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In televisione, nei tradizionali talk, la scelta dell’argomento di discussione è fondamentale per il successo della stessa. Per questo motivo, programmi come “Matrix” e “Porta a Porta”, in onda in contemporanea negli stessi giorni, spesso trattano gli stessi argomenti. Non sappiamo chi sia il responsabile della scelta degli argomenti de “Il Processo alla Tappa”, ma crediamo che costui, costei o coloro abbiano bisogno di un corso accelerato di tecniche televisive. Nella giornata di ieri, infatti, con le polemiche, più o meno giuste, di Danilo Di Luca sulla tipologia del percorso quelli de “Il Processo” hanno deciso di parlare degli air bag per i ciclisti, un argomento che, lo sappiamo per certo, interessa poco agli appassionati di ciclismo, figuriamoci al pubblico che segue solamente il Giro d’Italia  che non è di estrazione tipicamente ciclistica La discussione sulla pericolosità della tappa di ieri e l’opportunità di inserirla in un grande Giro è stata limitata a qualche minuto e, proprio quando Roberto Amadio (DS Liquigas) e il giornalista Antonio Frigo hanno espresso opinioni contrastanti la conduttrice, Alessandra De Stefano, ha fatto cadere il tutto cambiando argomento senza troppi giri di parole.

Al “Processo” si parla di air-bag e il pubblico scappa: anche ieri flop di ascolti per la De Stefano

In televisione, nei tradizionali talk, la scelta dell’argomento di discussione è fondamentale per il successo della stessa. Per questo motivo, programmi come “Matrix” e “Porta a Porta”, in onda in contemporanea negli stessi giorni, spesso trattano gli stessi argomenti. Non sappiamo chi sia il responsabile della scelta degli argomenti de “Il Processo alla Tappa”, ma crediamo che costui, costei o coloro abbiano bisogno di un corso accelerato di tecniche televisive. Nella giornata di ieri, infatti, con le polemiche, più o meno giuste, di Danilo Di Luca sulla tipologia del percorso quelli de “Il Processo” hanno deciso di parlare degli air bag per i ciclisti, un argomento che, lo sappiamo per certo, interessa poco agli appassionati di ciclismo, figuriamoci al pubblico che segue solamente il Giro d’Italia  che non è di estrazione tipicamente ciclistica La discussione sulla pericolosità della tappa di ieri e l’opportunità di inserirla in un grande Giro è stata limitata a qualche minuto e, proprio quando Roberto Amadio (DS Liquigas) e il giornalista Antonio Frigo hanno espresso opinioni contrastanti la conduttrice, Alessandra De Stefano, ha fatto cadere il tutto cambiando argomento senza troppi giri di parole. Inutile, in un talk sportivo, lo spazio dedicato a Italia150 così come del tutto inutile e indigesta agli sportivi la rubrica di Vittorio Zincone, che potremmo ribattezzare il “Saviano dei poveri”, che parla, parla, parla, ma non dice assolutamente nulla.

Chissà se il pubblico avrà gradito questo taglio ? No, gli ascolti del “Processo” sono veramente bassi, sia in confronto alle reti concorrenti, sia soprattutto se si tiene conto del grande potenziale di questa trasmissione. Nella giornata di ieri, solo 653.000 spettatori hanno seguito il “Processo alla Tappa”, per uno share del 7,40 %. Quasi 400.000 spettatori che fino a quel momento erano sintonizzati su Rai Tre, non appena è iniziato “il Processo” se ne sono andati, scegliendo così la programmazione di altre reti.

Ci spiace profondamente rilevare che proprio chi dice di amare il ciclismo, imbastisce trasmissioni pro domo sua, rivolte ad un numero limitato di persone, senza guardare al vero scopo del ciclismo, e se vogliamo anche della RAI, di arrivare ad un pubblico sempre più alto.

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