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Se ciò che abbiamo visto oggi sulle strade del Tour lo avessimo visto in qualsiasi altra corsa ci saremmo scagliati contro l’organizzatore etichettandolo, nel migliore dei casi, come “incompetente”.  E’ del tutto evidente che ciò che è accaduto oggi sulle strade di Francia sia di gran lunga più grave e che l’aggettivo di “incompetenti” non sia assolutamente adatto a descrivere gli organizzatori della Grand Boucle.

Approssimazione e incapacità: questo è il Tour 2013

Se ciò che abbiamo visto oggi sulle strade del Tour lo avessimo visto in qualsiasi altra corsa ci saremmo scagliati contro l’organizzatore etichettandolo, nel migliore dei casi, come “incompetente”.  E’ del tutto evidente che ciò che è accaduto oggi sulle strade di Francia sia di gran lunga più grave e che l’aggettivo di “incompetenti” non sia assolutamente adatto a descrivere gli organizzatori della Grand Boucle.

 

Quando si organizza, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, ma ci pare che oggi i transalpini se la siano proprio andata a cercare. Dapprima il pullman della Orica è stato mandato sulla linea d’arrivo senza considerare che il mezzo era troppo altro per poter transitare sotto il traguardo senza creare problemi. Una vecchia, ma evidentemente sempre valida, regola suggerisce di non fare transitare nessun mezzo sotto l’arrivo. Al Giro d’Italia, ad esempio, si fa così.

Poi, mentre gli addetti cercano di liberare l’arrivo, quei furboni di organizzazione e giuria vanno in panico e decidono di spostare il fotofinish ai meno tre dall’arrivo dal momento che non era presente la linea d’arrivo. Poi, una volta liberato l’arrivo era ormai troppo tardi per rispostare il fotofinish all’arrivo e così la giuria ha deciso di considerare a tutti lo stesso tempo. Quando scriviamo tutti, intendiamo proprio tutti, anche coloro che si erano staccati, come Hesjedal, ben prima del problema del problema con il cronometraggio.

L’incapacità organizzativa evidenziata oggi dimostra che il Giro non ha nulla da invidiare al Tour de France e che i commissari italiani sono di gran lunga migliori dei loro colleghi transalpini.

Il Tour è stato falsato, perché di fatto si è neutralizzata una tappa dopo l’arrivo della stessa. Pensare che sarebbe bastato prendere tutti i tempi ai meno 3 chilometri e considerare validi quelli senza cervellotiche decisioni e senza andare ad interferire sulla gara.

Chissà se  Jean Marie Pescheux, direttore di corsa del Tour, quando tornerà in Italia nelle vesti di commissario internazionale avrà ancora quell’atteggiamento da professorino rompi scatole ? Già perché da quello che abbiamo visto oggi da insegnarci non ha proprio nulla !

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