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Brixia Tour: Miche sbaglia strada, Caruso tamponato dalla giuria

Sembra essere iniziato nel peggiore dei modi il Brixia Tour, corsa che noi già nel lontano 2006 additammo come non all’altezza della categoria professionistica.

A dire il vero, per il Brixia Tour le cose non erano andate bene anche prima del via, quando infatti cioè la Struttura Tecnica aveva bocciato il percorso di una semitappa proposta dall’organizzazione a causa di alcuni passaggi ritenuti poco sicuri.

Nella prima tappa, la cronometro a squadre, la Miche ha sbagliato percorso giungendo al traguardo a oltre 9 minuti e compromettendo così la classifica generale per tutti i suoi uomini. Dopo la prima idea di fare rifare la prova, fortunatamente non sono stati commessi ulteriori errori, alla formazione toscana di Marco Tozzi è stato lasciato il ritardo cronometrato all’arrivo e ottenuto a causa dell’ errore di percorso.  

Nella seconda tappa però si è toccato veramente il fondo quando ad un chilometro dall’arrivo, posto in salita, l’auto del presidente di giuria ha tamponato e fatto cadere il capitano della De Rosa – Stacplastic, Damiano Caruso. L’eccessiva fiscalità della giuria ha fatto si che a Caruso sia stato conteggiato anche in classifica generale il ritardo collezionato nella tappa odierna (2’42’’). Parliamo di eccessiva fiscalità poiché la neutralizzazione prevista per casi come questi negli ultimi tre chilometri, non si applica agli arrivi in salita.

A termini di regolamento la giuria ha ragione, ma considerato il fatto che è stata proprio la vettura del Presidente di Giuria ad abbattere Caruso facendogli prendere così numerosi secondi di ritardo, si sarebbe potuto anche accreditare il corridore siciliano dello stesso tempo del gruppo di cui faceva parte al momento dell’incidente, andando così a mettere una pezza ad un grave errore.  

L’organizzatore, Giuseppe Bresciani, probabilmente dirà che i corridori sono tenuti a conoscere il percorso e che devono tenersi a destra, e dal punto di vista formale ha ragione lui, ma chissà perché queste cose accadono al Brixia Tour ? 

Il fatto che l’autista coinvolto nell’incidente sembra non essere particolarmente esperto di gare ciclistiche, apre la riflessione se sia o meno il caso di istituire un albo degli autisti delle gare ciclistiche. Questa idea, giusta, sembra però cozzare contro alcuni impedimenti di carattere pratico, il primo relativo al numero di iscritti all’albo il secondo sui criteri di ammissione allo stesso. Con criteri troppo rigidi si rischierebbe di non avere autisti a sufficienza, oltre che di andare sempre a favorire il solito soggetto, con criteri blandi si rischierebbe di non risolvere il problema.

Spetterebbe al buon organizzatore il compito di scegliere in modo attento gli autisti da ammettere in corsa, andando a privilegiare quelli più bravi ed esperti.

Ancora una volta il Brixia Tour ha fatto parlare di se non per cose belle, ma per carenze organizzative, speriamo che nelle restanti frazioni sappiano fare dimenticare questi gravi errori che hanno contribuito a scrivere la classifica generale.

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