Elezioni federali: Marchegiano a ruota libera

Rocco Marchegiano è sicuramente l’uomo che ha ridato una dignità ciclistica al Piemonte e che da quattro anni è vicepresidente Nazionale. Il suo carattere è diretto e questo può renderlo simpatico ad alcuni e sgradito ad altri. Marchegiano alle prossime elezioni federali non sarà candidato e il suo appoggio sarà per Cordiano Dagnoni:«Non è vero che la non candidatura di Di Rocco mi abbia spiazzato costringendomi a cercare un candidato in fretta e furia. Ho saputo delle intenzioni di Renato circa un anno fa in una riunione a Treviso».

E come ha reagito a quella notizia?
Ci sono rimasto male perché considero Renato un grande politico: il più preparato di tutti. Anche se dal punto di vista ciclistico diverse cose le ha sbagliate.

Come nasce dunque il suo appoggio a Dagnoni?
Un anno fa, appunto, ho iniziato a cercare un candidato e sicuramente Cordiano Dagnoni ha il curriculum adatto per questo incarico. Ci ho messo un po’ a convincerlo e poi finalmente ha detto di sì.

Dagnoni è oggi il miglior candidato possibile per la presidenza della Federazione?
Certamente, innanzitutto perché è uno che non ha bisogno di uno stipendio. E’ un imprenditore di livello, è abituato a gestire il personale e fronteggiare le difficoltà quotidiane di un’azienda. Conosce il ciclismo è ed è stimato in tutta Europa.

E perché lei non si è ricandidato?
Penso che la mia elezione a vice presidente non sarebbe stata un problema. Ho deciso però di non guardare a me, ma alla causa di Cordiano e di lasciare il posto di vice presidente ad altri del gruppo.

Il suo è dunque un addio alla politica sportiva?
Non mi sono mai sentito un politico, ho sempre lavorato per cercare di fare il bene del ciclismo. Può darsi che in futuro io abbia in Federazione un ruolo più operativo, ma è ancora presto per dirlo.

Sapendo come lei ha saputo cambiare il CR Piemonte ci sorprende un po’ non vederla al fianco di Martinello, candidato che innegabilmente ha una gran voglia di fare.
Martinello non mi ha mai cercato e non sono certamente io a dovermi offrire. Se lui avesse avuto piacere di incontrarmi avrebbe potuto chiamarmi, ci saremmo visti e avremmo potuto parlare di cose concrete non lo ha fatto perché evidentemente a lui non interessava. Più o meno come fece 4 anni fa Norma Gimondi.

Va bene. Personalismi a parte, come lo vede nei panni di Presidente?
Silvio Martinello ha lo 0,5% di possibilità di venire eletto. Sta facendo l’errore che fece qualche anno fa Claudio Santi. Silvio va fortissimo sui social, fa dirette, ha un suo seguito. Alla fine però quanti di quelli che gli mettono i like voteranno in assemblea?

E’ sempre il solito problema che non votano le “tessere”, ma i delegati …
E’ così, e i conti vanno fatti con i 250 che saranno in assemblea. Lui ha preso nella sua squadra Norma Gimondi che quattro anni fa prese i voti di protesta contro Di Rocco, e cos’ha fatto Norma Gimondi in questi anni ? Nulla. All’atto pratico le chiedo: quanti voti controlla lei?

Può darsi però che a Martinello arrivino voti riconducibili al gruppo che lo sostiene …
Faccio un esempio: Salvatore Meloni in Sardegna non controlla quasi più neanche un delegato ed è un candidato, di Martinello, alla vicepresidenza. Non è l’unico in questa condizione. Una volta, chi puntava alla vittoria metteva in squadra gente che disponeva di un buon pacchetto di voti. Oggi non è più così, basta che il candidato presidente chieda di candidarsi e accettano senza neanche sapere perché si è lì. Ecco, Martinello in questo senso mi sembra proprio “un uomo solo al comando”.

In che senso?
Che sta facendo gli errori che ha fatto la Gimondi 4 anni fa. Il suo gruppo spera che sia lui a portare i voti a loro e lui probabilmente viceversa.

Daniela Isetti è dunque la favorita per la Presidenza?
No, il favorito è Cordiano Dagnoni.

Allora mettiamola così: è Daniela Isetti la principale avversaria di Dagnoni?
Si, non è messa bene perché ha perso in Veneto, in Toscana e soprattutto a casa sua in Emilia Romagna, ma di sicuro voti ne ha.

Veniamo ora a Dagnoni, perché lei è certo che vinca?
Perché oltre alla capacità ha anche i numeri. Partiamo dalla Lombardia dove ha fatto un capolavoro. Ha eliminato Perego e Francini mettendo presidente un suo amico e come vice presidente vicario suo fratello. I delegati lombardi sono quasi tutti con lui, a cui vanno aggiunti quelli piemontesi. Mi hanno accusato di aver perso delegati: è vero ne ho persi tre, ma tutti gli altri sono con me. Pensano poi che in Abruzzo, nel Lazio non ci stiamo muovendo? O che in Toscana non abbiamo nessuno? Al sud avremo almeno 10 voti ? Non dico queste cose per spot elettorale, fate i conti e capirete perché parlo così.

 Non teme che magari qualcuno che oggi ha promesso il proprio voto, nell’urna possa cambiare idea ?
Nessuno dei miei voti personali cambierà idea.

E i lombardi ?
Beh, certamente qui il rischio che qualcuno possa cambiare idea c’è anche se penso che i delegati lombardi difronte all’idea di un presidente lombardo non votino altri.

Se dovesse per forza scegliere tra Isetti e Martinello chi sceglierebbe?
Voterei scheda bianca.

Nessuna affinità con Martinello?
Ho molto rispetto per lui, quando è stato Direttore ha fatto bene e ci andavo d’accordo, purtroppo però ha preso gente al suo fianco che non è mai stata in grado di costruire nulla nel ciclismo e aldilà di dire che tutti gli altri sbagliano non sanno cosa fare.

E con Daniela Isetti?
Da anni si occupa del centro studi, un settore di cui nessuno sa niente. Non sappiamo nemmeno chi ci lavora, tanto che le abbiamo chiesto di vedere almeno qualche fotografia così per farci un’idea. La sua gestione è stata pessima tant’è che oggi non abbiamo neppure i tecnici di terzo livello a sufficienza per fare attività di base.

Lei però è stato per 4 anni fianco a fianco di Di Rocco …
No, io provato a cambiare il sistema dall’interno. Faccio un esempio: nel bilancio preventivo del 2021 ci sono 640.000 € destinati a pagare gli straordinari dei dipendenti a nuove assunzioni e aumenti. Trovo questo sbagliato vista la situazione difficile che stanno vivendo le società e tutti quelli che vogliono fare ciclismo. Io e Michel Gamba abbiamo votato contro, ma gli altri?

Mi dice tre cose in cui questa Federazione ha fallito?
Il Sud è totalmente abbandonato e oggi mi tocca vedere che chi ha distrutto la Basilicata sia addirittura candidato alla vicepresidenza nazionale. Hanno rovinato l’attività giovanile, quando lo dicevo mi prendevano per un rompi scatole, ma oggi la situazione è sotto gli occhi di tutti. Il settore amatoriale è in difficoltà perché per prendere qualche centesimo in più ad amatore si sono persi tanti tesserati. Crisafulli è una persona veramente capace e preparata che è stata indotta a scelte sbagliate per volontà altrui. Questo da un punto di vista sportivo, da un punto di vista amministrativo potrei dire tante cose, ma mi limito a dire che siamo a Roma con pregi e difetti degli uffici della capitale.

Cos’è successo invece in Piemonte?
Il Piemonte ha eletto un presidente preparato come Rosso. E’ intelligente, sa fare gruppo e conosce bene il mondo del ciclismo. Mi è spiaciuto che abbiano attaccato lui per colpire me, ma fa parte del gioco. Hanno provato a mettere a soqquadro il comitato, ma ancora una volta hanno mostrato la differenza tra chi lavora per il ciclismo e chi sa solo dire ca**ate su Facebook.

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