Il consigliere federale Gianantonio Crisafulli ha pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook il video del presunto insulto da lui rivolto a Norma Gimondi.

E’ sicuramente strano che qualcuno, in questo caso Crisafulli, pubblichi di sua spontanea volontà la prova della sua presunta colpevolezza. E’ ancora più strano che la presunta vittima, in questo caso Norma Gimondi, neghi il consenso a mostrare a tutti i presunti insulti subiti.

L’estratto del Consiglio Federale pubblicato da Crisafulli sulla sua pagina Facebook.

Ascoltando poi le parole pronunciate dal consigliere si può capire che, se non c’è altro, siano veramente poca roba. Innanzitutto la discussione era assolutamente pacata, dunque nei modi Crisafulli non ha certo esagerato. Nel suo intervento ha etichettato la vicepresidente come “scorretta” e “ignorante e per ignorante intendo non a conoscenza dei fatti”, questa seconda frase ripetuta due volte. Onestamente, se non c’è altro, non ci sembrano nè insulti nè tantomeno ci è sembrata un’aggressione verbale. Soprattutto se la si colloca in una discussione politica (seppur sportiva) nella sede deputata al confronto. Tra l’altro, sede non aperta al pubblico.

Poi, nel merito di ciò che ha detto Crisafulli qualcosa da obiettare ci sarebbe anche stato. Ad esempio il fatto che Norma Gimondi non abbia contestato la delibera in sè, ma abbia evidenziato il fatto di non averne mai parlato in Consiglio. Cosa che sembra per altro essere certa.

Lasciando per un momento da parte la vicenda del 106.000, ci chiediamo perchè Norma Gimondi, dopo essere stata brava a sollevare il problema della delibera mai discussa, si sia chiamata fuori dalla discussione e dal Consiglio Federale per così poco.