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Dopo un estenuante tira e molla tra l’organizzazione e la Federazione Ciclistica Italiana ha preso ufficialmente il via ieri il Brixia Tour, corsa a tappe in terra bresciana. Come abbiamo più volte detto questa è una corsa con un enorme potenziale, ma, a nostro avviso, è sfruttata veramente male. Era il lontano 2006 quando lanciammo il primo “allarme” sulle auto civili in corsa, ci siamo poi ripetuti negli anni successivi, ma la situazione non sembra essere cambiata. Oggi, infatti, navigando su Facebook, nel profilo di Leonardo Giordani della Farnese – Neri, in gara proprio al Brixia Tour, si può leggere:” anche oggi traffico aperto. Addirittura con semaforo rosso per noi e macchine che passavano. Qui ogni giorno si rischia la pelle.” Doveva essere veramente inferocito il corridore laziale dato che ha aggiornato il profilo del social network praticamente poco dopo aver tagliato il traguardo. Tra i “mi piace” anche quello di Daniele Colli, anche egli in gara e secondo classificato nella tappa odierna. Insomma, pare che sia cambiato poco o nulla da quel 2006 quando denunciammo per la prima volta l’oggettivo problema di questa corsa.

Brixia, Giordani su Facebook:”Anche oggi traffico aperto. Qui ogni giorno si rischia la pelle”

Dopo un estenuante tira e molla tra l’organizzazione e la Federazione Ciclistica Italiana ha preso ufficialmente il via ieri il Brixia Tour, corsa a tappe in terra bresciana. Come abbiamo più volte detto questa è una corsa con un enorme potenziale, ma, a nostro avviso, è sfruttata veramente male. Era il lontano 2006 quando lanciammo il primo “allarme” sulle auto civili in corsa, ci siamo poi ripetuti negli anni successivi, ma la situazione non sembra essere cambiata. Oggi, infatti, navigando su Facebook, nel profilo di Leonardo Giordani della Farnese – Neri, in gara proprio al Brixia Tour, si può leggere:” anche oggi traffico aperto. Addirittura con semaforo rosso per noi e macchine che passavano. Qui ogni giorno si rischia la pelle.” Doveva essere veramente inferocito il corridore laziale dato che ha aggiornato il profilo del social network praticamente poco dopo aver tagliato il traguardo. Tra i “mi piace” anche quello di Daniele Colli, anche egli in gara e secondo classificato nella tappa odierna. Insomma, pare che sia cambiato poco o nulla da quel 2006 quando denunciammo per la prima volta l’oggettivo problema di questa corsa. Non siamo presenti alla corsa bresciana, per tanto vogliamo fare supposizioni, possiamo però dire che tradizionalmente pochi incroci di questa gara sono presidiati da forze dell’ordine. In un nostro articolo, avevamo fatto il parallelo tra le gare che si disputano in Trentino laddove la chiusura delle strade (ad opera delle forze dell’ordine) è ampia ed estremamente rigida, con quella molto più soft che viene realizzata al Brixia Tour dove talvolta (è capitato a noi) non si viene fermati all’incrocio, ma solo quando si incontra la corsa in senso contrario. Il Patron Giuseppe Bresciani, in questi anni, avrebbe dovuto migliorare questo aspetto, tessendo  rapporti sempre migliori con le forze dell’ordine in modo da correggere questo aspetto estremamente importante. Probabilmente, l’organizzatore dirà che non è vero e che i corridori sono dei visionari, così come lo siamo noi quando scriviamo queste cose. E’ sicuramente più comodo dire così che prendere in mano la situazione e risolvere il problema. Nel frattempo speriamo che i signori dell’ACCPI si sveglino e decidano di prendere in mano loro la situazione perché non è possibile nel 2011 leggere ancora questo tipo di lamentele in una gara professionistica. Siamo certi che i nostri visitatori sapranno trarre le loro conseguenze, speriamo solo che presto le polemiche non lascino spazio alle lacrime di una tragedia. Restiamo, ovviamente, a disposizione di chiunque volesse aggiungere la sua in merito.

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