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Sulle strade di Camaiore (Lucca) è arrivata la prima e tanto attesa vittoria da professionista per Fabio Taborre (Acqua&Sapone) che si è aggiudicato in uno sprint ristretto l’omonimo Gran Premio davanti a Simone Stortoni (Colnago Csf Inox) e Davide Rebellin (Miche-Guerciotti) che si sono messi in luce sulle rampe del Monte Pitoro a 10 chilometri dalla conclusione lasciandosi alle loro spalle il gruppo dei migliori con Ivan Basso (Liquigas-Cannondale), il tricolore Giovanni Visconti (Farnese Vini-Neri Sottoli) e Francesco Ginanni (Androni Giocattoli Cipi). Alla classica versiliese si sono presentati 107 corridori in rappresentanza di 13 squadre che hanno preso il via da Camaiore alle 11,02. In avvio, nel corso dello spettacolare circuito attorno a Lido di Camaiore, ha preso corpo la fuga che ha monopolizzato gran parte della gara. Attorno al km 20 sono partiti all’attacco Cameron Wurf (Aus, Liquigas-Cannondale), Pier Paolo De Negri (Farnese Vini-Neri Sottoli), Marco Frapporti (Colnago Csf Inox), Stefano Borchi (De Rosa Ceramica Flaminia), Leonardo Pinizzotto (Miche-Guerciotti), Junya Sano (Jpn, D’Angelo&Antenucci-Nippo), Sebastian Tamayo Martinez (Col, Team Wit), gli stagisti Nicolas Francesconi (Amore&Vita), Filippo Fortin (Androni Giocattoli Cipi) e Mirko Tedeschi (Farnese Vini-Neri Sottoli).

Camaiore: il Gran Premio nel segno di Taborre

Sulle strade di Camaiore (Lucca) è arrivata la prima e tanto attesa vittoria da professionista per Fabio Taborre (Acqua&Sapone) che si è aggiudicato in uno sprint ristretto l’omonimo Gran Premio davanti a Simone Stortoni (Colnago Csf Inox) e Davide Rebellin (Miche-Guerciotti) che si sono messi in luce sulle rampe del Monte Pitoro a 10 chilometri dalla conclusione lasciandosi alle loro spalle il gruppo dei migliori con Ivan Basso (Liquigas-Cannondale), il tricolore Giovanni Visconti (Farnese Vini-Neri Sottoli) e Francesco Ginanni (Androni Giocattoli Cipi). Alla classica versiliese si sono presentati 107 corridori in rappresentanza di 13 squadre che hanno preso il via da Camaiore alle 11,02. In avvio, nel corso dello spettacolare circuito attorno a Lido di Camaiore, ha preso corpo la fuga che ha monopolizzato gran parte della gara. Attorno al km 20 sono partiti all’attacco Cameron Wurf (Aus, Liquigas-Cannondale), Pier Paolo De Negri (Farnese Vini-Neri Sottoli), Marco Frapporti (Colnago Csf Inox), Stefano Borchi (De Rosa Ceramica Flaminia), Leonardo Pinizzotto (Miche-Guerciotti), Junya Sano (Jpn, D’Angelo&Antenucci-Nippo), Sebastian Tamayo Martinez (Col, Team Wit), gli stagisti Nicolas Francesconi (Amore&Vita), Filippo Fortin (Androni Giocattoli Cipi) e Mirko Tedeschi (Farnese Vini-Neri Sottoli). Tra i dieci fuggitivi è stato De Negri ad aggiudicarsi la speciale classifica dei traguardi volanti intitolati alla memoria di Fabio Casartelli. Con una prima ora di corsa filata a una media di 45,100 km/h, al chilometro 42 i dieci fuggitivi hanno toccato il massimo vantaggio (7’50”) per poi iniziare le sette scalate al Monte Pitoro. Il drappello di testa si è cominciato a sgretolare dopo 135 chilometri su impulso di De Negri che si è involato solitario alla conquista del quinto Gpm in vetta al Pitoro precedendo sfilacciati Pinizzotto, Sano, Tamayo, Wurf, Borchi e Frapporti e a 2’00” circa il gruppo condotto dalla Liquigas-Cannondale. Nel corso del penultimo giro De Negri è stato riassorbito dai compagni di fuga e alle loro spalle Volodymyr Bileka (Ukr, Amore&Vita), Rafaa Chtioui (Tun, Acqua&Sapone) e Stefano Pirazzi (Colnago Csf Inox) hanno cercato, a ripetizione, di riportarsi sugli atleti al comando trascinandosi dietro tutto il gruppo dei migliori ridotto a una settantina di unità. Sotto il traguardo di Camaiore, all’inizio dell’ultimo giro, c’è stato spazio per l’azione solitaria di Pinizzotto che è stato l’ultimo ad arrendersi con oltre 160 chilometri di fuga nelle gambe nonché vincitore della classifica finale dei gran premi della montagna del Monte Pitoro (primo in vetta 4 volte su 7 passaggi). Sul Monte Pitoro è stato un trio a vivacizzare l’ultimo passaggio in cima con un Fabio Taborre (Acqua&Sapone) sugli scudi seguito poco dopo da Davide Rebellin (Miche-Guerciotti) e Simone Stortoni (Colnago CSF Inox). Il terzetto ha lasciato a 14” un gruppetto di 6 più immediati inseguitori con Damiano Caruso (Liquigas-Cannondale), il colombiano Josè Serpa Perez (Androni Giocattoli Cipi), Federico Canuti (Colnago Csf Inox), Edoardo Girardi (De Rosa Ceramica Flaminia), Miguel Angel Rubiano Chavez (Col, D’Angelo&Antenucci) e Nikita Novikov (Rus, Itera Katusha). Dietro questi atleti era cronometrato a circa una trentina di secondi un drappello di corridori con Ivan Basso (Liquigas-Cannondale) il campione italiano Giovanni Visconti e Oscar Gatto (Farnese Vini-Neri Sottoli). Ai meno 3 dall’arrivo ci ha provato, ma invano, Taborre che è stato presto braccato da Rebellin e Stortoni mentre dietro era salito a 15” il margine del drappello Caruso, Serpa Perez, Canuti, Novikov, Rubiano Chavez e Girardi. Le ultime emozioni si sono concentrate al momento dello sprint finale che ha visto prevalere per pochissimi centimetri Taborre su Stortoni e leggermente più defilato Rebellin. Con un ritardo di otto secondi si è piazzato al quarto posto Novikov che ha vinto la volata del gruppetto inseguitore. “Il primo pensiero è per mia sorella Chiara – ha dichiarato Taborre – scomparsa due anni fa a soli 18 anni a seguito di un incidente stradale. Oggi è stata una gara tirata sin dall’inizio. Si è deciso tutto sull’ultima salita dove ho avuto le gambe per scattare e portare via un gruppetto. Abbiamo scollinato in cima io e Rebellin e poi ci ha raggiunto Stortoni. Ho anche tentato in discesa perché da dietro stavano rientrando. Ci è voluto il coraggio perché a volte non solo servono le gambe ma anche molta fortuna. Sono uscito bene dal Brixia Tour e dal quarto posto al Trofeo Matteotti: oggi ci credevo veramente alla vittoria. I complimenti del ct Bettini? Fanno onore, non dimentichiamoci che il mondiale è una corsa impegnativa, sia in pianura, sia in salita. Da parte mia cercherò di confermare il buon momento”. Alle parole di Taborre si sono aggiunte quelle del direttore sportivo Franco Gini che elogia il proprio atleta: “A lui dico sempre che bisogna osare. Oggi ha corso alla perfezione perchè è un ragazzo che si difende bene su tutti i terreni: in salita, è veloce ed è un grande attaccante”.

CHI E’ FABIO TABORRE Nato a Pescara il 5 giugno del 1985, residente a Montesilvano (Pescara), ha iniziato a correre all’età di 7 anni con la Vis Sambuceto da giovanissimo per poi vestire le maglie della Polisportiva Pennese (esordiente), NoCe Cepagatti (allievo), Masciarelli-Acqua&Sapone (juniores) e l’Aran Cucine tra gli under 23 e gli élite (18 vittorie tra cui il Gran Premio Pretola nel 2007, il Trofeo Morucci, il Gran Premio San Giuseppe e la Ciociarissima nel 2008). Passato professionista nel 2008, ha collezionato importanti piazzamenti solamente nel corso di questa stagione: quarto al Trofeo Laigueglia e al Trofeo Matteotti, quinto nella tappa Feltre-Tirano all’ultimo Giro d’Italia.

Ordine di Arrivo:
1. Fabio Taborre (Acqua&Sapone) 199,200 chilometri in 4.46’45” media 41,860 km/h
2. Simone Stortoni (Colnago Csf Inox)
3. Davide Rebellin (Miche-Guerciotti)
4. Nikita Novikov (Rus, Itera Katusha) a 15”
5. Jose Serpa Perez (Androni Giocattoli Cipi)
6. Damiano Caruso (Liquigas-Cannondale)
7. Edoardo Girardi (De Rosa – Ceramica Flaminia)
8. Federico Canuti (Colnago CSF Inox)
9. Miguel Angel Rubiano Chavez (Col, D’Angelo&Antenucci-Nippo)
10. Francesco Ginanni (Androni Giocattoli Cipi) a 30”

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