Una notizia clamorosa ci giunge da ambienti molto vicini a quelli federali, la Federazione Ciclistica Italiana avrebbe aperto un’inchiesta sulla bicicletta di un partecipante al Campionato Nazionale in linea. Questa indagine mira ad appurare se questo corridore abbia utilizzato l’ormai famosissimo motorino nel telaio. I sospetti federali nascerebbero dal fatto che, subito dopo l’arrivo, questo corridore ha cambiato la bicicletta.
Fonti vicine alla squadra coinvolta, non confermano e non smentiscono l’apertura della inchiesta, ma precisano che il cambio di bicicletta sia da ricondurre solamente a ragioni di sponsor, per le quali si è valutato, dopo l’arrivo, di sostituire immediatamente la bicicletta. Quindi nessun motorino, ma solo la gestione di una problematica di sponsorizzazione.
Insomma, l’ennesima bufala targata FCI che, ancora una volta, chiude la stalla quando i buoi sono, forse, scappati. La verifica su di un mezzo tecnico è possibile farla solamente sul posto, a posteriori, oltre che essere impossibile, pone il controllato nella condizione di essere giudicato dall’opinione pubblica come colpevole, come successo, per esempio, a Cancellara, sulle cui vittorie, splendide dal punto di vista tecnico, sono state gettate fin troppe ombre.
Dal momento che è da maggio che si parla di bici con il motorino, ci chiediamo se servisse troppa intelligenza per controllare subito dopo l’arrivo le biciclette dei primi 10, in modo analogo a quanto avviene per l’antidoping o per le biciclette nelle categorie minori dove è prevista la limitazione dei rapporti. Speriamo che tutto si concluda per il meglio e che la Federazione, in futuro, effettui le verifiche a tempo debito, anche e soprattutto nell’interesse dei corridori e della loro immagine.

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