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Va in archivio la prima edizione del Giro di Padania.  Si può dire che tutto sia andato per il meglio. Appare evidente che gli organizzatori di questa corsa si siano ispirati al modello Giro d’Italia, puntando molto su strutture, cartellonistica, marketing e comunicazione.

STRUTTURE: Le strutture utilizzate al Giro di Padania sono tra le migliori in circolazione. Oltre ad un chilometro di transenne prima dell’arrivo e circa duecento metri dopo, è stato allestito un villaggio arrivo con stand, gazebi e spazi dedicati agli sponsor. Presente sia in partenza, sia all’arrivo un motor home griffato “Giro di Padania” per ospitare autorità, sponsor e giornalisti. Senz’altro una bella novità in stile Rcs e molto lontano dai normali standard delle gare 1.1 e 2.1.

CARTELLONISTICA: Gli organizzatori non si sono limitati ad acquistare i cartelli standard, ma sono stati personalizzati con un design accattivante. In particolare, le indicazioni relative al quartier tappa sono state fatte tramite innovativi roll up sui quali è stato ricavato uno spazio per uno sponsor. Visto l’esiguo costo di questi cartelli (50 € l’uno circa), riservando quello spazio ad uno sponsor è stato possibile ammortizzare il costo della realizzazione stessa.

Archiviato con successo il Giro di Padania e si guarda già al 2012.

Va in archivio la prima edizione del Giro di Padania.  Si può dire che tutto sia andato per il meglio. Appare evidente che gli organizzatori di questa corsa si siano ispirati al modello Giro d’Italia, puntando molto su strutture, cartellonistica, marketing e comunicazione.

STRUTTURE: Le strutture utilizzate al Giro di Padania sono tra le migliori in circolazione. Oltre ad un chilometro di transenne prima dell’arrivo e circa duecento metri dopo, è stato allestito un villaggio arrivo con stand, gazebi e spazi dedicati agli sponsor. Presente sia in partenza, sia all’arrivo un motor home griffato “Giro di Padania” per ospitare autorità, sponsor e giornalisti. Senz’altro una bella novità in stile Rcs e molto lontano dai normali standard delle gare 1.1 e 2.1.

CARTELLONISTICA: Gli organizzatori non si sono limitati ad acquistare i cartelli standard, ma sono stati personalizzati con un design accattivante. In particolare, le indicazioni relative al quartier tappa sono state fatte tramite innovativi roll up sui quali è stato ricavato uno spazio per uno sponsor. Visto l’esiguo costo di questi cartelli (50 € l’uno circa), riservando quello spazio ad uno sponsor è stato possibile ammortizzare il costo della realizzazione stessa.

ZONA ARRIVO: La zona arrivo, progettata dall’ingegner Attilio Bianchi, è sempre stata estremamente funzionale. L’aver predisposto due palchi ha consentito di averne uno ad esclusivo utilizzo degli addetti ai lavori, speaker, radio informazioni e cronometristi, e l’altro destinato a tutti gli altri: stampa, autorità e invitati. Spesso, infatti, alle corse gli addetti ai lavori si trovano nella condizione di dover operare in condizioni di scarsa tranquillità a causa della calca che inevitabilmente si crea. Buona anche l’idea di recintare, in stile Giro d’Italia, l’area riservata ai mezzi RAI, anche loro, infatti, devono poter lavorare tranquillamente e non in mezzo a curiosi o fan.

UFFICIO STAMPA: L’ufficio stampa di questa corsa è stato veramente eccezionale. Sergio Gianoli e Delia Cipullo hanno fatto un lavoro egregio riuscendo a produrre comunicati  tempestivi ed esaustivi per ogni esigenza. Giudicati forse eccessivi dall’ambiente prettamente ciclistico, hanno tenuto fede alla linea secondo la quale è meglio parlare di più che di meno.

SPEAKER: Alessandro Brambilla lo conosciamo, però questo Giro non è stato difficile solo per corridori e organizzazione, anche lo speaker, infatti, è stato spesso oggetto di contestazioni pretestuose da parte dei pochi facinorosi. Alessandro ha saputo svolgere questo compito con competenza, equilibrio e professionalità.  Alessandro Brambilla ha sempre parlato di ciclismo, oppure degli sponsor del Giro di Padania. Malgrado ciò i facinorosi l’hanno ritenuto portavoce politico. Alessandro non si è per niente spaventato vedendo tra il pubblico anche i contestatori. Ha sempre continuato a parlare con la consueta precisione, smontando anche i contestatori che volevano creare atmosfera triste. Rimandata, invece, Edita Pucinskaite che non è sembrata troppo sul pezzo, senza ritmo e senza un’idea chiara del suo ruolo. Forse a lei sarebbe servito il regista degli speaker del Giro, almeno sarebbe riuscita a limitare i danni:  meglio come atleta che come speaker anche se non era forse la corsa più adatta per un debutto al microfono.

COPERTURA MEDIATICA: Decisamente ottima la copertura mediatica del Giro di Padania. Anche grazie ai contestatori (che hanno fatto un grande piacere agli organizzatori) questo Giro ha avuto servizi sulle principali reti nazionali, sui quotidiani sportivi e ovviamente anche su quelli generalisti. Quante corse ciclistiche riescono ad avere un articolo su “Le Monde” ?

DIREZIONE DI CORSA: Non ce ne vogliano gli altri Direttori, ma crediamo che Raffaele Babini sia l’unico a poter ricoprire con successo questo delicato ruolo. Spesso, sentiamo Direttori di corsa che si creano problemi sul nulla, che si terrorizzano per delle banalità o peggio ancora si fanno una gita turistica di 200 Km. Confrontare i loro “problemi” con quelli che ci sono stati al Giro di Padania, e che sono stati brillantemente risolti, fa sicuramente sorridere. Avendo portato a termine questa corsa siamo certi che Raffaele Babini in tutte le altre corse possa dormire sonni tranquilli.

SOCCORSO STRADALE: Come al Giro d’Italia, anche al Padania, gli organizzatori hanno predisposto in corsa un servizio di soccorso stradale con carro attrezzi e officina mobile. Bravi, ma in quante altre gare a tappe di pari categoria si vede ?

MERCHANDISING: Per la prima volta, in una corsa che non è il Giro d’Italia, abbiamo visto il gazebo in cui era possibile acquistare le maglie celebrative e di leader delle varie classifiche. E’ possibile che i fornitori delle altre corse a tappe non abbiano mai pensato di vendere agli appassionati queste rarità quasi da collezione. L’ultimo giorno, le maglie verdi di leader della generale erano esaurite, complimenti per l’idea perfettamente riuscita.

COSA NON HA FUNZIONATO 1 ? Sicuramente la brochure della corsa poteva e doveva essere più  utile dal punto di vista tecnico. Troppi gli errori sui chilometraggi e l’aspetto grafico ha avuto la prevalenza sulla fruibilità, infatti, nella crono tabella dovrebbero essere indicate tutte le località (come solitamente avviene) e non solamente alcune per fare stare la crono tabella, graficamente bella e accattivante, su due pagine. Quel documento deve essere uno strumento utile per gli addetti ai lavori.

COSA NON HA FUNZIONATO 2 ? Il cerimoniale della prima tappa è stato pessimo. Mancavano i fiori, mancavano le maglie, mancavano alcuni premi e le miss non sapevano il da farsi. In una qualsiasi corsa, in particolare importante come questa, sarebbe opportuno spendere un’ora per fare tutte le prove del caso ed evitare gaffes che non fanno fare una bella figura all’organizzazione e spazientiscono il pubblico.

Tutto sommato la prima edizione di questa corsa è stata positiva, se si esclude qualche piccola imprecisione dovuta al rodaggio e le contestazioni, indipendenti dall’organizzazione, e che, come detto, hanno attirato l’interesse dei media su questa corsa.

L’aspetto più positivo e che ci è piaciuto è che questa nuova gara (sostenuta solamente da finanziatori privati) non ha voluto allinearsi agli standard delle altre corse a tappe italiane, ma l’obiettivo da emulare, lo si è capito, era il Giro d’Italia. Non potendo puntare su tante squadre di primo piano, anche a causa del ritardato inserimento in calendario, l’organizzazione ha fatto benissimo a puntare sull’immagine per andare a valorizzare l’immagine della corsa. L’esatto contrario di ciò che avviene troppe volte nel ciclismo dove si cura solo l’aspetto tecnico dimenticando che nel mondo attuale è più importante l’immagine che si riesce a dare rispetto alla realtà delle cose.

Crediamo quindi che questo Giro di Padania, che, con buona pace dei contestatori e dei “gufi”,  si disputerà anche nel 2012, sia destinato a provare a cambiare un po’ la normale concezione del ciclismo, in particolare speriamo che possa servire da stimolo per tutti gli altri organizzatori per allontanarsi definitivamente dalla vecchia concezione di ciclismo e avvicinarsi sempre di più ai giorni nostri.

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