagato né aver mai assunto sostanze dopanti, ma solamente per essersi affidato per una dieta al dottor Michele Ferrari.

Nulla di particolarmente grave se non fossimo in Italia e se Pozzato non fosse un ciclista. Si, perché Sara Errani, la tennista rivelazione del Rolland Garros e una delle più belle promesse del tennis azzurro, secondo il quotidiano As si sarebbe rivolta al dottor Dal Moral, l’equivalente spagnolo di Ferrari. Il fratello della Errani, suo manager, ha detto che è andata da quel medico solo per un controllo cardiologico e che i suoi risultati sono solo frutto del suo lavoro, circostanza confermata poi dalla stessa Errani.

Sia chiaro che non stiamo chiedendo la pubblica gogna per la tennista Errani, però ci piacerebbe che anche i ciclisti fossero trattati allo stesso modo anche se non ci meraviglia questo atteggiamento considerato che il ciclismo, e per ciclismo intendiamo il palazzo del ciclismo, non ha mai difeso il proprio sport permettendo a tutti il gioco al massacro.

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