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La tappa odierna, presentava le salite tipiche marchigiane prima giornata di un trittico che proseguirà con ben due arrivi in salita. La presenza quindi dei primi banchi di prova per i tanto attesi big ha di fatto consegnato lo sviluppo della tappa odierna ai coraggiosi in cerca di fortuna. L'orografia del tracciato favoriva sicuramente gli eventuali attaccanti di giornata. Dopo le consuete scaramucce di inizio tappa al km 25 ha avuto i natali la "fuga buona". Benedetti, Malori, Rubiano, Dyachenko, Rollin, Lastras, Golas, Roberts (il più avanzato in classifica a 41" da Navardauskas), Bauer, Kuschynski e Smukulis si sono avvantaggiati dal plotone e con alterne vicende hanno avuto la ragione dalla loro parte e seppur rimontati dal plotone hanno saputo mantenere un vantaggio utile alla loro causa.

Il plotone inseguitore si è trovato a gestire non poche situazioni. Innanzitutto i velocisti annusata l'aria hanno pensato bene di riunirsi nel cossiddetto "gruppetto" con l'unico scopo di salvare le gambe e arrivare prima dello sbarramento del tempo massimo. Con gli effettivi sotto organico l'impresa di colmare il gap non è risultata impresa da poco. Lo dimostrano la difficoltà nel "rimanere a galla" della ormai ex maglia rosa, il lituano Navardauskas e i ritiri di Feillu e Hushovd. Primi in assoluto a salutare la corsa rosa.

Aspettando i big, è il gran giorno di Rubaino e Malori

La tappa odierna, presentava le salite tipiche marchigiane prima giornata di un trittico che proseguirà con ben due arrivi in salita. La presenza quindi dei primi banchi di prova per i tanto attesi big ha di fatto consegnato lo sviluppo della tappa odierna ai coraggiosi in cerca di fortuna. L’orografia del tracciato favoriva sicuramente gli eventuali attaccanti di giornata. Dopo le consuete scaramucce di inizio tappa al km 25 ha avuto i natali la “fuga buona”. Benedetti, Malori, Rubiano, Dyachenko, Rollin, Lastras, Golas, Roberts (il più avanzato in classifica a 41″ da Navardauskas), Bauer, Kuschynski e Smukulis si sono avvantaggiati dal plotone e con alterne vicende hanno avuto la ragione dalla loro parte e seppur rimontati dal plotone hanno saputo mantenere un vantaggio utile alla loro causa.

Il plotone inseguitore si è trovato a gestire non poche situazioni. Innanzitutto i velocisti annusata l’aria hanno pensato bene di riunirsi nel cossiddetto “gruppetto” con l’unico scopo di salvare le gambe e arrivare prima dello sbarramento del tempo massimo. Con gli effettivi sotto organico l’impresa di colmare il gap non è risultata impresa da poco. Lo dimostrano la difficoltà nel “rimanere a galla” della ormai ex maglia rosa, il lituano Navardauskas e i ritiri di Feillu e Hushovd. Primi in assoluto a salutare la corsa rosa. Con l’avvicinarsi del traguardo nel gruppo di testa è cominciata a venir meno la compattezza. Alcuni tentativi di affondo hanno preceduto quello decisivo di Rubiano Chavez che ai meno 30 si è involato in solitaria e ha fatto sus la 6a tappa. L’arrivo di Porto S. Elpidio ha premiato anche Adriano Malori che regolando il gruppetto che aveva inseguito inutilmente il fuggitivo è la nuova maglia rosa.

Mario Prato

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