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Per molti giorni abbiamo atteso la pubblicazione ufficiale dei risultati delle votazioni avvenute nel corso dell’assemblea straordinaria tenutasi a Bologna lo scorso 4 dicembre. E quando questo è avvenuto, si è dovuto prendere atto della sua incompletezza e dell’omissione di quei risultati che più di altri potevano rendere evidente il consenso politico dell’una o dell’altra parte.

Questa situazione è davvero singolare, come del resto lo svolgimento della stessa assemblea, che oltre ad essere presieduta da persona estranea alle società, ha registrato vari vizi di forma quali, ad esempio: l’immotivata esclusione di 53 delegati in rappresentanza dei corridori e dei direttori sportivi;  un errato calcolo del quorum utile alle singole votazioni e la diffusione di materiale elettorale all’interno della sala delle votazioni, contro cui alcuni delegati hanno già presentato ricorso  chiedendo l’annullamento dell’assemblea.

Ma al di là di tutto questo, e seppure con il rischio di qualche approssimazione, dall’assemblea straordinaria di Bologna un segnale forte e preciso è comunque arrivato: il consenso dell’attuale presidente federale e della sua squadra cala dal 72 al 53%, mentre quello dei suoi “oppositori” sale dal 28 al 47%.

Antonelli:”L’assemblea di Bologna ha evidenziato tutte le difficoltà di Renato Di Rocco”

Per molti giorni abbiamo atteso la pubblicazione ufficiale dei risultati delle votazioni avvenute nel corso dell’assemblea straordinaria tenutasi a Bologna lo scorso 4 dicembre. E quando questo è avvenuto, si è dovuto prendere atto della sua incompletezza e dell’omissione di quei risultati che più di altri potevano rendere evidente il consenso politico dell’una o dell’altra parte.

Questa situazione è davvero singolare, come del resto lo svolgimento della stessa assemblea, che oltre ad essere presieduta da persona estranea alle società, ha registrato vari vizi di forma quali, ad esempio: l’immotivata esclusione di 53 delegati in rappresentanza dei corridori e dei direttori sportivi;  un errato calcolo del quorum utile alle singole votazioni e la diffusione di materiale elettorale all’interno della sala delle votazioni, contro cui alcuni delegati hanno già presentato ricorso  chiedendo l’annullamento dell’assemblea.

Ma al di là di tutto questo, e seppure con il rischio di qualche approssimazione, dall’assemblea straordinaria di Bologna un segnale forte e preciso è comunque arrivato: il consenso dell’attuale presidente federale e della sua squadra cala dal 72 al 53%, mentre quello dei suoi “oppositori” sale dal 28 al 47%.

 

Non era una assemblea elettiva, e quindi non del tutto appropriata per certe proiezione future,  ma questi sono i rapporti di forza testimoniati dai voti espressi sul punto politicamente più significativo, quello del cosiddetto “terzo mandato”, per il quale il presidente federale ed il C.F. avevano deciso di convocare l’appuntamento bolognese.

Un appuntamento con esiti molto meno trionfalistici di quelli vantati nel comunicato federale dell’indomani, e dove il fronte degli “oppositori”, oltreché capace di un apprezzabile contributo di merito, specie nello stoppare le proposte peggiori,   ha soprattutto dimostrato una capacità di aggregazione e di forte incoraggiamento per quanti pensano sia necessario agire per realizzare un generale rinnovamento dei vertici federali e delle politiche sportive.

Se non fosse stato lanciato un appello contro i propositi espliciti ed occulti per i quali si era voluto indire l’Assemblea di Bologna, e quindi la necessità di caratterizzare l’appuntamento con ben altra consapevolezza politica, i risultati sarebbe stati certamente diversi.

Oggi invece, pur ritrovandoci con uno statuto peggiore di quello precedente e che presto dovrà essere nuovamente rivisto, per molti di noi è possibile respirare la soddisfazione di avere innescato un processo di discussione e di ricerca politico-sportiva che dopo aver influenzato non poche assemblee provinciali, sta aprendo prospettive interessanti su alcune grandi regioni, i cui sviluppi potrebbero avere un effetto scardinante degli attuali equilibri elettorali.

E quindi necessario che questo importante lavoro, a cui hanno generosamente contribuito  numerosi dirigenti sportivi e delegati, non venga privato della sua indispensabile continuità, che dovrà vedere nel prossimo anno alcuni momenti di sintesi regionali e nazionali, per trasformarlo in una proposta di politica sportiva per il prossimo quadriennio, sulla quali innestare la leadership di personalità autorevoli, che sappiano a loro volta attorniarsi di “squadre” altrettanto autorevoli, dove la competenza, la concretezza, l’abitudine al confronto e la limpidezza del proprio passato, siano elementi essenziali di selezione.

Silvano Antonelli

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