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Torniamo a parlare di GiroBio e della richiesta che patron Brocci ha fatto alle società e cioè di pagare 5.000 € a testa, l’avevamo anticipata prima dell’incontro formale di Mercatale, l’abbiamo raccontata dopo quell’incontro e oggi vi vogliamo proporre la lettera che proprio Brocci ha mandato alle società italiane (leggi la lettera di Brocci).

Brocci: 40.000 € di premi non pagati, ma continua ad organizzare (e a chiedere soldi)

Torniamo a parlare di GiroBio e della richiesta che patron Brocci ha fatto alle società e cioè di pagare 5.000 € a testa, l’avevamo anticipata prima dell’incontro formale di Mercatale, l’abbiamo raccontata dopo quell’incontro e oggi vi vogliamo proporre la lettera che proprio Brocci ha mandato alle società italiane (leggi la lettera di Brocci).

 

Innanzitutto due cose: la prima, da un nostro sondaggio, seppur parziale, non ci risulta che ci siano 18 squadre straniere disposte a partecipare (pagando) al GiroBio, almeno non tra quelle di prima e seconda fascia. Questo lo conferma anche lo stesso Brocci quando dice che il GiroBio si disputerà solamente se le squadre italiane accetteranno questa proposta:  Ma come, ci sono 18 squadre straniere disposte a pagare e il futuro della corsa è ancora incerto ? La seconda è che al momento non risulta in programma nessuna diretta RAI per il GiroBio.

Qualche considerazione: Se un qualsiasi organizzatore non paga alla FCI una multa di 20 €, viene sospeso e non può più fare la minima attività. Qui ci troviamo difronte ad una società organizzatrice che, per ammissione della stessa FCI, non ha pagato nell’anno 2012 circa 40.000 € di premi di cui dovrà farsi carico la Federazione. Come è possibile che con questi debiti la stessa società organizzatrice possa organizzare una gara quale è la “Toscana terra di ciclismo” ?

Come non capivamo Davico, così non capiamo Brocci. Il rischio d’impresa dell’organizzatore ciclistico è minimo. Prima si firmano i contratti, poi si ricevono gli acconti, successivamente si fa la gara ed infine si procede al saldo. Non è un azienda con dipendenti da pagare o con un magazzino pieno di merce invenduta. Se ci sono i soldi si fa la corsa, se non ci sono non si fa nulla e non si fanno debiti.

L’unico rischio può essere quello che qualche sponsor non paghi quanto pattuito, in quel caso il problema dovrebbe essere limitato ad un solo anno.

Questo è ciò che farebbe una qualsiasi azienda, invece Brocci si incaponisce a voler continuare ad organizzare (con i soldi delle squadre) qualcosa che negli ultimi anni non è mai riuscito a coprire le spese.

Intanto, dopo gli organizzatori del Giro delle Valli Cunnesi, anche quelli del Giro della Valle d’Aosta, hanno dichiarato che se le squadre accetteranno quanto proposto da Brocci, anche loro chiederanno lo stesso trattamento.

Ovviamente, siamo a disposizione di chiunque volesse aggiungere qualcosa a questa vicenda.

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