Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Che il comitato lombardo sia ormai una sorta di zona franca in cui le regole vengono sospese o applicate in modo alterno crediamo lo si fosse capito già da tempo, ma la vicenda che vi racconteremo oggi crediamo riesca a sorprendervi, sempre in negativo, tutti quanti.

Nel mese di settembre si correrà la famosissima e prestigiosa Coppa Diddi aperta sia alle rappresentative regionali sia alle società di club. Accade quindi che il comitato presieduto da Francesco Bernardelli decida di fare partecipare la propria rappresentativa, il tecnico Paolo Brugali ha emanato le convocazioni, formalizzate poi anche con il Fattore K.

C.R. Lombardo, se quel corridore partecipa alla Coppa Diddi noi ritiriamo la rappresentativa. Storia di un ricatto discriminatorio riuscito male.

Che il comitato lombardo sia ormai una sorta di zona franca in cui le regole vengono sospese o applicate in modo alterno crediamo lo si fosse capito già da tempo, ma la vicenda che vi racconteremo oggi crediamo riesca a sorprendervi, sempre in negativo, tutti quanti.

Nel mese di settembre si correrà la famosissima e prestigiosa Coppa Diddi aperta sia alle rappresentative regionali sia alle società di club. Accade quindi che il comitato presieduto da Francesco Bernardelli decida di fare partecipare la propria rappresentativa, il tecnico Paolo Brugali ha emanato le convocazioni, formalizzate poi anche con il Fattore K.

A sorpresa da queste convocazioni è stato escluso il corridore Ottavio Dotti della polisportiva Molinello, in corsa per aggiudicarsi il prestigioso Oscar Tuttobici. La società del corridore ha così contattato l’organizzazione per chiedere se fosse possibile iscriversi autonomamente, alla risposta affermativa della società organizzatrice, la polisportiva Molinello si è iscritta ed è iniziato il finimondo.

La Struttura Tecnica della Lombardia ha posto agli organizzatori un out out dicendo che se Dotti avesse partecipato alla gara la Lombardia avrebbe ritirato la rappresentativa, in particolare nella comunicazione inviata da Brugali del CR Lombardo agli organizzatori si può leggere:” Vi confermo che la Rappresentativa Lombarda sarà costretta a non partecipare alla Coppa Diddi se non verrà risolto il disguido che si è creato”. Ferma la risposta degli organizzatori:”  La gara NON è ad invito e quindi come possiamo escludere un atleta e di conseguenza una Società rientrante nelle limitazioni degli iscritti?. Precisamente la ASD Pol. Molinello ha ufficializzato l’iscrizioni il giorno 02/08 u.s. accodandosi con il numero progressivo 136”. Siccome al via ci sarà Ottavio Dotti della Polisportiva Molinello ecco che a non essere a via sarà la rappresentativa lombarda che in un comunicato ufficiale ha scritto “Si informano tutti gli interessati che il Consiglio Direttivo Regionale, di concerto con la Struttura Tecnica, ha deciso di annullare ufficialmente la partecipazione della Rappresentativa Allievi della Lombardia dalla 66ª edizione della Coppa Dino Diddi a causa di mancate convergenze con la società organizzatrice”

Cos’avranno mai fatto a Brugali il povero Dotti o la polisportiva Molinello ? Qualcuno ipotizza che alla base di questa reazione ci sia stato un comportamento poco corretto tenuto da Dotti in occasione dell’ultimo campionato italiano allievi, in questo caso sarebbe comprensibile la mancata convocazione, ma non sarebbe in nessun modo comprensibile un accanimento del genere con tanto di ricatti per fare valere la posizione di presunta forza del Comitato nei confronti del corridore discriminandolo.

La situazione ha ancor più del grottesco se si considera che, proprio in occasione dei campionati italiani Esordienti e Allievi, la Lombardia si è inventata una regola per consentire la partecipazione a quattro corridori non convocati in rappresentativa, mentre in questo caso gli stessi soggetti pretenderebbero di calpestare le regole per avere l’esclusività di partecipazione.

Il ciclismo sembra essere sempre più un far west in cui il più forte detta le regole, emargina e discrimina. Dove il più forte decide chi può fare e chi non può fare. Tutto questo non è ammissibile né per il mondo dello sport né per le leggi dello stato italiano. Comportamenti del genere, infatti, come abbiamo già dimostrato nel caso della mancata concessione dell’accredito ad un giornalista pubblicista, costituiscono per la legge italiana dei reati. Il giorno che chi è vittima di questo tipo di angherie deciderà di presentare una formale denuncia alla Procura della Repubblica, forse anche il ciclismo inizierà a migliorare. Ma perché bisogna sempre aspettare di arrivare al punto limite ?

Ovviamente siamo a disposizione di chi volesse dire la sua riguardo a questa vicenda.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow