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Fabio Aru vuole il bis. Lo si era capito già mercoledì a Covarey di Champdepraz, ma il sardo della Palazzago non ha atteso il tappone di venerdì per prendersi il suo secondo Giro della Valle d’Aosta. Aru ha vinto questo pomeriggio in maniera netta la Quincinetto - Tavagnasco, tappone piemontese della corsa valdostana.
Forse la frazione più temuta della settimana, viste le pendenze proibitive dell’ultima salita (media 14%, massimo 22%, pubblico numeroso assiepato nei chilometri finali. Un’ultima salita che ha fatto la differenza. Di fatto, la corsa si è sdoppiata per i primi 130 chilometri. Davanti una fuga di sedici corridori, dietro il gruppo. La salita di Traversella aveva proiettato in testa Bescond della nazionale francese, Kirsch della Leopard e Bush del Chipotle.

A Tavagnasco, Aru dà spettacolo e ipoteca il Val d’Aosta

Fabio Aru vuole il bis. Lo si era capito già mercoledì a Covarey di Champdepraz, ma il sardo della Palazzago non ha atteso il tappone di venerdì per prendersi il suo secondo Giro della Valle d’Aosta. Aru ha vinto questo pomeriggio in maniera netta la Quincinetto – Tavagnasco, tappone piemontese della corsa valdostana.
Forse la frazione più temuta della settimana, viste le pendenze proibitive dell’ultima salita (media 14%, massimo 22%, pubblico numeroso assiepato nei chilometri finali. Un’ultima salita che ha fatto la differenza. Di fatto, la corsa si è sdoppiata per i primi 130 chilometri. Davanti una fuga di sedici corridori, dietro il gruppo. La salita di Traversella aveva proiettato in testa Bescond della nazionale francese, Kirsch della Leopard e Bush del Chipotle. Ed è stato proprio il transalpino a tentare l’allungo all’inizio della temibile ascesa dei piani di Tavagnasco. Vinta la lotta a tre contro Bush e Kirsch, l’atleta francese ha però dovuto arrendersi al ritorno di Aru. Il vincitore del Giro 2011 è scattato dopo due chilometri di ascesa assieme al russo Sergei Cernetckii lasciando di stucco i suoi avversari. Lasciato per strada il compagno di fuga, Aru ha raggiunto uno ad uno i coraggiosi del mattino e ha ripreso Bescond ai due dall’arrivo ed è andato a vincere in solitaria. Tra i big resistono Manuel Bongiorno – campione d’Italia in carica – Gianfranco Zilioli, Davide Formolo e Pierre Penasa, che comunque pagano un conto salato da Aru.
La nuova maglia gialla ha un vantaggio confortante nei confronti dei diretti avversari: la tappa di domani, venerdì, ad Antey, sarà un ottimo banco di prova per capire se la sua leadership è destinata a durare. L’ex leader della corsa, Andrea Manfredi, è invece secondo nella generale: un salto di catena ad inizio salita gli ha forse precluso un risultato migliore.

Le parole del vincitore:
«Non ho ancora vinto il Giro, anzi. Questa corsa si può perdere in qualsiasi momento e gli avversari sono molto agguerriti. – dice Fabio Aru, vincitore di giornata e nuova maglia gialla del Valle d’Aosta – Oggi ho vinto grazie alla squadra. I miei compagni sono stati perfetti durante tutta la tappa, io sono entrato in scena solo nel finale. E’ solo grazie a loro che oggi festeggio questo bellissimo successo. Hanno tirato tutto il giorno per rientrare sulla fuga, senza di loro non sarei mai riuscito a prendere la maglia gialla. La salita finale è veramente fantastica e io oggi stavo molto bene. Domani c’è il tappone di Antey, ma è pericolosa anche la frazione di sabato da Aigle a Chatel. Non so che tattica adotteremo, so solo che se ci sarà l’unità di squadra vista oggi potremo davvero fare bene».

Venerdì 20 luglio: Antey – Antey.

Il tappone del Giro della Valle d’Aosta 2012 è quello di domani, venerdì. La Antey – Antey di 166 chilometri è senza ombra di dubbio la tappa regina di questa edizione del Petit Tour: la salita di Les Fleurs di Pila nella prima parte di corsa, la discesa tecnica che segue che porterà i corridori ai piedi della salita del Col di San Pantaleone. Un primo passaggio ad Antey, ma la corsa non sarà ancora finita: si risalirà verso Fénis, da dove si affronta la difficile ascesa a Champremier. Poi di nuovo discesa, e infine l’ultima salita verso il traguardo. 166 chilometri, pianura pochissima. Chi vuole vincere il Giro dovrà affrontare da assoluto protagonista questa tappa.

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