Bugno, un sindacalista ben inserito nel “sistema”

Da anni diciamo e scriviamo che i corridori sono l’ultima ruota del carro. Che nel sistema ciclismo non contano assolutamente nulla. Bene, oggi leggendo l’intervista di Gianni Bugno sulla “Gazzetta dello Sport” abbiamo il perché.

Recentemente l’UCI ha vietato alcune posizioni in bicicletta giudicate troppo pericolose, la stragrande maggioranza dei corridori hanno protestato contro quella che reputano una invasione nel campo discrezionale del corridore. Bugno si è detto invece d’accordo e alle domande di Ciro Scognamiglio che lo incalzava ha confermato sulla sua posizione:« I professionisti devono essere un esempio per chiunque, forse non lo hanno ancora capito». E ancora:« C’è un regolamento Uci che va rispettato».

Non è chiaro se questa sia la sua reale posizione oppure se l’abbia assunta per non far vedere di non essere stato ascoltato dall’UCI. Ma questo è un problema. Se è la sua posizione non rappresenta quella dei sui iscritti, se non è stato ascoltato dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità.

Anche perché, quando Scognamiglio gli chiede sulle responsabilità degli organizzatori, in particolare in Polonia, risponde:« Sanno di avere sbagliato, ho parlato con loro. Noi del Cpa non possiamo imporci con gli organizzatori, semmai raccogliere pareri dei corridori e riportarli all’Uci, che deve poi agire con delle multe». E poi aggiunge:« Chiediamo maggiore attenzione a chi organizza, ma anche agli atleti».  

Questo è l’esempio che a Bugno non è chiaro quale sia il suo ruolo. E’ vero che tocca all’UCI multare l’organizzatore, ma se un percorso è pericoloso non si parte proprio. Si sciopera. Si causano dei danni a quegli organizzatori poco attenti alla sicurezza. Si fa capire che al di là delle multe del’UCI a tenere il pallino in mano sono i corridori. Invece per Bugno se un percorso è pericoloso si corre comunque, magari sperando in Dio, e poi toccherà all’UCI multare l’organizzatore.

«Il Cpa è inserito nel sistema UCI. Possono esserci altri mille sindacati, ma non hanno riconoscimento». Già, caro Gianni, il problema è proprio questo: «IL CPA E’ INSERITO NEL SISTEMA UCI».

Chissà se i corridori lo capiranno ?

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