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Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Leggo la notizia della decisione dell’UCI sul titolo di Campione italiano Elite del Ciclocross. Questa volta non sono proprio d'accordo. In primis non compete a Scotti proclamare chi è il Campione d'Italia in una data categoria, ma compete solo alla Giuria dello stesso Campionato Italiano. E non compete altresì all’UCI stabilire le norme in merito alla partecipazione al Campionato Italiano di Ciclocross: come dispone l’art. 1.2.028 del Regolamento UCI è molto chiaro in merito.

Come non è competenza dell’UCI stabilire  a che categoria appartenga un corridore Under 23: in quanto questo è già stabilito dall’art. 1.1.036 che sancisce che solo i corridori Under 23 che fanno parte di un UCI Pro Team sono di fatto sempre qualificati come Elite. ne deriva che in un campionato Open il titolo sia assegnato in modo diverso, come appunto fatto nel Campionato Italiano Ciclocross.

All'UCI viceversa competerebbe, in base al suo Statuto art 1 punto 1, solamente il coordinamento delle Federazioni nazionali: invece fa molte altre cose, senza che nessuno contesti nulla, che non dovrebbe e che NON PUO' FARE:

Angelo Francini sul caso Fontana-Silvestri:”La FCI dica no alle intromissioni dell’UCI”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Leggo la notizia della decisione dell’UCI sul titolo di Campione italiano Elite del Ciclocross. Questa volta non sono proprio d’accordo. In primis non compete a Scotti proclamare chi è il Campione d’Italia in una data categoria, ma compete solo alla Giuria dello stesso Campionato Italiano. E non compete altresì all’UCI stabilire le norme in merito alla partecipazione al Campionato Italiano di Ciclocross: come dispone l’art. 1.2.028 del Regolamento UCI è molto chiaro in merito.

Come non è competenza dell’UCI stabilire  a che categoria appartenga un corridore Under 23: in quanto questo è già stabilito dall’art. 1.1.036 che sancisce che solo i corridori Under 23 che fanno parte di un UCI Pro Team sono di fatto sempre qualificati come Elite. ne deriva che in un campionato Open il titolo sia assegnato in modo diverso, come appunto fatto nel Campionato Italiano Ciclocross.

All’UCI viceversa competerebbe, in base al suo Statuto art 1 punto 1, solamente il coordinamento delle Federazioni nazionali: invece fa molte altre cose, senza che nessuno contesti nulla, che non dovrebbe e che NON PUO’ FARE:

 

– registrare i gruppi sportivi (3 categorie dei prof uomini, più quelli delle donne)

– intromettersi negli affari interni delle singole federazioni,

– decidere a quale federazione gli stessi gruppi sportivi da Lei registrati debbano appartenere.

Questo deve finire anche a costo di non essere più presenti nel direttivo dell’UCI come Italia.

Ora penso che, sulla scorta dell’elenco dei Team ProTour 2012 pubblicato sul sito UCI, Di Rocco e la Federazione Italiana siano obbligati a chiedere al Governo MONTI di cambiare il decreto Legislativo istitutivo del CONI, nella considerazione che l’UCI ha dichiarato appartenente alla Federciclismo italiana il GS LAMPRE che in base a tale legge dello Stato italiano non lo può proprio essere, avendo la propria sede in un Paese extracomunitario.

E sia chiaro che non ho nulla di personale contro la Lampre, ma solo contro i soprusi dell’UCI.

Allora il caro Pat (presidente UCI) dovrebbe spiegarci perché l’UCI non si occupi di fatti ben più importanti, quali ad esempio i casi di doping celati, le organizzazioni che come UCI affida a suo figlio (leggasi Giro di Cina o Pechino, i Mondiali in Canada).

Certamente come Italia non possiamo parlare, poiché a qualcuno di noi l’UCI ha concesso di cambiare (nei 7 mesi successivi all’assegnazione dei MONDIALI di Firenze 2013) completamente la struttura organizzativa e la società di gestione che si era aggiudicata l’organizzazione di tali mondiali (con il benestare della FCI ed alla faccia della Liguria e di Tuvo e dell’Amministrazione di quella Regione, anzi riprese nell’occasione dalla FCI), passandola di mano all’insaputa dei più e dello stesso Consiglio federale.

Come scriveva tempo fa sul suo Blog Angelo Zomegnan, necessita un ciclismo tipo Formula 1.

Certo per quei signori dell’UCI questo sarebbe il massimo, poiché questo é il loro sogno: avere il ciclismo nelle loro mani e poterlo gestire come (in parte già fanno) come Ecclestone gestisce la F1 (Tv satellitare, squadre, corse): le federazioni non conteranno più nulla.

Meditate ed informatevi. Ciao a tutti…………

Angelo Francini

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