Capolavoro di Marchegiano e Dagnoni è presidente

Quello di Rocco Marchegiano è stato un autentico capolavoro politico-tattico. E’ riuscito, infatti, a portare un outsider al vertice della Federazione Ciclistica. Quando un mese fa dichiarò di essere certo che a vincere sarebbe stato Dagnoni, probabilmente ci credeva solo lui. Quando faceva i calcoli dei suoi voti veniva additato come un visionario. Oggi ha avuto ragione lui.

La scelta di Dagnoni è servita per catalizzare il voto lombardo che, unito a quello piemontese, ha costituito lo zoccolo duro del nuovo presidente. A questi si aggiungano i voti della Basilicata, dell’Abruzzo, qualche frattaglia qua e là e il gioco è fatto.

Marchegiano e Dagnoni non hanno puntato sul consenso universale, ma solo a quello tra i delegati. Hanno fatto i conti del farmacista e ce l’hanno fatta.

Va doverosamente detto che il ballottaggio a due, non previsto dallo statuto, li ha avvantaggiati. La stima personale per Renato Di Rocco, mai nascosta da Marchegiano e Dagnoni, ha infatti portato con tutta probabilità Daniela Isetti (appoggiata della sua candidatura UCI) a girare quasi integralmente il suo pacchetto di voti a Dagnoni.

Il ruolo di Marchegiano nel prossimo quadriennio non si sa ancora, ma certamente, qualunque sia, se lo è abbondantemente meritato.

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