Si scrive Isetti, ma si legge Di Rocco

Dite che è brava, dite che è bella, dite che preparata, dite che è simpatica. Di Daniela Isetti dite ciò che volete, ma non dite che rappresenta il rinnovamento. La discontinuità. Sono 16 anni che siede in Consiglio Federale, non c’è traccia di suoi voti contrari a Di Rocco. Non c’è traccia di dissidi con lo stesso. Anzi, è ed è stata una delle più fedeli al presidente. Non solo nelle assemblee dove il suo pacchetto di voti ha sempre contribuito a farlo eleggere, ma anche e soprattutto in Consiglio Federale.  

Negli anni sono caduti come foglie d’autunno D’Alto, Secchi, Duci, Gamba, Roscini e tanti altri che Di Rocco ha messo piano piano da parte. Lei no. Addirittura l’ha recentemente candidata all’UCI e voci dicono che lei sia pronta a ricambiargli il favore, in caso di elezione a presidente FCI, nominandolo Direttore Generale. Ma queste sono solo voci.

Tornando ai fatti concreti, come dicevamo, non si dica che è il rinnovamento. Non si dica che lei con ciò che è stato fatto in questi anni non c’entra nulla. Non si dica che è una vittima dello strapotere di Di Rocco. No, nulla di tutto questo. Tutto quello che, nel bene o nel male, è stato fatto in questi anni ha avuto il suo diretto e concreto appoggio.  

Anche oggi, in campagna elettorale, leggendo il suo programma e ascoltando le sue interviste è evidente che molto spesso parli in politichese. Frasi poetiche che però alla fine, stringi stringi, all’atto pratico non produrranno alcun cambiamento.

Tutto lecito, sia chiaro, ma se non vi è piaciuto come è stato gestito il ciclismo in questi 16 anni, se avete criticato Di Rocco per ciò che ha fatto, o non ha fatto, ora non potete votare per la Isetti. Se invece vi è piaciuto tutto, se pensate che il ciclismo in questi 16 anni sia andato crescendo fatelo senza problemi. E’ lei la donna giusta.

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