Le Wild Card hanno sempre fatto ingiustizie, ma tutti sta bene così

Sta tenendo sempre più banco in ambito ciclistico la polemica tra Gianni Savio della Androni, esclusa dal Giro, e il gruppo della Vini Zabù, invitata invece alla corsa rosa.

Va premesso che entrambe le squadre, a nostro dire, non hanno un organico di primo piano. Sono entrambe lontanissime da organici che avevano negli anni precedenti o che hanno oggi squadre come la Arkea o la Gazprom.

Tra le due, Gianni Savio non ha però torto a lamentarsi. Per ciò che è stato fatto negli ultimi anni, la Androni avrebbe meritato una diversa considerazione, ma non va sminuito tutto ad una guerra tra poveri che si scannano per mangiare l’unico pezzo di pane caduto a terra.

Le squadre Professional da anni criticano il sistema della Wild Card, ma allo stesso tempo ci sguazzano. Insomma, contestano un sistema meritocratico, ma quando la discrezionalità dell’organizzatore li premia in fondo … va bene così.

Se gli organizzatori avessero invitato una squadra straniera si sarebbe detto che non tutelavano il ciclismo italiano. Hanno invitato la Vini Zabù e dicono che non sono stati meritocratici. Avessero invitato la Androni qualcun altro avrebbe criticato altri aspetti.

Insomma, da anni accade così, il giorno delle Wild Card ci sono grandi polemiche, nei giorni seguenti se ne parla, poi tutto va nel dimenticatoio fino all’anno dopo quando tutto si ripeterà sempre allo stesso modo come in un grande, gigantesco, “anno” della marmotta.

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