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Vogliamo tornare ad occuparci del Brixia Tour e dell’episodio accaduto nella cronometro di Brescia. Siamo stati, infatti, contattati dal Direttore di Organizzazione Angelo Francini, che ha voluto meglio chiarire la posizione organizzazione del Team Brixia.

Francini ci ha fatto sapere che il Comune di Brescia aveva chiesto era stato predisposto dal Brixia Team, in particolare si fa riferimento al personale agli incroci, Francini sostiene, infatti, che il 95 % del personale richiesto dal Comune fosse regolarmente in postazione, così come le transenne collocate per chiudere le strade non presidiate. Non si capisce quindi cosa non abbia funzionato e neppure a Brescia si è capito cosa ha fatto si che quella che doveva essere una festa si sia trasformata in un pessimo esempio di sport.

Secondo quanto ci viene riferito, pare che il Comune di Brescia abbia collocato i cartelli di divieto di sosta sul percorso di gara solo nella mattinata di mercoledì, questo ritardo (la legge obbliga a porre i cartelli almeno 48 ore prima) avrebbe reso impossibile la rimozione dei veicoli in sosta.

Brixia: nella crono di Brescia il Comune non ha fatto la sua parte

Vogliamo tornare ad occuparci del Brixia Tour e dell’episodio accaduto nella cronometro di Brescia. Siamo stati, infatti, contattati dal Direttore di Organizzazione Angelo Francini, che ha voluto meglio chiarire la posizione organizzazione del Team Brixia.

Francini ci ha fatto sapere che il Comune di Brescia aveva chiesto era stato predisposto dal Brixia Team, in particolare si fa riferimento al personale agli incroci, Francini sostiene, infatti, che il 95 % del personale richiesto dal Comune fosse regolarmente in postazione, così come le transenne collocate per chiudere le strade non presidiate. Non si capisce quindi cosa non abbia funzionato e neppure a Brescia si è capito cosa ha fatto si che quella che doveva essere una festa si sia trasformata in un pessimo esempio di sport.

Secondo quanto ci viene riferito, pare che il Comune di Brescia abbia collocato i cartelli di divieto di sosta sul percorso di gara solo nella mattinata di mercoledì, questo ritardo (la legge obbliga a porre i cartelli almeno 48 ore prima) avrebbe reso impossibile la rimozione dei veicoli in sosta.

Oltre al movimento dei veicoli in sosta, altri avrebbero forzato dei varchi immettendosi così sul tracciato di gara e infrangendo l’ordinanza di chiusura del traffico (giunta all’organizzazione però solo il giorno dopo). A tal riguardo Francini ci fa sapere che il personale del Brixia Team non ha l’autorità per sanzionare chi ha infranto tale divieto, ma che questo è un compito esclusivo delle forze dell’ordine.

Sempre secondo quanto ci riferisce Angelo Francini, il percorso era stato concordato direttamente con la Polizia Locale di Brescia.

Non si comprendono dunque i motivi per cui il Comune di Brescia non abbia appoggiato con particolare convinzione questa iniziativa, ma al contempo l’abbia sposata e avallata. Non si comprende poi per quale motivo l’Assessore allo Sport si sia scagliato contro l’organizzazione del Brixia Tour, che abbiamo più volte criticato, ma che in questo caso sembrerebbe la parte meno colpevole, mentre sembra che le maggiori colpe ricadano proprio sull’amministrazione comunale.

Non è esente da colpe neppure la giuria, infatti, la prova a cronometro sarebbe stata da annullare, interrompendola definitivamente e riaprendo così il traffico, la giuria ha però optato per una neutralizzazione, cioè facendo svolgere pro forma la manifestazione. In questo modo, il traffico non era aperto, ma non era nemmeno chiuso, e non si stava disputando una gara, ma solo una passerella. Se la cittadinanza mal sopporta una chiusura per una gara, figuriamoci per una passeggiata tra professionisti.

Questa vicenda, ne siamo certi, produrrà ancora polemiche e scambi di accuse, noi, ovviamente restiamo a disposizione di chiunque voglia dire la sua a riguardo.

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