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Le voci che ci sono giunte dal Trentino sono state confermate dal sito tuttobiciweb: alcuni vincitori di titoli italiani in Trentino non sono stati controllati dall’antidoping.

Fino a qualche tempo fa, in assenza di idoneo controllo, il loro titolo non sarebbe stato valido, oggi le norme sono cambiate, ma in questi campionati è stato comunque violato il Regolamento Antidoping della Federazione Ciclistica Italiana.

L’articolo 4 dell’appendice al Regolamento Antidoping stabilisce che il controllo “fatto salve cause di forza maggiore indipendenti dalla volontà dell’atleta,  nei campionati italiani su strada, fuori strada e pista. Nei campionati italiani che, nello stesso giorno di  gara,  si articolano in più specialità o per più categorie, le specialità o categorie sottoposte  a controllo verranno stabilite tramite sorteggio effettuato il giorno della manifestazione  dall’Ispettore Medico (DCO) e dall’ accompagnatore a norma WADA secondo le istruzioni  ricevute dal CONI NADO”. Il successivo capoverso rincara la dose:” Ai controlli anti-doping effettuati obbligatoriamente in occasione delle corse su strada, fuoristrada  e pista valide per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia devono essere sottoposti obbligatoriamente i primi due  classificati di ogni specialità e categoria, oltre ad un sorteggiato.”

Campionato Italiano, vincitori non controllati: violate le norme antidoping

Le voci che ci sono giunte dal Trentino sono state confermate dal sito tuttobiciweb: alcuni vincitori di titoli italiani in Trentino non sono stati controllati dall’antidoping.

Fino a qualche tempo fa, in assenza di idoneo controllo, il loro titolo non sarebbe stato valido, oggi le norme sono cambiate, ma in questi campionati è stato comunque violato il Regolamento Antidoping della Federazione Ciclistica Italiana.

L’articolo 4 dell’appendice al Regolamento Antidoping stabilisce che il controllo “fatto salve cause di forza maggiore indipendenti dalla volontà dell’atleta,  nei campionati italiani su strada, fuori strada e pista. Nei campionati italiani che, nello stesso giorno di  gara,  si articolano in più specialità o per più categorie, le specialità o categorie sottoposte  a controllo verranno stabilite tramite sorteggio effettuato il giorno della manifestazione  dall’Ispettore Medico (DCO) e dall’ accompagnatore a norma WADA secondo le istruzioni  ricevute dal CONI NADO”. Il successivo capoverso rincara la dose:” Ai controlli anti-doping effettuati obbligatoriamente in occasione delle corse su strada, fuoristrada  e pista valide per l’assegnazione del titolo di Campione d’Italia devono essere sottoposti obbligatoriamente i primi due  classificati di ogni specialità e categoria, oltre ad un sorteggiato.” Come vediamo, le norme impongono che il vincitore del campionato italiano debba essere obbligatoriamente controllato, mentre in questa Settimana Tricolore così non è stato.

Onestamente, non comprendiamo la scelta del CONI e non comprendiamo neppure la scelta della Federazione che ha deciso di non disporre dei controlli aggiuntivi (ai primi 2) rispetto a quelli del CONI.

Insomma, ancora una volta, le istituzioni sportive italiane (FCI e CONI) hanno dimostrato che i (loro) regolamenti per loro sono un optional e così, mentre qualunque tesserato ha l’obbligo di rispettarli, loro possono fare quello che vogliono, anche non controllare il vincitore del campionato italiano. Non chiediamoci più perché il nostro ciclismo va sempre peggio.

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