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Nonostante alcuni presupposti la tappa odierna si è conclusa con l'ennesima dimostrazione del Campione del mondo.

La lunga fuga di giornata animata da De Negri, De Marchi, Kaisen e Bulgac grazie anche al vantaggio interessante aveva fatto ipotizzare un giorno di riposo per le squadre dei velocisti. Quando si parla di velocisti però  bisogna sempre ricordarsi che sono destrieri di razza combattente e la sola ipotesi di battaglia anche se solo sportiva gli trasforma in macchine da guerra.

Così come tradizione insegna è bastato solo un cenno di intesa e i fuggitivi si sono trasformati da coraggiosi e avventurosi esponenti dello sport ciclistico in prede da raggiungere in tempo da poter organizzare la volata. I saliscendi conclusivi sono risultati indigesti a qualcuna delle ruote veloci. Farrar, Hushovd e Modolo ad esempio sono stati costretti a vedere il plotone allontanarsi mentre sotto le lori ruote la strada sembrava diventata troppo erta.

Ancora Cavendish: troppo forte lui, o troppo distanti gli altri ?

Nonostante alcuni presupposti la tappa odierna si è conclusa con l’ennesima dimostrazione del Campione del mondo.

La lunga fuga di giornata animata da De Negri, De Marchi, Kaisen e Bulgac grazie anche al vantaggio interessante aveva fatto ipotizzare un giorno di riposo per le squadre dei velocisti. Quando si parla di velocisti però  bisogna sempre ricordarsi che sono destrieri di razza combattente e la sola ipotesi di battaglia anche se solo sportiva gli trasforma in macchine da guerra.

Così come tradizione insegna è bastato solo un cenno di intesa e i fuggitivi si sono trasformati da coraggiosi e avventurosi esponenti dello sport ciclistico in prede da raggiungere in tempo da poter organizzare la volata. I saliscendi conclusivi sono risultati indigesti a qualcuna delle ruote veloci. Farrar, Hushovd e Modolo ad esempio sono stati costretti a vedere il plotone allontanarsi mentre sotto le lori ruote la strada sembrava diventata troppo erta. La loro assenza però non è sufficiente per togliere nobiltà all’ennesima vittoria del furetto dell’Isola di Man che ha avuto comunque la meglio su Goss, Bennati e gli altri bei nomi del gotha delle ruote veloci presente al Giro.

Per la cronaca anche oggi’ per il quarto giorno consecutivo’ l’ex maglia rosa Taylor Phinney è salito agli onori della cronaca per l’ennesima caduta. La terza in quattro giorni inframezzate dalla pedalata nell’erba di ieri. Ovviamente la conclusione in volata non ha intaccato la leadership del lituano Navarnauskas, prima maglia rosa lituana nella storia del Giro, sia nella generale che in quella dei giovani.

Mario Prato

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