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Caro direttore,

ho letto attentamente  il pezzo riguardante il Meeting Giovanile di Costa Masnaga rispetto al quale sono per lo più d’accordo però con qualche doverosa precisazione che spero mi consentirà di fare così come di aggiungere alcune personali considerazioni che spero possano servire ad inquadrare meglio l’evento nei suoi vari aspetti.

Credo di poterne parlare con una certa cognizione di causa essendo stato il responsabile del Settore Giovanile Nazionale negli ultimi sette anni, ed anche il massimo sostenitore a suo tempo dell’assegnazione della manifestazione alla Costamasnaga in occasione del suo 60° anniversario di fondazione. E ad onor del vero devo dire che anche il presidente Di Rocco allora non mi fece mancare il suo pieno appoggio. Tutto bene quindi fino all’alzata d’ingegno del ristretto gruppetto di innovatori, i “profeti del nuovo ciclismo” che tanti danni stanno producendo nel mondo delle due ruote, che hanno arrogantemente modificato “dall’alto” le regole in base alle quali il Meeting era stato assegnato  senza nemmeno chiedere un parere anche alla mia Commissione, che a quello dovrebbe servire, e  mettendo in ridicolo lo stesso Consiglio Federale che non si è nemmeno ricordato di averle già approvate in modo diverso e contrario solo un paio di mesi prima. E di averle già pubblicate ufficialmente. Serietà, coerenza  e dignità non si comprano al supermercato…...

Adriano Arioli:”Il meeting è stato un flop, ma la colpa non è solo dell’organizzatore”

Caro direttore,

ho letto attentamente  il pezzo riguardante il Meeting Giovanile di Costa Masnaga rispetto al quale sono per lo più d’accordo però con qualche doverosa precisazione che spero mi consentirà di fare così come di aggiungere alcune personali considerazioni che spero possano servire ad inquadrare meglio l’evento nei suoi vari aspetti.

Credo di poterne parlare con una certa cognizione di causa essendo stato il responsabile del Settore Giovanile Nazionale negli ultimi sette anni, ed anche il massimo sostenitore a suo tempo dell’assegnazione della manifestazione alla Costamasnaga in occasione del suo 60° anniversario di fondazione. E ad onor del vero devo dire che anche il presidente Di Rocco allora non mi fece mancare il suo pieno appoggio. Tutto bene quindi fino all’alzata d’ingegno del ristretto gruppetto di innovatori, i “profeti del nuovo ciclismo” che tanti danni stanno producendo nel mondo delle due ruote, che hanno arrogantemente modificato “dall’alto” le regole in base alle quali il Meeting era stato assegnato  senza nemmeno chiedere un parere anche alla mia Commissione, che a quello dovrebbe servire, e  mettendo in ridicolo lo stesso Consiglio Federale che non si è nemmeno ricordato di averle già approvate in modo diverso e contrario solo un paio di mesi prima. E di averle già pubblicate ufficialmente. Serietà, coerenza  e dignità non si comprano al supermercato……

Quindi quanto sostenuto nel pezzo ha sicuramente un fondo di verità, ma va meglio chiarito e le responsabilità più equamente distribuite non prima però di aver detto quanto è giusto nei confronti dell’ufficio stampa ed in particolare di Samuele Biffi.

Le assicuro che mai nessun Meeting precedente, anche il meglio organizzato, ha avuto un ufficio stampa così tempestivo nel dare con estrema chiarezza le notizie già pochissimo dopo che le varie gare si erano concluse. Sono giornalista anch’io e garantisco che sotto questo aspetto il servizio è stato ineccepibile.

Ma bisognava pubblicizzare l’evento meglio e prima, si dice nel pezzo. E’ vero, ma cosa si sarebbe potuto dire? Come si sarebbero potute stimolare in particolare le società più lontane o quelle meno numerose a venire in Brianza se nemmeno il settore giovanile, ormai purtroppo in mano ad un impiegato, ha ritenuto di farlo sul suo sito ufficiale?

Dato per scontato che il ristretto numero – una diecina non di più – di quelle che miravano al risultato pieno c’erano tutte, al di la dei prezzi che, è vero, non erano proprio così “da Meeting” , cosa dire alle altre, quelle che spesso hanno come massima speranza la medaglietta  per qualche loro ragazzino, premio al loro lavoro di promozione quotidiano tanto difficile ed impegnativo quanto spesso misconosciuto da un vertice arrogante e con poca o nulla dimestichezza con la base? Che l’ottusa arroganza di pochi non consentiva la consegna di quella medaglietta al loro ragazzino? Che il massimo impegno di certi federali consiste nel mortificare sempre e comunque chi lavora con serietà e impegno alla base?

E che non sia solo una mia opinione lo provano i fatti. Per questo ne parlo solo ora: serviva una verifica. Se infatti è plausibile l’assenza di alcune società del sud (la distanza, i costi, la crisi……) non lo è per nulla quella delle società lombarde che giocavano in casa e quindi a costo praticamente zero. Ripercorriamo un attimo i fatti più recenti.

Alla chiusura delle iscrizioni i numeri  erano veramente allarmanti, inferiori addirittura a quelli della prima edizione sperimentale di 26 anni fa. Negli uffici romani forse qualche dubbio cominciava a serpeggiare, si decise quindi di prorogare i termini di una settimana. Ma la mossa più importante, quella che ha fatto venire a galla la verità, la faceva coraggiosamente (nel senso che andava contro certe norme federali altrettanto sciagurate) il Comitato Regionale Lombardo bloccando tutte le gare giovanili in programma domenica 1° luglio e rimandandole alla seconda, quella teoricamente vietata sempre per disposizione romana. La Lombardia ha circa 2800 giovanissimi, senza altre gare in programma era sperabile che un buon numero di essi si sarebbe iscritto qui, magari all’ultimo momento, “salvando la faccia” al Meeting lombardo che, è bene ricordarlo, tornava nella regione dove era nato dopo 25 anni.

Niente di tutto questo, il numero dei lombardi non ha raggiunto i 500. E il numero totale delle presenze  quello miserevole citato nel vostro pezzo.

Un flop immeritato per la società brianzola che però, al di la dei soloni romani (ma anche veneti  e, perché no, purtroppo anche qualche lombardo) un responsabile lo deve trovare in casa propria: il tremebondo presidente Pozzi che non ha trovato il coraggio, pur avendone mille motivi, di fronteggiare con la dovuta determinazione il diktat federale come molto modestamente mi ero permesso di consigliare anch’io (che per questi consigli ho pagato duramente, ma non me ne pento) ma soprattutto molto più autorevolmente il suo Sindaco, lui si veramente coraggioso e determinato, che alla fine ha preso in mano le redini sfidando il regime e premiando i ragazzini come sempre accaduto in precedenza.

Una presa di posizione ferma ma che andava pubblicizzata prima (e torno ai timori eccessivi e immotivati del presidente Pozzi) che ha messo le ali ai piedi ai legislatori federali (per eclissarsi velocemente), nessuno dei quali ha avuto il coraggio di presentarsi sul palco delle premiazioni a difendere le proprie disastrose scelte. Vergogna!  Ma ormai la frittata era fatta.

Ora si va ad Andalo, ancora più a nord, per scelta personale del consigliere Forcolin (uno dei “profeti”) e del presidente Di Rocco. Speriamo che le imminenti elezioni spazzino via certi personaggi e le loro teorie. E a chi rimane buon lavoro: ci sarà molto da fare (o peggio da ricostruire).

Grazie per l’ospitalità.

Adriano Arioli

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