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Grazie a quanto pubblicato da alcuni organi di informazione e alle dichiarazione del diretto interessato, scopriamo oggi che Renato Di Rocco, vice presidente UCI e presidente della FCI, è l’amministratore unico dei “Mondiali 2013 srl”.

La vicenda ha dell’incredibile perché: - è un colossale conflitto d’interessi; - è una operazione che non rientra negli spazi statutari della FCI; - è una grave scorrettezza politico-istituzionale, perché la FCI, dopo aver appoggiato la candidatura di Firenze contro quella di Genova si è, di fatto,  sostituita al comitato organizzatore assegnatario dei Mondiali, finendo con l’aver agito a favore di se stessa e per evidenti interessi economici.

Garbatamente possiamo pure dire che in tutto questo non c’è nulla che abbia anche solo l’ombra della illegalità, ma sotto il profilo sportivo, il mondo al quale noi apparteniamo, occorre dire, anzi urlare, che siamo di fronte ad un fatto di una gravità fino all’altro ieri impensabile.

Mondiali 2013, Antonelli:”Di Rocco chiarisca questo colossale conflitto di interessi”

Grazie a quanto pubblicato da alcuni organi di informazione e alle dichiarazione del diretto interessato, scopriamo oggi che Renato Di Rocco, vice presidente UCI e presidente della FCI, è l’amministratore unico dei “Mondiali 2013 srl”.

La vicenda ha dell’incredibile perché: – è un colossale conflitto d’interessi; – è una operazione che non rientra negli spazi statutari della FCI; – è una grave scorrettezza politico-istituzionale, perché la FCI, dopo aver appoggiato la candidatura di Firenze contro quella di Genova si è, di fatto,  sostituita al comitato organizzatore assegnatario dei Mondiali, finendo con l’aver agito a favore di se stessa e per evidenti interessi economici.

Garbatamente possiamo pure dire che in tutto questo non c’è nulla che abbia anche solo l’ombra della illegalità, ma sotto il profilo sportivo, il mondo al quale noi apparteniamo, occorre dire, anzi urlare, che siamo di fronte ad un fatto di una gravità fino all’altro ieri impensabile.

 

Chi vorrà, avrà certo modo di interrogarsi sul come una operazione del genere sia stata possibile; quali siano le effettive intenzioni di Di Rocco e della FCI; se c’è stato o meno il coinvolgimento del Consiglio Federale; che ruolo abbia intenzionalmente giocato il comitato primo assegnatario dei Mondiali e come il Governo abbia potuto pensare di scaricare milioni di contributi su di una semplice srl. Per di più senza considerare che Renato Di Rocco, nel settembre 2013, potrebbe non essere più il presidente federale e quindi, di conseguenza, neppure più l’amministrare unico dei Mondiali.

Come amanti del ciclismo siamo felici che nel 2013 i Mondiali si facciano in Italia, e l’auspicio di tutti gli sportivi è certamente quello che l’evento abbia il massimo successo.

Ma adesso, per favore, se non volete che il nostro entusiasmo si raffreddi, fateci capire che cosa sta avvenendo realmente o se l’occasione dovrà essere invece un “mondiale” stravolgimento di tutte quelle regole che fino ad oggi abbiamo conosciuto.

Non ultime quelle del “Codice di comportamento sportivo”, detto anche “Codice etico”, recentemente approvato dal Coni, il quale  dedica un apposito capitolo al conflitto di interessi, addirittura «anche solo apparenti», e per effetto del quale lo stesso Coni ha sospeso l’approvazione del nuovo statuto della FCI.

Aiutateci a capire, perché altrimenti la voglia di dire: «Andatevene a casa subito», potrebbe diventare giustificata.

Silvano Antonelli

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