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Antonio Bertinotti è uno di quei personaggi che piace a noi. Non è uno che si nasconde dietro un dito, uno che punta ad un anonimo pareggio, lui gioca sempre per vincere, anche a rischio di perdere. La sua professionalità di organizzatore è innegabile e da quest'anno, oltre al tradizionale appuntamento del Gran Premio Nobili, organizzerà la classica più vecchia del calcendario: Milano - Torino. Abbiamo voluto incontrarlo per sapere, con la sua solita schiettezza, cosa ne pensa dei problemi che stanno coinvolgendo il nostro amato sport.

Da organizzatore cosa pensa dell’attuale momento del ciclismo italiano ?
Penso che siamo in recessione. Il momento è quindi molto difficile per molti problemi, il principale è legato soprattutto alla mancanza di soldi, le amministrazioni pubbliche hanno praticamente annullato i contributi e per questo diventa sempre più difficile, credo che sarà così ancora per due stagioni (2012 e 2013). Penso che si possa sopravvivere solo grazie alla professionalità.

Antonio Bertinotti a ruota libera su ciclismo e politiche federali …

Antonio Bertinotti è uno di quei personaggi che piace a noi. Non è uno che si nasconde dietro un dito, uno che punta ad un anonimo pareggio, lui gioca sempre per vincere, anche a rischio di perdere. La sua professionalità di organizzatore è innegabile e da quest’anno, oltre al tradizionale appuntamento del Gran Premio Nobili, organizzerà la classica più vecchia del calcendario: Milano – Torino. Abbiamo voluto incontrarlo per sapere, con la sua solita schiettezza, cosa ne pensa dei problemi che stanno coinvolgendo il nostro amato sport.

Da organizzatore cosa pensa dell’attuale momento del ciclismo italiano ?
Penso che siamo in recessione. Il momento è quindi molto difficile per molti problemi, il principale è legato soprattutto alla mancanza di soldi, le amministrazioni pubbliche hanno praticamente annullato i contributi e per questo diventa sempre più difficile, credo che sarà così ancora per due stagioni (2012 e 2013). Penso che si possa sopravvivere solo grazie alla professionalità.

L’unica àncora di salvezza è quindi la professionalità …
Si, professionalità non vuol dire professionismo, noi dell’AC Arona, pur essendo dilettanti, cerchiamo sempre di fare tutto con la massima professionalità e sono convinto che alla lunga paghi sempre.

Quest’anno avrete l’onore di organizzare la classica più vecchia del ciclismo italiano: la Milano – Torino …
Tengo a precisare che la Milano – Torino è ancora di proprietà di Rcs Sport, noi la organizzeremo per tre anni poiché abbiamo dato la piena disponibilità a non farla morire e magari in futuro potremo ripetere questa operazione su altre corse, diventando magari il “braccio sinistro” della Rcs.

Come sarà la vostra Milano – Torino ?
Il percorso è in via di definizione, proprio oggi ci incontreremo con il sindaco di Settimo Milanese, Massimo Sacchi, per vedere di organizzare qualcosa di innovativo alla partenza, a questo riguardo mi sento di ringraziare Alcide Cerato, grande uomo di ciclismo, per la mano che ci sta dando. Prossimamente  ci incontreremo con l’assessore del Comune di Torino, Stefano Gallo, e con il Sindaco Piero Fassino per pensare qualcosa di innovativo anche all’arrivo. Senza falsa modestia credo che la Milano – Torino rappresenti una giornata di grande sport con le due ascese a Superga frammezzate dalla discesa panoramica, scelta appositamente per ragioni di sicurezza.  Negli ultimi 4,8 Km da Sassi a Superga ci si divertirà di certo.

In questo momento particolarmente difficile che tipo di aiuti vi hanno dato le istituzioni come UCI e FCI ?
Noi non abbiamo mai chiesto niente a nessuno. Penso che sbagliare sia umano, ma che perseverare sia diabolico quindi quando la Federazione ci ha segnalato che l’arrivo del Nobili in riva al lago poteva essere pericoloso per i corridori, abbiamo immediatamente cambiato rotta arrivando in cima al San Carlo.

Come vede la nuova Lega del Ciclismo Professionistico ?
Parlando di Lega preferirei usare il condizionale, perché non saprei dire se sia effettivamente partita. So che ci sono state delle elezioni e che come presidente e vice sono stati scelti due politici di rango, personalmente sono sempre stato favorevole a questo, il presidente Di Rocco ha quindi fatto la scelta giusta, anche se in politica tutto cambia molto velocemente e quindi la persona sbagliata potrebbe essere un boomerang. Il problema della Lega è però un altro …

Quale ?
I numeri troppo bassi. Se escludiamo quelle società che sono affiliate all’estero, pur coinvolgendo gli organizzatori non si riesce ad avere una Lega “pesante”. Il primo passo dovrebbe essere quello di incentivare le società affiliate all’estero a scegliere l’Italia.

L’Associazione Ciclistica Arona è però affiliata al Comitato Lombardo …
Si, perché lo scorso anno, in occasione delle elezioni suppletive del Comitato Piemontese, il Comitato non ha concesso all’AC Arona il diritto di voto nonostante si organizzino  due gare per professionisti e una per Juniores a Pettenasco, probabilmente a causa di alcuni screzi che il sottoscritto ha avuto con il Presidente Marchegiano.

Screzi antichi …
Quando organizzammo l’Europea di Stresa e Verbania, noi dell’AC Arona regalammo alla Federazione alcune biciclette per l’attività giovanile, Marchegiano non digerì che queste le avessimo regalate a Roma e non al Comitato Piemontese, poi, in occasione dei Campionati del Mondo paralimpici, non ci trovammo d’accordo su alcune cose e da allora i nostri rapporti sono praticamente azzerati.

Lei era presidente della Commissione Direttori di Corsa, per quale motivo è stato “defenestrato” ?
Ad oggi nessuno mi ha ancora dato una spiegazione e, dal momento che nessuno mi ha fatto alcuna contestazione ufficiale dal punto di vista tecnico, ritengo che il “defenestramento” sia da ricondurre a motivi esclusivamente politici.

Si vocifera che il futuro presidente del Comitato Piemontese possa essere un dirigente della sua provincia, in particolare si parla di Roberto Filiberti …
Non è che si vocifera, mi risulta che sia quasi una certezza, Marchegiano ha ambizioni nazionali e sembra che Filiberti, che dopo essere stato anti Di Rocco ora è un “dirocchiano”, abbia incontrato già alcuni Presidenti Provinciali per chiedere appoggio …

Se dovesse candidarsi,  la sua società appoggerebbe Filiberti ?
In politica a partire troppo presto ci si brucia, potrebbe anche darsi che il sottoscritto decida di candidarsi, mai dire mai perché la vita è strana. Personalmente, credo che noi dell’AC Arona abbiamo dato molto al ciclismo nazionale e piemontese:  sono quarant’anni che organizziamo gare, nel 1997 abbiamo organizzato il Campionato Italiano a cronometro, poi dall’anno successivo abbiamo messo in piedi il Nobili e quest’anno abbiamo salvato la Milano – Torino.

Come ha visto la clamorosa, almeno nei numeri, sconfitta del candidato “dirocchiano” Resnati a favore di Franco Bernardelli ?
Sarei dovuto essere presente in assemblea, ma sono stato all’estero per lavoro e sono rientrato lunedì, non sono quindi in grado di esprimere un giudizio approfondito. Conosco Franco Bernardelli e nei suoi precedenti mandati aveva fatto molto bene, sono quindi certo che saprà ripetersi.

La RAI è fondamentale per il ciclismo …
Certo, la RAI sta facendo dei grossi sforzi produttivi e questo non può essere positivo per il ciclismo, anche se noi piccoli organizzatori da quest’anno dovremo autoprodurci le nostre gare, se questo è il prezzo da pagare, in questi anni di crisi, per avere visibilità lo paghiamo volentieri.

La RAI ha deciso di concedere tre ore di diretta alla Tirreno – Adriatico e alla Milano – Sanremo con scarsi risultati dal punto di vista dell’ascolto TV, non crede che dedicando un’ora alla Tirreno e due ore alla Sanremo si sarebbero potute risparmiare quelle risorse utili a produrre tutte le altre corse minori ?
Da appassionato di ciclismo che da quarant’anni frequento questo ambiente posso dire che di una tappa del Giro d’Italia, che ritengo essere il massimo evento ciclistico, io guardo solo gli ultimi venti chilometri. Solo a titolo di esempio, e lo preciso, cito la Tre Valli Varesine a cui la RAI dà due ore e mezza di diretta, e a casa gli spettatori continuano a fare zapping in attesa del finale.  Per quanto riguarda l’analisi sul risparmio, sono la persona meno adatta a farla, dato che nella nostra società è così precisa solo grazie alla signora Marta, se fosse per il sottoscritto dal punto di vista della contabilità non potremmo assolutamente essere così efficienti.

Come cambierà il modo di concepire i percorsi nel prossimo futuro del ciclismo ?
Penso che non abbia più senso, a parte le classiche, fare gare di 200 chilometri, soprattutto quando ci sono più giorni di gara in sequenza credo si possa disegnare percorsi di 150 chilometri. A parte la distanza, ho letto nell’intervista a Popi Bonnici la frase che da sempre è una mia regola “Non è la gente che deve andare all’evento, ma è l’evento ciclistico che deve andare alla gente”. Per questo credo che d’ora in avanti si prediligeranno sempre di più dei circuiti in modo che la gente possa avere più passaggi e che la corsa risulti più spettacolare. La Milano – Torino è una classica e quindi avrà un percorso in linea, e vogliamo che ci sia gente alla partenza e all’arrivo, lungo il percorso è praticamente impossibile avere tanto pubblico perché non siamo né il Giro d’Italia né il Tour de France.

I due passaggi a Superga servono proprio per questo …
Esatto, i due passaggi sull’arrivo saranno spettacolari per il pubblico presente. L’arrivo a Superga ricorda un po’ quello dell’amico Adriano (ndr Amici) al Giro dell’Emilia e personalmente sarei entusiasta di riuscire ad avere le migliaia di persone che tradizionalmente affollano l’ascesa a San Luca.

Siamo all’inizio della stagione ciclistica, cosa si augura per il proseguo ?
Per il ciclismo italiano il passaggio fondamentale è sicuramente il Giro d’Italia che è stato molto ben disegnato e che rappresenta per l’intero paese un momento anche extra sportivo, sono certo che con il Giro anche gli share televisivi saliranno. Ho preferito parlare del ciclismo italiano perché se avessi parlato di Nobili o Milano – Torino avrei guardato solo il mio orticello, mentre io preferisco guardare sempre il prato nel suo insieme.

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