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Chiariamo subito che non era nostra intenzione tornare a parlare di Ruggero Cazzaniga e del livello della sua Struttura Tecnica, poiché crediamo che i fatti parlino in modo sufficientemente chiaro.

Un comunicato stampa della Federazione (stranamente inviato anche a noi) ha infatti tentato una difesa dell’operato del soldato Cazzaniga sulla vicenda Lunigiana, difesa che i fatti smentiscono in maniera inappellabile.

Anche se la Federazione difende Cazzaniga i gravi errori della Struttura Tecnica restano tali

Chiariamo subito che non era nostra intenzione tornare a parlare di Ruggero Cazzaniga e del livello della sua Struttura Tecnica, poiché crediamo che i fatti parlino in modo sufficientemente chiaro.

Un comunicato stampa della Federazione (stranamente inviato anche a noi) ha infatti tentato una difesa dell’operato del soldato Cazzaniga sulla vicenda Lunigiana, difesa che i fatti smentiscono in maniera inappellabile.

 

Il comunicato, scritto con stile presidenziale, evidenzia che le regole non sono state scritte da Cazzaniga. Nessuno gli ha mai imputato colpe riferite alla scrittura delle regole.

Andiamo avanti, la Federazione scrive:” Dopo aver effettuato le dovute verifiche è stato comunicato ai Comitati Regionali che alcuni atleti (12) non potevano prendere il via alla gara perché non rispondevano alle norme attuative di riferimento”. Qui iniziano i dubbi e le mezze verità.

La norma, guarda caso non citata nel comunicato, infatti recita testualmente:” Nel corso dell’anno ogni atleta può partecipare a due gare a tappe per il primo anno o  tre gare a tappe per il secondo anno, con la propria Società, almeno una delle quali con la Rappresentativa Regionale e/o Interregionale”. Ai corridori del secondo anno spettano due gare con la propria società e una con il proprio Comitato. Questa, che piaccia o no, è la regola.

Perché allora la Struttura Tecnica Federale, presieduta da Cazzaniga, non ha effettuato per tempo le verifiche, impedendo a chi aveva già disputato due gare di partecipare anche alla terza con la maglia della propria società ? Cazzaniga non ha agito a regola d’arte o, per dirla come la direbbe l’ufficio stampa presidenziale, in modo “virtuoso”.

Agendo in questo modo, infatti, si sarebbero rispettati i regolamenti e nessuno avrebbe potuto lamentarsi. Quasi nessuno, forse si sarebbero lamentati gli organizzatori (lombardi) della Tre Giorni Orobica, terza gara in ordine cronologico e quelli del Trittico Veneto, la quarta, tra i quali figura anche Ennio Benedet, componente della Struttura Tecnica Federale.

Quindi, non si dice nulla forse per favorire qualcuno, poi d’improvviso ci si sveglia e si pretende di rispettare le regole. Noi siamo e saremo sempre per il rispetto delle norme, ma non per il loro rispetto in modo alternato a seconda di chi beneficia dell’infrazione.

Che la Federazione difenda a spada tratta Cazzaniga non può che convincerci che la nostra opinione sia quella corretta: Cazzaniga (e tutto il suo gruppo) non fanno assolutamente nulla per migliorare il ciclismo. Si sono infatti adattati perfettamente a quel meccanismo che da anni non fa del bene al nostro amato sport, meccanismo fatto di immobilismo, di regole scritte male e interpretate ancor peggio, guarda caso sempre a favore dell’amico di turno.

Ripensiamo ironicamente al vecchio Cazzaniga, quello che con la sua “associazione etica” a Fiorenzuola pontificava e tuonava contro la politica della Federazione dirocchiana. Dopo essere entrato nel Comitato Lombardo, l’allora “resnatiano” Cazzaniga ha continuato a criticare, seppur in modo più diplomatico, la politica dirocchiana fino al momento in cui Resnati è stato sfiduciato. Da quel momento Resnati è diventato dirocchiano e con lui anche Cazzaniga, che però, dopo la sconfitta elettorale ad opera di Bernadelli, ha mollato Resnati proprio per il nuovo presidente continuando così a mantenere l’incarico nel Comitato, prima che anche Bernardelli sposasse la politica del baffo e perorasse la sua candidatura alla STF Nazionale. A noi non pare che sia cambiato qualcosa nella politica Federale, l’unica cosa che è cambiata è che prima Cazzaniga non aveva cariche e ora invece si.

Il tanto vituperato onorevole Scilipoti ha cambiato idea, secondo alcuni perdendo la dignità, per uno stipendio da 20.000 € al mese, per un vitalizio e per tanti benefit a cui difficilmente si rinuncia. Mica per un pass di colore rosso. 

CLICCA QUI PER SCARICARE IL COMUNICATO FEDERALE

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